Dagli anni â30 Dr. Seuss ha sfornato libri di grande successo, e molti di essi, come âOrtone e il Mondo dei Chiâ della Blue Sky Studios, sono stati riadattati per il grande schermo. Tra questi il piĂš famoso resta senzâaltro âIl Grinchâ, che nel 2000 Ron Howard ha trasformato in un cult cinematografico da quasi 350 milioni di dollari. Questâanno, appena in tempo per le feste, il burbero Grinch torna nelle sale di mezzo mondo, in versione animata però. A prendersi la briga di convertire il costume Premio Oscar di Jim Carrey in immagini digitali è la Illumination Entertainment, ovvero il ramo della Universal che si occupa di animazione. La casa di produzione statunitense è ormai diventata una realtĂ importante del settore, firmando dopo Disney e Pixar i prodotti animati con il maggior incasso internazionale.
Fin dallâinizio il Grinch viene presentato come un personaggio dispettoso ma altamente digeribile, con cui è facile entrare in contatto.
La Illumination sembra aver trovato la formula per far breccia nel pubblico, in particolare quello infantile. Film di successo come âMinionsâ, âCattivissimo Meâ e âPetsâ condividono alcuni elementi caratteristici, quali il frequente impiego di gag comiche e la presenza di personaggi buffi ma adorabili. I Minions sono il caso esemplare di questa strategia produttiva: dei mostriciattoli gialli e goffi che hanno letteralmente invaso il mercato. Ecco, anche il Grinch del monte Crumpit è stato sottoposto a questo procedimento, trasformandosi da mostro disgustoso a mostriciattolo adorabile. Nelle mani di Jim Carrey il Grinch era una creatura folle con un alito fetente e due occhi inquietantemente gialli. Un cattivo nel vero senso della parola. Nella nuova versione tutti questi tratti vengono massicciamente edulcorati.
Fin dallâinizio il Grinch viene presentato come un personaggio dispettoso ma altamente digeribile, con cui è facile entrare in contatto. Ma è qui che si perde tutto il fascino della trasposizione di Ron Howard. La conversione finale e il trionfo del bene funzionano molto meno se il cattivo non è mai stato cattivo. CosĂŹ questa volta il conclusivo taglio del tacchino risulta piĂš sdolcinato e meno efficace. E inoltre, diciamocelo chiaramente, il Grinch è un personaggio memorabile soprattutto perchĂŠ fa sempre piacere un bastardo cinico per Natale. Quella di Illumination, dunque, appare una proposta semplificata che non aggiunge nulla al racconto originario del Dr. Seuss. Fatta eccezione per quel tocco commerciale alla âMinionsâ che permetterĂ al film di guadagnare una fortuna al botteghino.
âIl Grinchâ è un film stretto, unâanimazione apertamente per bambini, di cui forse neanche i bambini hanno bisogno.
Per quanto riguarda la trama non ci sono novitĂ sostanziali. Il Grinch odia il Natale e brama di rubare i doni e gli addobbi a tutta la cittadina di Chinonsò. Durante lâelaborazione del piano malefico lo assiste il fedele cane Max e un nuovo personaggio: una renna grassa. Entrambi gli aiutanti sembrano usciti direttamente da âPetsâ e sono disegnati come dei vezzeggiativi viventi. Il film, infatti, è popolato da animaletti vari e in questâottica anche il Grinch diventa -ino, -etto e -uccio. Ai piedi del monte Crumpit troviamo invece Cindy Lou, che questa volta è cresciuta da una madre single sommersa dal lavoro. La sua intenzione è quella di catturare Babbo Natale e chiedergli di alleviare le fatiche della mamma.
La Illumination ha realizzato anche prodotti validi, ma la sua estetica è eccessivamente legata ai presunti bisogni del pubblico infantile. Come se poi i bambini avessero una reale esigenza di narrazioni elementari e personaggi idioti. Lo stereotipo che vede i bambini come una classe di decerebrati è lo stesso che per decenni ha liquidato lâanimazione come un genere adatto solamente ai piĂš piccoli. Come ha scritto J.R.R Tolkien nel suo saggio âSulle Fiabeâ: âè meglio per loro leggere cose che vadano oltre la loro capacitĂ , piuttosto che cose al di sotto di essa. I loro libri, come i loro abiti, dovrebbero permettere la crescita, e in ogni caso i loro libri dovrebbero incoraggiarlaâ. Tolkien desiderava unâarte non consolatoria, capace di mettere in difficoltĂ qualsiasi tipo di pubblico. Se la Pixar si è mostrata capace di realizzare un proposito di questo genere, non si può dire lo stesso per la Illumination. âIl Grinchâ è un film stretto, unâanimazione apertamente per bambini, di cui forse neanche i bambini hanno bisogno.


