Punk, comunità e identità al Largo Venue
Sabato 18 aprile il Bull Brigade hanno fatto tappa a Roma, portando il loro Perché non si sa mai Tour 2026 sul palco del Largo Venue. Un concerto atteso, andato sold out, che ha confermato il ruolo centrale della band torinese nella scena punk/hardcore italiana contemporanea.
Un inizio che segna il tono
I No More Lies con i SudDisorder scaldano il palco
Ad aprire la serata ci hanno pensato I No More Lies seguiti dai SudDisorder, scelta tutt’altro che casuale. I loro set hanno immediatamente impostato il mood: diretto, ruvido, senza compromessi. Dopo una matrice più hardcore della band romana, i colleghi pugliesi, presentando il materiale di Strategie, hanno consegnato al pubblico un live compatto e credibile, dimostrando quanto la nuova generazione punk italiana sappia ancora parlare con urgenza e coerenza.
Il pubblico, già numeroso dalle prime ore, ha risposto con attenzione e partecipazione, preparando il terreno per quello che sarebbe successo di lì a poco.
L’impatto Bull Brigade
Nessuna distanza tra palco e pubblico
Quando i Bull Brigade salgono sul palco, non c’è costruzione narrativa: si parte subito. L’attacco è frontale, il suono pieno, la risposta del pubblico immediata. Il Largo Venue diventa un corpo unico, un movimento continuo fatto di cori, spinta fisica e appartenenza condivisa.
La band attraversa la propria discografia con naturalezza, alternando i brani storici ai pezzi del nuovo album Perché non si sa mai, uscito nel 2026.
I nuovi brani si inseriscono senza fratture nel set, segno di una maturità artistica che non ha snaturato l’identità del gruppo.

Suono e presenza
Hardcore che evolve senza perdere radici
Dal vivo, i Bull Brigade confermano una delle loro qualità principali: la capacità di mantenere una struttura hardcore solida, aprendosi però a soluzioni più melodiche senza perdere intensità.
Le chitarre restano taglienti, la sezione ritmica è compatta e la voce – più sporca e urgente rispetto alle versioni in studio – diventa il vero collante emotivo del live. Non c’è distanza tra band e pubblico: ogni testo è condiviso, ogni parola restituita.
Oltre il live
Una tappa chiave del tour 2026
La data romana non è stata una semplice fermata del tour, ma una conferma: la band torinese è in una fase di piena solidità, capace di riempire i club e mantenere una credibilità costruita negli anni.
In un momento in cui molte realtà alternative faticano a trovare spazio, serate come questa dimostrano che il punk italiano non solo resiste, ma evolve. E continua a farlo nel suo luogo naturale: sotto palco, tra sudore, urla e verità condivise.
Qui il video di “Sopra i Muri”



