Costantina Busignani è Perla Gloria nell'omonima webserie diretta da Tony Sansone. Foto di Giorgio Busignani.
Costantina Busignani è Perla Gloria nell'omonima webserie diretta da Tony Sansone. Foto di Giorgio Busignani.

TONY SANSONE e COSTANTINA BUSIGNANI ci raccontano PERLA GLORIA

Diamo il benvenuto a Tony Sansone e Costantina Busignani su Music.it, rispettivamente regista e protagonista della webserie “Perla Gloria”. Come nella musica, anche lo spettacolo è ricco di aneddoti, quindi rompo il ghiaccio chiedendovi di raccontarmi un episodio singolare che è accaduto durante la vostra carriera. Qualcosa che sanno in pochi!

T: Di fatti particolari potrei raccontarne tantissimi, ma ce n’è uno che mi fa sorridere molto ogni volta che lo rammento. All’età di trentacinque anni recitai in calabrese, in un grosso spettacolo teatrale, che ebbe un grande successo tra pubblico e critica. Chi venne a vendermi aveva seri problemi a credere che fossi un attore vero. Tutti pensavano che il regista avesse preso una persona dalla strada. E in secondo luogo che fossi anche un doppiatore, cioè una persona dotata di dizione italiana impeccabile. Il ruolo che interpretavo era quello di un militare calabrese durante il periodo di leva.

C: Un aneddoto carino riguarda il mio saggio di fine anno della scuola di teatro in cui mi sono diplomata. Al di là ovviamente della bellissime emozioni che provai quella sera, la cosa buffa fu che fuori c’era un vero e proprio nubifragio. Eravamo a Bologna nel 2012. Mettevamo in scena “Il Girotondo di Arthur Schnitzler” al Teatro degli Alemanni e, essendo la pièce recitata a coppie, tutti gli altri dovevano aspettare dietro le quinte il proprio turno per entrare. Il problema fu che, nel mentre, invece di ripassare o concentrarci, dovevamo tappezzare il dietro del palco con secchi, coperte e quello che riuscivamo a trovare sul momento perché si stava allagando il teatro! Tant’è che quando entravamo in scena puntualmente qualcuno rischiava di scivolare perché il palco era tutto bagnato. Detto questo, da bravi attori abbiamo dissimulato il disagio e continuato a recitare come se niente fosse.

Come nasce la passione per la recitazione e la regia? C’è un momento particolare che ricordate nel quale è scoccata la scintilla per lo spettacolo?

T : Lo spettacolo e la recitazione, nonché la musica, visto che ho scritto anche la sigla di “Perla Gloria”, mi affascinano tantissimo fin dalla tenera età, quando su una sedia facevo gli spettacoli per mamma e papà. Ovviamente terminavano sempre con rovinose cadute a terra. La presa di coscienza che questo sarebbe stato il mio mondo l’ho avuta più o meno a diciannove anni, quando la mia strada non seguiva quella che generalmente seguono gli altri dopo la scuola: laurea e famiglia.

C: La mia passione per la recitazione c’è fin da piccola, anche se non ricordo di preciso il momento in cui ho messo a fuoco questa intenzione. In ogni caso, avendo fatto danza classica dai 6 ai 16 anni, la confidenza con il palcoscenico è sempre stata parte della mia vita. Fondamentalmente, mi verrebbe da dire che c’è sempre stata dentro di me una parte che ama apparire nel contesto delle arti performative. Poi a 12 anni ho fatto il mio primo corso di teatro a San Marino e, piacendomi molto come attività, decisi in seguito di iscrivermi al Liceo Della Comunicazione di Rimini, in cui vi erano tre ore di teatro settimanali con tanto di saggio a fine anno scolastico. E da lì non mi sono più fermata!

Da dove è nata e come si è sviluppata nel tempo l’idea di “Perla Gloria”?

T: Nel 2016, durante una Masterclass sul doppiaggio, tenuta a San Marino, mi accorsi di Costantina Busignani. Brava, elegante e dotata di estrema classe. Scambiando qualche parola con lei, mi accorsi che lamentava il fatto che spesso, dovunque andasse a fare un provino o un colloquio, si trovava a cospetto di uomini attratti da lei più come donna che come professionista. L’esito di quei colloqui dunque, non poteva che finire sempre con la stessa proposta: un caffè da prendere insieme per conoscersi meglio. Le proposi allora di convertire questo suo triste stato d’animo, scrivendo delle brevi storie sui suoi trascorsi, per estrapolarne delle pillole da realizzare per il web. Da lì, in pochissimo tempo, trovammo il nome “Perla Gloria” e, trovato un minimo budget disponibile nonché le persone giuste, siamo partiti con l’episodio pilota: “Il Colloquio” e poi con i successivi.

