L’anno scorso, le luminarie natalizie di Bologna ebbero un successo strepitoso. File di scritte luminose percorrevano tutta Via d’Azeglio: il testo di “L’anno che verrà” di Lucio Dalla. Quest’anno l’amministrazione bolognese ci riprova. Per festeggiare i vent’anni di carriera del loro concittadino Cesare Cremonini, il testo di “Nessuno vuole essere Robin” commenterà dall’alto gli acquisti e la cena solidale tipica del periodo. La canzone è una critica delicata e poetica al protagonismo esasperato, e certamente non sfigurerà contro il manto buio delle notti di dicembre.

Bologna è sempre stata un tema caro a Cesare Cremonini. L’artista ha risposto con un lungo ed emozionato commento: «Via D’Azeglio è la Bologna che amo. Quella da camminare, da respirare e da attraversare con il ghigno caratteristico dei bolognesi che sanno prendere a sberle la vita di tutti i giorni con la loro proverbiale ironia e quel pizzico di follia che li contraddistingue».

Cesare Cremonini illumina la passeggiata natalizia di via d’Azeglio, per festeggiare i 20 anni di carriera

«Ora che si potranno leggere le rime di una mia canzone tra le luminarie della città dei poeti e dei cantanti»; continua Cesare Cremonini «il cuore mi sobbalza di gioia e provo un senso di gratitudine ancora più forte verso la mia amata città. A Bologna ho dato tutto me stesso, fin dai miei esordi da “cinno” che guardava ai grandi nomi della musica con reverenza e ammirazione. Sono stato ricambiato con un affetto paterno, incondizionato, cresciuto e maturato nel tempo. Perché Bologna è una città tanto generosa quanto onesta nei giudizi, che non ti regala niente se non la rispetti».

Cesare Cremonini: «Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli esseri umani»

Il cantante ha poi aggiunto: «Ringrazio quindi di cuore il Comune, tutti i cittadini che la attraversano e la colorano ogni giorno, i commercianti e i lavoratori che hanno fatto di questa via che appartiene idealmente a Lucio Dalla. Un posto magico per tutti, non solo per noi bolognesi ma anche per i tantissimi i turisti che la cercano e la visitano ogni giorno. Lucio Dalla diceva sempre di dargli retta, che l’impresa eccezionale è essere normale. In un mondo in cui molti si travestono da supereroi, Bologna resta orgogliosamente una città a misura di Robin, un approdo sicuro per tutti gli essere umani. Grazie a tutti».

L’anno scorso il successo delle luminarie ha impressionato i cittadini e attirato turisti. Questi, hanno contribuito con i proventi della cena solidale della Fondazione Sant’Orsola alla ristrutturazione del dipartimento di Oncologia Medica dell’Ospedale di Bologna. Anche per quest’anno, auguriamo al progetto buona fortuna.

Cesare Cremonini – Nessuno Vuole Essere Robin

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