Dopo l’anticipazione con il singolo e video di “Non c’è più”, gli Io (Bestia) fanno di nuovo coming out con il loro album autoprodotto: “Antropocene”. La band bresciana da vita a un unicum sonoro in cui l’ascoltatore è totalmente immerso. La rabbia e la disillusione sono protagoniste assolute, perfettamente delineate dalla voce furente che squarcia le crude ritmiche degli Io (Bestia). La tracklist è composta da tredici tracce che, con riff velenosi e una forte carica evocativa, ci ricordano che gli Io (Bestia) non hanno certo bisogno di chiedere permesso.

“Antropocene” è un album privo di istanze speculative: senza virtuosismi o ambage ci apre la porta su un universo recondito e brutale su cui, come ci ricordano gli Io (Bestia) già dal titolo, abbiamo una significativa influenza. Già quando prendiamo in mano il loro album e ne osserviamo la copertina, curata dall’artista Laura Monteverdi, minimal e in bianco e nero, ci accorgiamo di essere davanti ad un gruppo che punta tutto su atmosfere aspre e pragmatiche. La struttura della totalità dei brani è molto lineare e si nota l’attenzione al suono. La voce è sicuramente la chiave di volta dell’intero album che, con aggressività e coazione ci fa smarrire nei riff semplici e corrosivi che non fanno altro che confermare la discendenza dall’hardcore punk.

La rabbia e la disillusione sono protagoniste assolute in “Antropocene”, perfettamente delineate dalla voce furente che squarcia le crude ritmiche degli Io (Bestia)

Dopo soli quattro anni di attività, gli Io (Bestia), in continua crescita, nel corso della loro carriera si sono confrontati con molti artisti. Con molti di loro  hanno condiviso il palco, come ad esempio: Sick Of It All, Raw Power, Terror, Discomostro, Storm(o), Totale Apatia e Carnero. Album consigliatissimo per chi ama questo genere, pollici in su per gli Io (Bestia), aspettiamo novità!

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