C: In seguito alle mie lamentele sul comportamento di registi e produttori nei miei confronti, che avevano tutte le intenzioni del mondo a parte quella di farmi lavorare, Tony ha suggerito di ridicolizzarli rendendoli protagonisti di una serie. Non con polemica o eccessiva rabbia, ma con ironia e umorismo, mettendone in luce le caratteristiche più comiche e spesso e volentieri patetiche. Abbiamo quindi cercato di trasformare energie negative in qualcosa di costruttivo che smascherasse comportamenti che ormai, mi dispiace per chi continua a portarli avanti, non passano più inosservati. In ogni episodio prendiamo come riferimento una tipologia di persona che non sempre rientra nella categoria del “provolone”. Ma diventa simbolo di tipico modo di fare nel contesto dello spettacolo: imbroglioni, invidiosi, incompetenti e cosi via! Noi cambiamo solo i nomi e alcune particolarità ma tutti i personaggi che vedete negli episodi sono persone reali oppure mix di persone reali.

Pillole da 3-6 minuti di ironia ma allo stesso tempo di forte critica nei confronti del mondo al quale appartenete. Credete che “Perla Gloria” possa essere la strada giusta per dare il via al cambiamento?

T: Seguendo la ben nota frase di un grande uomo: “Sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, ti rispondo di sì! Non è velleità o delirio di onnipotenza, è un tentativo. Noto con dispiacere che spesso molta gente si lamenta di situazioni che non vanno, che non funzionano, ma poi non muove un passo per cambiarle a suo favore. Noi, sorridendo e con ironia, cerchiamo di far riflettere il pubblico su fatti realmente accaduti non solo alla Busignani. Tante persone in tutto il mondo spesso lamentano situazioni del genere sul posto di lavoro da parte di chi detiene il potere. Io stesso, e lo dico da uomo, in passato ho subito un trattamento del genere da parte di una donna potente. Garantisco che sono situazioni poco piacevoli. Non è importante cambiare le cose, l’importante è provare a farlo.

C: Non pretendiamo di certo che con una webserie le cose possano cambiare perché il fenomeno è talmente radicato e, peraltro, neanche relativo esclusivamente al mondo dello spettacolo. Sarebbe impensabile sperare in un cambiamento improvviso e in breve tempo. Però sicuramente questa serie denuncia, e nemmeno tanto fra le righe, atteggiamenti che oramai non sono più così ambigui e nascosti. Quindi se io oggi fossi un produttore o un regista mi guarderei bene dal dire e fare certe cose, perché saprei che non la farei franca così facilmente come in passato. Ci auguriamo, dunque, che questo modus operandi non abbia in futuro più terreno così fertile.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete incontrato durante le riprese della serie?

T: Come ogni produzione seria, che quindi preveda il fatto che ci siano dei compensi per tutti i  collabori, abbiamo avuto problemi iniziali a trovare il budget disponibile che garantisse il minimo di sopravvivenza alla serie stessa. Non volevamo ricadere nel solito discorso collaborativo ‘in amicizia .. poi vediamo come va’. Le persone che hanno collaborato egregiamente alla produzione sono state remunerate regolarmente e quindi ne sono uscite a testa alta e soddisfatte. Il resto è lavoro: scrittura dei testi, set cinematografico ecc. Non sono difficoltà, tutto rientra negli standard, è routine.

C: Le principali difficoltà solitamente sono di carattere logistico, dal momento che non giriamo sempre nello stesso set o nello stesso luogo. Trovare location adatte in breve tempo e coordinare gli spostamenti di persone che vivono in città diverse non è semplice, richiede organizzazione e anche la capacità di ridurre al minimo gli imprevisti. Perché naturalmente abbiamo una tabella di marcia da rispettare. Poi ci sono anche difficoltà di scrittura, nel senso che bisogna di volta in volta scrivere testi che siano coerenti tra loro, ma anche diversificati per evitare di ripetersi. Come uno stilista che deve unire coerenza e diversità all’interno di una stessa collezione di capi d’abbigliamento. È comunque la normale routine di un lavoro come il nostro.

