Il nome etichetta discografica nasce, come tante cose, da un semplice oggetto. Infatti si rifà alla vera e propria etichetta che veniva applicata al centro dei dischi in vinile. Per etichetta discografica si intende semplicemente: un marchio commerciale creato da alcune compagnie, con o scopo di produrre, distribuire, promuovere e vendere un prodotto.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire perché si è resa necessaria l’esistenza delle etichette discografiche e come sono cambiate nel tempo. Se fosse stati artisti nei primi anni ’60, avreste incontrato un mare di difficoltà nella registrazione del vostro supporto. Quindi come avreste potuto fare a diffondere la vostra musica?

Semplice, vi sareste dovuti rivolgere a degli specialisti del settore che avrebbero investito soldi su di voi, registrando e duplicando il vostro prodotto, al fine di poi trarne un profitto dalle vendite. Così nascevano le etichette. Questo ha fatto sì che le multinazionali mettessero gli occhi su queste, immaginando già gli enormi profitti, e le prendessero sotto la propria ala. Il risultato di tutto questo? I maggiori artisti mondiali firmavano con le Major, e gli artisti minori avrebbero dato un occhio pur di avere la stessa visibilità.

Nascono successivamente le etichette indipendenti grazie all’abbassamento dei costi di produzione, spesso fondate dagli stessi artisti, che lasciano più libertà d’espressione e che arrivano quasi a fare concorrenza alle Major. In più l’avvento di internet e la possibilità di scaricare musica online lascia spazio all’apertura delle etichette online.

Ma perché oggi è ancora così importante rivolgersi a un etichetta discografica se si può fare tutto in autonomia? Detto fatto. Le etichette si avvalgono di persone esperte in materia musicale, che conoscono il mercato, le tendenze e specialmente la musica. Probabilmente, nel 99% dei casi, meglio dello stesso artista emergente. Hanno i giusti canali di comunicazione e diffusione della musica, e possono far arrivare i brani nel posto giusto al momento giusto.

L’importante rimane sempre scegliere la giusta etichetta, che faccia al caso nostro e che lavori sul nostro genere, altrimenti anche un capolavoro potrebbe risultare un fallimento nel mercato sbagliato.

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