Ciao ragazzi e bentrovati su Music.it! Giusto per rompere il ghiaccio, ci raccontate un aneddoto imbarazzante della vostra carriera?

Ce ne sarebbero molti, soprattutto legati al backstage. Ma ricordiamo un nostro primissimo concerto in un piccolo paese davanti a una decina di persone, di cui gran parte anziani. Diciamo che la nostra grinta era un po’… fuori luogo!

La domanda purtroppo è quasi di rito: il covid e la musica. Come siete riusciti a conciliarli?

Da prima del Covid ci siamo sparpagliati per l’Italia, quindi da questo punto di vista eravamo preparati. Forse è per questo che siamo riusciti a far uscire il disco in un questo periodo.

Il vostro nuovo singolo “Stage One” evoca un clima sia estivo, sia melanconico. Voi come lo definireste?

Pop! Scherzi a parte, pensiamo sia la chiusura giusta del concept poiché racchiude melodia, ritmica ed evocazioni testuali che in parte riassumono il nostro lavoro. Pensa, però, che siamo stati indecisi fino all’ultimo giorno se inserirla nell’album.

Sempre nel singolo viene spesso ripetuto il ritornello “You can see beyond the night”. Cosa significa per voi guardare oltre la notte?

In realtà è una frase legata ai primi versi del disco, perché Flow è un album circolare: inizia con una domanda “How can you see beyond the night?” e alla fine di un percorso – soprattutto emotivo – trova la risposta in quella frase. Potrebbe essere una metafora di trovare un senso alle cose, soprattutto quando ci sembrano oscure.

Cosa rappresenta la notte e cosa avete trovato oltre essa?

È molto poetica, ma forse il momento in cui il sole è già tramontato e c’è ancora un po’ di luce lo è ancora di più. Oltre la notte c’è l’alba, quindi nuovamente la luce: diciamo che, come dicevamo prima, rappresenta un’attitudine curiosa verso le cose, verso noi stessi.

Voi che ormai avete un decennio di musica alle spalle come gruppo, pensate sia sempre difficile emergere in Italia (specie non cantando in italiano)?

Sì, ma negli ultimi anni la lingua non sta rappresentando, finalmente, un ostacolo. Forse non siamo le persone più adatte a rispondere, dato che abbiamo sempre tenuto occhi e orecchie puntati all’estero.

Quali saranno le prossime mosse dei Black Flowers Cafe?

Per adesso ci godiamo questi dieci anni, magari facendo un bel brindisi. Mantenendo il distanziamento sociale!

Grazie ai Black Flowers Cafe per questa bella chiacchierata e speriamo di vedervi presto anche senza distanziamento sociale!

– YouTube

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