L’arrivo della trap in Italia: le prime influenze e l’evoluzione

La trap si fa avanti per la prima volta in America, nascendo come branca del rap e dell’hip-hop. Ovviamente, come in tutti i generi non è chiaro a chi ricondurre il merito della coniazione del nuovo genere, ma è possibile farsi qualche idea. Nel 2012 infatti in un’intervista, il rapper T.I. si prende il merito di aver inventato il genere con l’album “Trap Muzik” del 2003.

In Italia le prime influenze arrivano nel 2010 e prima di chiamarsi trap era ricondotta all’alternative pop. Il primo album con sonorità trap in Italia potrebbe essere ricondotto a “Il ragazzo d’oro” di Guè Pequeno, del 2011. Altro caposaldo del genere in Italia fu Jesto, che inserì autotune e basi monofoniche. Insomma, i primi anni ’10 hanno visto l’avvento della trap che ha spopolato nell’arco di pochissimo tempo, raggiungendo la vetta delle classifiche.

Altri meriti per aver reso il genere più commerciale, arrivando al grande pubblico, vanno ad artisti come Sfera Ebbasta e Ketama 126, seguiti poi da Coez e Carl Brave. Il primo però a spopolare con un singolo trap in Italia fu il rapper italo-marocchino Maurego, con il suo singolo “Cioccolata”. Da quel momento, la scena non solo si è ingrandita a dismisura, ma ha cominciato a prendere strade diverse sviluppando un genere già di per se nato come variante, fino a farlo diventare un macro genere.

Nomi come Achille Lauro o la Dark Polo Gang, Sick Luke, Franco126, Rkomi e Capo Plaza hanno fatto del genere la loro fonte primaria di ispirazione, arrivando a grandi successi. Nell’ultimo periodo però stanno nascendo nuove forme di trap, che si riconducono più alla musica degli anni ’90 e ’00 con il punk rock. Infatti artisti come Machine Gun Kelly hanno iniziato a portarsi verso un genere più emo-trap, fatto di chitarre distorte e batterie prepotenti Non a casa il produttore del suo nuovo disco sarà proprio Travis Barker, batterista dei blink-182.