Ancora polemiche per il debutto di UNA STORIA DA CANTARE
Artwork dedicato alla prima puntata del format televisivo di Rai 1 "Una storia da cantare",
Artwork dedicato alla prima puntata del format televisivo di Rai 1 "Una storia da cantare",

Ancora polemiche per il debutto di UNA STORIA DA CANTARE

Continuano le polemiche sul caso “Enrico Ruggeri fascista, giù le mani da Fabrizio De André“. Sono trascorsi tre giorni dal debutto del format televisivo nuovo di zecca, condotto da Enrico Ruggeri e Bianca Guaccero, Una storia da cantare. Andato in onda in prima serata su Rai 1, lo show televisivo è oramai da ben due giorni nel polemico mirino dei lupi da tastiera. Come abbiamo già avuto modo di appurare, la prima di Una storia da cantare ha certamente fatto storcere il naso sotto diversi punti di vista. A partire da alcune esibizioni assolutamente discutibili, fino alla scelta stessa di voler omaggiare in chiave mainstream, un cantautore complesso ed impegnato quale fu Fabrizio De André.

Sarebbe forse bene non dimenticare che la musica di Faber non ha mai voluto colori, né bandiere

Ora: una volta, commentare una qualsiasi novità televisiva, una partita di calcio, una prestazione atletica e tutto quello che vi pare, era sì possibile. Solo che si faceva tra le mura di casa oppure davanti un caffè al bancone del bar. Ma oggi viviamo nell’epoca d’immediato consumo. La possibilità di immagazzinare un’informazione, interiorizzarla al fine di possedere un’opinione a riguardo è data tutta in pasto ai social. Infatti, mentre lo show andava in onda – registrando infine uno share del 21.1 % con 4,147 milioni di telespettatori – il dibattito pubblico virtuale ha iniziato ad impazzare sulla piattaforma Twitter. Non solo commenti ai siparietti da cabaret di Ornella Vanoni, ma anche e soprattutto il commento indignato sulle presunte simpatie politiche di Enrico Ruggeri.

«Più che un omaggio a De André, è un oltraggio»

Non che l’argomento sia poco interessante. Eppure, sarebbe forse bene non dimenticare che la musica di Faber non ha mai voluto colori, né bandiere. Certamente, però, non è neanche mai stata mediocre. Ed è proprio questa la delusione avvertita dai comunque tantissimi telespettatori che hanno seguito lo spettacolo. La comunità di Genova, ad esempio, ha riportato (qui l’articolo di GenovaQuotidiana) per filo e per segno difetti ed errori emersi nel corso della puntata, tralasciando – fortunatamente – la polemica politica che pare non cerchi altro che un soggetto nuovo da tirare in ballo per continuare questa danza della mediocrità. Insomma, scoprire cosa accadrà nella seconda puntata di Una storia da cantare sembra adesso essere la sola curiosità a muovere un certo interesse verso questo programma. Non ci resta che attendere e sperare nel meglio.