Stefano Pellegrino in uno scatto promozionale.
Stefano Pellegrino in uno scatto promozionale.

STEFANO PELLEGRINO: “La mia musica è rivolta agli inguaribili sognatori”

Noi di Music.it siamo felici di avere sulle nostre pagine Stefano Pellegrino! Allora Stefano, iniziamo sorprendendo i lettori. Raccontaci un aneddoto su di te e la tua musica, a patto che sia particolare, meglio se imbarazzante!

Sono felice di poter condividere con voi l’aneddoto principale che mi ha portato dove sono adesso! Non sarò andato ancora lontano, ma è questo semplice gesto che permette ai miei pensieri di poter venire fuori nel modo che voglio. Molti artisti si siedono e iniziano a scrivere, concentrandosi su una particolare emozione o stato d’animo, cercando di trasformare il tutto in una melodia che funzioni; molti si siedono al pianoforte e iniziano a smanettare, beccando proprio quel giro di note che ricercavano; io, invece, scrivo le mie canzoni interrompendo la musica che sto ascoltando in doccia, uscendo per quei 30/40 secondi che mi fanno rischiare anche di congelare, per registrare quell’idea all’istante. E mi sento tanto stupido mentre lo faccio perché mi accorgo che, se non fermassi tutto per quei 30 secondi, 10 minuti dopo l’idea sarebbe già svanita. Vi ho soddisfatti?

Decisamente! E ora andiamo dritti al sodo: il 31 Gennaio 2020 è uscito su tutte le piattaforme musicali il singolo “Run With the Devil”. Il brano pop-rock anticipa il tuo primo album in studio, anche il disco sarà improntato sullo stesso genere?

Il disco è in realtà un’estensione di “Black Wings”, il mio primo EP pubblicato nel 2019, che era più incentrato sul mondo pop. Maturando un altro po’ di esperienze ho preso la decisione di aggiungere al tutto un lato un po’ più aggressivo, osando col rock e aggiungendo tracce con strumenti e synth che non mi aspettavo neanche potessero rappresentarmi. Il disco non ha un genere, il disco canta il mio groove, che è composto da tante sfaccettature diverse. In una traccia affermo infatti «You cannot feel the groove» ovvero «Non riesci a sentire il mio groove, perché dovrei ballare per te?» rivolgendomi a tutti quelli che dedicano ad una canzone un ascolto molto superficiale, cosa che succede anche con artisti e cantanti di affermato successo.

Una cosa molto vera, purtroppo.

Sento di poter esprimere la mia personalità in tanti modi ed è proprio quello che ho voluto incidere in questo disco: un miscuglio di esperienze, pensieri e sensazioni che non hanno un unico e solo modo per poter venire fuori. Sono presenti tante influenze: dai bonghi alle chitarre elettriche, dai synth metallici all’acustico; ed è proprio questo miscuglio di suoni diversi che mi fa venire i brividi nel momento in cui ascolto alcune tracce non ancora uscite. Vedrete (o meglio, ascolterete)!

In “Run With the Devil” parli della necessità di urlare, di mandare a quel paese qualcuno che ti ha fatto soffrire, sentire sbagliato. Da cosa nasce questa necessità in Stefano Pellegrino?

È nata nel momento in cui mi sono accorto di non avere nessuno al mio fianco disposto a comprendere davvero fino in fondo quello che stavo affrontando. Ho dovuto lottare molto con me stesso per superare alcune situazioni e, ancora oggi, la gente minimizza, non pensando quanto alcune esperienze abbiano potuto influire su chi sono io adesso.

E in che modo ti ha aiutato la musica?

Questa canzone mi ha davvero salvato la vita: è arrivata in un momento in cui non sapevo rinunciare all’idea di avere accanto un’altra persona, lo pretendevo a tutti i costi. Tutti noi vorremmo qualcuno che ci completi e che ci ami per quello che siamo, ma dobbiamo imparare ad amare noi stessi prima e affrontare i nostri demoni per poter arrivare a guardarci allo specchio e non dover abbassare lo sguardo. È in quel momento che ti rendi conto di essere pronto ad amare per davvero. In sostanza, ci sono persone che ci fanno sentire insicure? Che vadano al diavolo!

Cosa vuoi comunicare con la tua musica? A quale pubblico è rivolta principalmente?

Mi piacerebbe pensare di poter aiutare tramite la mia voce e la mia musica tutte quelle persone che non riescono ad apprezzare il proprio valore, non riuscendo ancora ad accettarsi. Le persone hanno bisogno di qualcuno che “le salvi”, così come anche io ho avuto bisogno di ascoltare quelli che adesso sono i miei idoli per capire che dovevo reagire e prendere in mano la mia vita. La mia musica si rivolge soprattutto alle persone che credono in qualcosa, che non rinunciano ad emozionarsi e che accettano anche i momenti difficili, riuscendo però ad estrapolare un insegnamento da essi, che cadono ma che sanno anche come rialzarsi. Volete sapere a chi è rivolta? Agli inguaribili sognatori.

Hai studiato per essere un grafico pubblicitario, come mai hai deciso di cambiare rotta?

La musica ha sempre fatto parte di me. È stata messa da parte per un periodo della mia vita e adesso sento di poter affermare che stava solamente aspettando il momento e l’occasione giusta per colpirmi di nuovo. Nel mio caso, il mondo grafico è stato un mezzo che ho sfruttato per trasporre chi sono e come mi vedo nell’immagine che vi sta davanti. Si, avrei potuto affidare a qualcun altro questo compito, ma il risultato sarebbe stato lo stesso? Ho scelto di essere io stesso la persona che progetta e decide come un disco, un singolo o semplicemente una foto debba apparire a livello grafico per mandare quel determinato messaggio nel modo giusto. E devo ammettere di essere molto soddisfatto di questa decisione… anche se c’è da dire che non potrò mica fare tutto da solo per sempre!

Il tuo è un look particolare ed estroso. Pensi sia necessario vestire cosi per arrivare all’attenzione dei media? Oppure il tuo stile è espressione della tua personalità, e ti vestiresti uguale anche se non facessi il musicista?

Quello che si vede sono io. Non sento di aver bisogno di essere “diverso” a tutti i costi per catturare l’attenzione di qualcuno. Mi mostro semplicemente per chi sono, e, se facendolo riesco a incuriosire, vuol dire che effettivamente c’è qualcosa di particolare in quello che sto mostrando o dicendo, giusto? Alla fine, io penso che chi ha davvero una personalità sincera, dimostrerà con il tempo di avere le carte in regola per rimanere in gioco. Non c’è bisogno di mostrarsi per chi non si è, anche perché le maschere, prima o poi, cadono.

Stefano Pellegrino, purtroppo dobbiamo lasciarci. La nostra chiacchierata termina qui, ma puoi chiudere come preferisci. Le ultime righe sono le tue!

Mi ha fatto piacere poter condividere con voi la mia passione e il mio progetto, e spero di potervi presentare il disco appena sarà ultimato. Per il momento, lascio detto solamente che un altro singolo sta per arrivare, accompagnato dal suo relativo video che segnerà un cambiamento per me permanente. A presto, e grazie!

 

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