Tony, la serie e Costantina Busignani stanno rispettando gli standard che avevi in mente all’inizio del progetto?

Magnificamente, in quanto Costantina Busignani, oltre alla bella presenza fisica, cosa evidente, è dotata anche di grande intelligenza e senso dell’umorismo mai volgare. Era quindi perfetta per la realizzazione di una mini-fiction che segue una comicità più affine al sense of humor inglese che italiano, più sottinteso e meno spiattellato. Mai volgare. Faccio notare volentieri che non c’è una sola parolaccia in tutta la serie.

Costantina, ti senti a tuo agio nel personaggio di Perla Gloria? Quali sono gli aspetti che preferisci del personaggio e quali quelli che non mandi giù?

Sì, mi sento assolutamente a mio agio nel personaggio di Perla Gloria, anche perché fondamentalmente sono io. Mi ha permesso di esprimere ciò che penso di alcune figure del mondo dello spettacolo esattamente come farei se fossi Costantina, cioè con ironia e sarcasmo piuttosto che con rabbia e risentimento. Anche perché molti di questi soggetti mi fanno veramente ridere tanto si prendono sul serio! Non ci sono lati negativi di questo personaggio a dire il vero. Forse l’unica cosa è che, poiché i veri protagonisti degli episodi sono le persone prese in giro, Perla Gloria non ha molto modo di esprimersi e sappiamo poco di lei come persona. Magari in un’ipotetica prossima stagione sarebbe interessante anche mostrare la vita privata di Perla Gloria, amici, familiari, hobby. Un po’ come è stato per Barbie!

Dopo il progetto “Perla Gloria”, sono già in cantiere altre collaborazioni?

T: Stiamo pensando ad una seconda stagione. Più precisamente a uno spin-off completamente diverso dalla prima. Vedremo.

C: O a un lungometraggio, sempre su Perla Gloria, ma stiamo prendendo in considerazione anche progetti diversi con altri protagonisti e tematiche. Ogni volta che ci viene un’idea la mettiamo nel casetto per poi tirarla fuori all’occorrenza.

Un consiglio a tutti gli aspiranti attori, produttori e registi che si affacciano oggi al mondo del cinema e delle serie.

Tony: Non fate quello che fanno gli altri, piuttosto inventate! Credo che oggi sia questa l’arma vincente. Non ricadete negli standard quotidiani e obsoleti, dove non può esistere una serie tv a meno che non ci sia un medico che curi pazienti, o un Don Qualcosa che risolva casi polizieschi. Dove ad esempio, non ci siano pistole che sparano. La realtà del mondo è già triste di per sé. Portarla ad ogni costo nelle fiction per fare audience, è deleterio. E possibilmente, basta anche con la violenza verbale e fisica e con la volgarità. Per contro, provate a portare nel mondo delle fiction le favole e la fantasia. Mai come oggi le persone hanno bisogno di ridere e di sognare.

Costantina: Quello che mi sento di dire è: abbiate una vostra identità a costo di farvi scartare da agenzie e ai casting. Magari ci metterete più di tempo ad affermarvi ma poi sarete non solo riconoscibili ma anche insostituibili. Perché il rischio di essere né carne né pesce, è che, se da una parte siete versatili, dall’altra sarete sostituibili con molta facilità. Date alla vostra immagine e alla vostra arte un timbro ben chiaro per chi vi guarda. Prima o poi l’occasione giusta arriva. Siate i produttori di voi stessi, non aspettate sempre che vi chiamino terzi. Fate cose vostre! Così il giorno che il telefono non squillerà avrete comunque modo di esprimervi e di farvi notare. In questo, per esempio, la strada del web è eccezionale.

Sono felice di aver potuto scambiare qualche parola con voi, vi lascio le ultime righe per chiudere come volete quest’intervista. Che sia un pensiero, un saluto o quello che preferite!

Tony: Una felicità condivisibile e reciproca. L’attenzione che voi e tutto il web avete riversato su “Perla Gloria”, è stata davvero tanta. Continuate a seguirci, non potrà che farci immenso piacere!

Costantina: Potrà sembrare banale ciò che dico, ma il mio augurio per tutte le persone che lavorano in questo settore, che è tutto tranne che facile, è di divertirsi nonostante stress e fatica. Viverlo come un gioco, serio naturalmente, ma pur sempre un gioco. Non a caso recitare e suonare in inglese si traducono To play. Colgo l’occasione per ringraziarvi di averci dato questa possibilità di parlare con voi!

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