Calvino in uno scatto
Calvino in uno scatto promozionale.

CALVINO: “La realtà è qualcosa che possiamo interpretare e trasformare.”

Ciao Niccolò Lavelli, in arte Calvino, benvenuto su Music.it! Rompiamo subito il ghiaccio e raccontami un aneddoto divertente sul tuo trascorso artistico.

Pochi giorni fa ho ricevuto un pacco da giù pieno di delizie, taralli e formaggi. A spedirmelo è stato un amico, organizzatore di eventi, che durante il tour del disco “Gli Elefanti” ci ha chiamati per un concerto nel suo paese. Ci manca molto suonare dal vivo anche per tutte le persone che si conoscono in queste occasioni e le amicizie che continuano. Essendo bergamasco di nascita non ho mai ricevuto il pacco da giù ed è stato un momento commovente.

Mi sono piaciute molto le sonorità synth-pop del tuo nuovo singolo “Saturno”. Come nasce il brano? Qual è l’idea alla base del pezzo?

“Saturno” nasce nel momento tra sonno e veglia, in uno spazio dove le possibilità sono infinite e la realtà si confonde con il sogno. L’idea è che questo momento sia sempre presente anche durante il giorno, se potessimo trovare quello stato anche da svegli forse potremmo trasformare la realtà e viverla in modo diverso.

Cosa vuoi che passi a chi ti ascolta, quali messaggi vuoi trasmettere?

Penso che l’idea di “Saturno” sia presente in generale nel messaggio che vogliamo passare con le nostre canzoni: la realtà non è un dato ma è qualcosa che possiamo interpretare e trasformare, le canzoni servono un po’ a questo.

Raccontami del tuo processo creativo. Come ti vengono le idee per i pezzi e come vengono sviluppate?

Penso che le canzoni ci vengano a trovare secondo la loro volontà. Bisogna però mantenersi in ascolto, pronti al loro arrivo, con un occhio a cosa succede fuori dalla porta, se qualcuno bussa e magari con qualcosa di pronto da bere e da offrire. Non è sempre possibile, un pensiero triste è quello su quante canzoni non hanno mai visto la luce perché nessuno le ha sentite bussare alla porta.

A chi e cosa si ispira Calvino? Parlami delle tue influenze musicali e di cosa ti piace ascoltare in questo periodo.

Sono cresciuto con i cantautori italiani degli anni ‘70 e ‘80, Francesco De Gregori e Lucio Dalla su tutti ma anche Franco Battiato, Gino Paoli e tanti altri. Da ragazzo ho attraversato diverse fasi, dal punk al jazz. In questo periodo ho avuto una ricaduta nostalgica in John Lennon.

Che ne pensi della scena underground italiana attuale? Credi che sia un buon periodo per gli artisti emergenti?

Credo che dipenda dai punti di vista. Probabilmente in questo periodo, molto più che 10 anni fa, la strada per essere ascoltati da tante persone sembrerebbe più facile. Io credo però che in questo periodo sia in realtà molto più difficile arrivarci mantenendo la propria identità artistica.

Quali sono i tuoi progetti futuri? È in uscita un album?

Faremo uscire sicuramente un brano a gennaio, cerchiamo di mettere un piede dopo l’altro senza guardare troppo avanti perché in questo periodo si rischia di inciampare.

Grazie Niccolò Lavelli (Calvino) per essere stato mio ospite su Music.it! Questo spazio è tutto tuo, puoi rispondere a tutte quelle domande che non ti ho fatto e che avresti voluto ti facessi.

Ringrazio voi per le vostre domande. Io Marco e Tommaso non vediamo l’ora di tornare a suonare dal vivo, stretti stretti, vicini vicini.