Quando ho iniziato ad ascoltare il nuovo disco di Dario Margeli, “Fluido”, ho creduto per un istante di essere stato trollato. Poi la perplessità ha lasciato spazio alla sospensione del dubbio e infine allo stupore. Perché “Fluido” di Dario Margeli non è un disco qualunque, ma detta nuove regole d’ascolto, ed è necessario osservarle attentamente per comprenderlo fino in fondo.

Ma procediamo con ordine. Intanto “Fluido” è un EP travestito da LP. Dico così perché è composto da dieci tracce, di cui soltanto cinque sono canzoni vere e proprie. Le altre cinque sono cover, remix e versioni in spagnolo o inglese delle prime. La scelta, un po’ sfacciata, ci fa però capire che Dario Margeli non si ferma di fronte a nulla, nemmeno davanti ai limiti linguistici.

Affrontare i limiti, o meglio, essere flessibili e sapersi adattare alle circostanze, è il tema portante del disco. “Fluido”, title track dell’album, racchiude perfettamente questo concetto ed è accompagnata da un video con un sacco di pesci. Un vero e proprio manifesto concettuale, fra il delirante e l’onirico.

“Fluido” di Dario Margeli non è un disco qualunque, ma detta nuove regole d’ascolto.

Le sonorità di “Fluido” pescano (pescano!) a piene mani dalla musica anni ’80, motivo per il quale ho apprezzato particolarmente alcuni arrangiamenti e atmosfere. In certi momenti, soprattutto se sotto l’effetto di droghe o dopo aver mangiato una parmigiana di melanzane, sembra quasi di percepire la presenza spettrale di Franco Battiato che si rannicchia in un angolo e piange un pochino.

Le linee vocali di Dario Margeli seguono traiettorie imperscrutabili, avvalendosi di effetti e distorsioni che riportano alla mente il faccione di Zordon dei Power Rangers. In senso buono, ovviamente. Fra i crediti dell’album si leggono inoltre molti nomi di musicisti, alcuni dei quali suonano così insoliti da sembrare poco credibili. In fin dei conti, l’unica cosa incredibile è che i video di Dario Margeli non siano ancora diventati virali.

Se dovessi descrivere Dario Margeli in una frase, direi che è un genio della musica imprigionato nel corpo di un fenomeno trash. Dario Margeli crede tantissimo in quello che fa, e questo è senz’altro ammirevole. Ma per apprezzarlo del tutto, bisogna mettere da parte il proprio spirito critico e abbandonarsi alla corrente, come i pesci nel video di “Fluido”.

 

DARIO MARGELI

FLUIDO

6 novembre 2018

Autoprodotto

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