Franco Battiato in occasione del Giffoni FIlm Festival 2012
Franco Battiato in occasione del Giffoni FIlm Festival 2012

MICHELA MURGIA vs FRANCO BATTIATO, la noia della quarantena genera mostri

Se c’è una cosa che abbiamo imparato durante questi giorni di isolamento casalingo è che in rete se ne dicono tante, ma proprio tante. In quest’epoca di pazzi, avrebbe detto il Maestro, abbiamo capito che innescare una polemica (con il relativo clickbait) è più facile di quanto si pensi.

Ma la colpa (in senso lato) di chi è?

Cioè, è giusto scagliarsi contro una scrittrice che esprime un giudizio, giusto o sbagliato che sia, per pura provocazione o esercizio di stile?

Che diavolo è un esercizio di stile? Perché hai attaccato il mio cantante preferito? Come ti permetti?

Andiamo per gradi: la scrittrice di cui sopra, durante la rubrica “Buon Vicinato” ha fatto una cosa che in Italia non si conosce molto. In sintesi, assieme a un’altra persona si sceglie un tema, si lancia una monetina e si decide chi deve fingersi pro e chi contro il tema di cui sopra. Può essere considerato un esercizio di stile e viene spesso usato per alimentare il dibattito nelle classi e insegnare ai ragazzi come usare la retorica per sostenere una causa qualunque, in cui forse nemmeno credono.

Ecco cos’è un esercizio di stile. Un qualcosa congegnato ad hoc per insegnare ai giovani l’importanza di esprimersi correttamente e sostenere le proprie ragioni a prescindere da tutto. A questo punto possiamo tornare sui nostri passi e ragionare su quanto accaduto con lucidità.

Michela Murgia, perché di lei si tratta, in questo esercizio di stile assieme a Chiara Valerio ha dovuto fare la “cattiva” e andare contro la musica e i testi di Franco Battiato. Michela Murgia, lei che si professa anche fan del celebre cantautore, ha dovuto fare la parte di quella che va contro gli insegnamenti del Maestro. Non possiamo sapere se la scrittrice sia veramente fan di Franco Battiato, ma non è questo il punto.

Il punto è che certi giornali, cercando di cavalcare l’onda del “Basta Coronavirus, che palle!” hanno schiaffato in prima pagina l’eterna lotta tra il bene e il male: i fan di Franco Battiato e quelli che lo odiano. Tralasciando il fatto che non è possibile odiare Franco Battiato, la mossa strategica di questi giornali è stata quella di spostare l’attenzione dei virologi della domenica dalla pandemia a Michela Murgia.

Immaginate quanti click hanno ricevuto i loro articoli, immaginate le pubblicità, immaginate i commenti e le condivisioni. Il capolavoro del Copywriter e del Social Media Manager.

Non era meglio quando il trend era il Coronavirus creato dai cinesi e la terra piatta?

La democrazia digitale è un’arma a doppio taglio. La democrazia 2.0 è quella cosa per la quale tu puoi sostenere che la Nuova Zelanda non esiste, ma se qualcuno di dà del deficiente si può innescare una polemica sul nulla che, spesso, sfocia in querele varie ed eventuali. Michela Murgia con questo esercizio di stile si è inimicata la folla, aizzata da qualche giornaletto in cerca di click. Bene, la scrittrice ha poi dovuto spiegare le ragioni di questo esercizio di stile e spiegare cos’è e come funziona.

È un po’ come quando devi spiegare una barzelletta e, alla fine, ti accorgi che non faceva poi tanto ridere. Tralasciando il fatto che nessuno dovrebbe essere costretto a spiegare perché ama o non ama qualcosa, è mai possibile che nel 2020 bisogna ancora imboccare un certo tipo di pubblico che non capisce quello che legge? Nei giorni scorsi qualcuno ha parlato di “immunità di gregge”, oggi sarebbe bello parlare di “immunità DAL gregge”. Eppure la nota scrittrice l’aveva specificato a monte che questo “Buon vicinato” altro non è che una discussione tra amiche che non possono discutere dal vivo.

Il gregge non ha capito, il gregge l’ha presa come una questione personale, una questione privata di solo onore. “Sarà che gli italiani, per lunga tradizione, son troppo appassionati di ogni discussione”, diceva un altro saggio e non sbagliava. Ma guardate voi se questa mattina ci tocca difendere Michela Murgia che ha detto peste e corna di Franco Battiato!!! [Sarcasmo]

Una battaglia contro i mulini a vento

Questa è una battaglia contro i mulini a vento; mulini a vento costruiti sul leggere i soli titoli dei giornali, costruiti sulla rabbia e la frustrazione delle persone e costruiti (spesso) sull’analfabetismo funzionale. Forza bella gente, possiamo essere tutti migliori di così. Possiamo sprecare cinque minuti del nostro tempo (che in questo momento non manca) per leggere un articolo per intero e, magari, usare un po’ di spirito critico. Dobbiamo immunizzarci dal gregge, dobbiamo usare il nostro stramaledetto cervello e innescare quello spirito critico e quella curiosità che non ci fa accontentare della prima risposta che troviamo, ma ci spinge a “seguir virtute e canoscenza”.

Possiamo farcela, dobbiamo farcela! Solo in questo modo riusciremo a combattere tutta quella schiera di fake news e tutta quella schiera di odiatori seriali che avvelenano il web e distorcono la cognizione delle persone. Facciamolo per noi (forse anche per Michela Murgia), per non sembrare dei completi idioti e per poter dire “io capisco quello che leggo e non sono d’accordo”. Ritroviamo la gioia del non essere d’accordo con tutto quello che ci propinano e se a Michela Murgia non piace Franco Battiato sono problemi suoi. Non ha insultato il mio albero genealogico, se non ama il Maestro a me non interessa un beneamato.

La lunghezza di questo articolo è voluta. Avremmo potuto sminuire la questione con qualche frase ad effetto e far sentire un imbecille il prossimo nostro. Avremmo potuto definirci noi stessi degli imbecilli, solo per sostenere Franco Battiato. Siamo arrivati fino a questo punto ma non l’abbiamo fatto. Abbiamo scelto di dilungarci in chiacchiere e scrivere un pezzo chilometrico non per essere migliori degli altri. Anche questa è una provocazione solo per vedere quanti di voi sarebbero arrivati fino alla fine per smentire quanto detto poco fa.

Provocazione o idiozia?

Questa è una provocazione e, se sei arrivato fino alla fine adesso leggerai due parole senza senso che mettiamo a caso solo per vedere se il tuo cervello è stato in grado di arrivare fino a qua.
BANANE IN PIGIAMA.

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