Per unâavventura occorrono: un eroe o unâeroina, unâimpresa da realizzare, un viaggio, del pericolo, possibilmente un aiutante. Non servono requisiti particolari per essere un eroe, va bene anche una bambina di nove anni che si chiama Giraffa. Però bisognerĂ mettere in conto la trasgressione di saltare scuola. Tutto inizia con Discovery Channel, e con un intento molto nobile. La piccola Giraffa deve svolgere una ricerca scolastica, ma le condizioni della famiglia sono problematiche. Suo padre non ha un lavoro, non supera il lutto per la scomparsa della madre, figurarsi pagare il canone per la televisione. In una bonaccia in cui gli adulti responsabili non fanno niente e tutti sembrano addormentati, è la bambina a prendere in mano la situazione.
âGioie e dolori nella vita delle giraffeâ di Tiago Rodrigues ci racconta il curioso viaggio della protagonista e del suo orsacchiotto di peluche Judy Garland per le vie di Lisbona. Popolata da personaggi discutibili al limite della legalitĂ â da unâinquietante Pantera a un insolito Cechov â Giraffa va alla ricerca del ministro dellâinterno Pedro Passos Coelho per riconquistare la trasmissione perduta. PerchĂŠ i bambini, si sa, vogliono arrivare alla sorgente del problema. Ogni incontro fa riflettere su qualcosa. Nella lettura del regista Teodoro Bonci del Bene i personaggi si vestono con gli abiti dei ceti underground. Dagli skinhead alle fly-girls, dal punk allâhip hop, in un impasto originale tra elemento visivo e linguaggio. Ognuno vive nel suo codice di comportamento ed entra in collisione con gli altri.
Con âGioia e dolori nella vita delle giraffeâ Tiago Rodrigues crea unâopera strettamente legata alla situazione sociale della sua Lisbona
Scritto nel 2011 âGioie e dolori nella vita delle giraffeâ prende vita su quello stesso palco calcato in settembre dal’autore portoghese. L’allora pedagogo di Ecole des Maitres, portava avanti la sua riflessione sulla drammaturgia dellâattore. Emilia Romagna Teatro â ci viene da pensare ricordando le altre produzioni di questa stagione â si sente affine alla poetica del drammaturgo. Oltre a lavorare sul confine tra attore e personaggio, Tiago Rodrigues è attento al rapporto tra il teatro e la realtĂ che lo circonda. Con âGioia e dolori nella vita delle giraffeâ crea unâopera strettamente legata alla situazione sociale della sua Lisbona, che allo stesso tempo risuona come se parlasse dellâItalia.
Come in una favola distorta, la messa in scena di Teodoro Bonci del Bene perde molto del naif e del fantastico della dimensione dellâinfanzia. Sulla scena, la strada del testo diventa un parcheggio, luogo stazionario. Abbandonato nel mezzo del palco, un grande televisore a tubo catodico trasmette la piccola Giraffa (Cecilia Valli) che, in stile Alberto Angela, si aggira per le strade presentando la sua ricerca. Tra ricorrenti suggestioni di immobilitĂ il viaggio di formazione non porta mai a unâevasione felice. Questa bambina piccola e grande allo stesso tempo, che si esprime in modo cosĂŹ pomposo, si trova a fare i conti con un crudo realismo anche e con la morte. Ă lei stessa a uccidere la propria infanzia nella figura di Judy Garland. Essere adulti non è una condizione anagrafica, bensĂŹ autoimposta.


