DESCHEMA: "Vogliamo rompere gli schemi del passato e trovare una strada nuova"
La formazione dei Deschema.
La formazione dei Deschema.

DESCHEMA: “Vogliamo rompere gli schemi del passato e trovare una strada nuova”

Benvenuti Deschema su Music.it. Ci piace iniziare le nostre interviste chiedendo un ricordo particolarmente significato legato alla musica. Qual è il vostro?

Ciao! Di ricordi ce ne sarebbero molti anche considerando il fatto che suoniamo insieme da anni quindi abbiamo condiviso tante esperienze diverse in ambito musicale. Citeremo due ricordi, uno degli inizi e l’altro molto più recente. Il primo risale al 2009 quando decidemmo di mettere su un gruppo per scherzo poiché Gian cantava e suonava il pianoforte, Giulio suonava la chitarra e Max la batteria. Nik ed Emi si aggiunsero nel giro di un anno e da lì in poi sono successe molte cose. Teniamo a cuore quei momenti nei quali nemmeno sapevamo di preciso come funzionasse una band e non eravamo tanto bravi a suonare.

Davvero? E avete scelto comunque di avventurarvi!

La volontà e l’affiatamento c’erano e sono ciò che ci ha tenuto insieme nel corso del tempo. A questo ricordo si lega indissolubilmente il secondo, cioè arrivare sul podio di Sanremo Giovani con Pippo Baudo e Fabio Rovazzi che ci dichiarano vincitori del tour mondiale. Fermo restando che per noi Sanremo Giovani rappresenta più un punto di partenza che un traguardo, è innegabile la soddisfazione di questo risultato in cui abbiamo creduto fino alla fine. Ciò ci ha fatto ripensare ai primi tempi quando ci sembrava impossibile fare Sanremo o addirittura portare nel mondo la nostra musica ma, a distanza di anni, quella passione per la musica ci ha premiati e continueremo a darle retta.

Il vostro nome desta curiosità. Vorreste spiegarci da dove viene Deschema e perché lo avete scelto?

Abbiamo scelto questo nome verso la fine del 2016, quando abbiamo completato il nostro primo Ep. Prima avevamo un altro nome e abbiamo deciso di cambiare identità per dare una veste più definita alla band. Deschema deriva quindi dalla volontà di rompere gli schemi con il passato e di vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Ci piace molto perché rappresenta noi, il nostro modo di fare e il punto zero dal quale siamo ripartiti.

Con il vostro brano “Cristallo” siete arrivati sul podio di Sanremo Giovani. Cosa ha significato per voi questa esperienza?

La scorsa estate ci siamo approcciati al circuito sanremese tramite Area Sanremo, il concorso che permetteva di accedere a Sanremo Giovani e, ripensandoci adesso, è incredibile il percorso che abbiamo fatto in questi ultimi mesi. Dopo aver superato molte selezioni siamo giunti sul palco di Sanremo Giovani cercando di dare il meglio di noi e, grazie anche a tutte le persone che ci hanno votato da casa, siamo arrivati sul podio. La nostra “Cristallo” è piaciuta tanto e siamo così fieri del risultato perché ha ripagato tutto l’impegno e la dedizione. Quest’esperienza ci ha permesso di entrare in un mondo completamente nuovo per noi e di conoscere artisti fantastici ma l’aspetto più significativo è stato ricevere l’affetto e la stima delle tantissime persone che ci hanno seguito e apprezzato perché quel 18% al televoto è la vera vittoria.

Dopo Sanremo Giovani è dunque arrivato il tour mondiale che ha toccato molti paesi tra Europa, Asia, Africa e America. Un’esperienza certamente ricchissima. Qual è l’insegnamento che terrete più stretto?

Girare il mondo in 20 giorni è stata un’esperienza unica e pazzesca. Abbiamo visto culture così diverse e paesaggi che mutavano in continuazione, abbiamo scoperto cosa vuol dire passare dall’estate all’inverno in un giorno. Sicuramente ci porteremo dietro il ricordo di tutti i teatri pieni in cui abbiamo suonato, la cordialità con la quale siamo stati accolti e il fatto che la musica italiana è amata tantissimo all’estero, più di quanto pensiamo. Noi abbiamo avuto l’opportunità di portare le nostre canzoni in giro per il mondo e di rappresentare l’Italia e ne saremo per sempre grati, quindi grazie ad Area Sanremo, a Claudio Baglioni e alla commissione Rai, alla Farnesina e a tutti gli Istituti di cultura.

Quella del tour in compagnia degli altri artisti che hanno partecipato a Sanremo è stata un’esperienza che ha influenzato la composizione del vostro primo album di prossima uscita?

Con gli artisti si è creato un rapporto bellissimo che ci ha uniti e ci ha permesso di vivere ancora meglio questo viaggio. Sicuramente anche vedere luoghi e culture così distanti sono stati fonti d’ispirazione per noi. Ci siamo innamorati di Tokyo, ad esempio, perché è così diversa dalla nostra cultura che non puoi non rimanerne affascinato.

Cosa dobbiamo aspettarci non solo dal vostro primo lavoro, ma in generale dalla vostra musica e dall’approccio con essa?

Nel nostro disco cercheremo di mettere tutte le esperienze fatte e di tradurle in musica. Il nostro approccio è sempre quello di fare un passo alla volta, cercando di dare il massimo in ogni cosa che facciamo e finora ci ha ripagato. Adesso ci prenderemo il nostro tempo per metabolizzare bene tutto e trasformare le nostre idee in qualcosa che racchiuda tutta l’energia che ci contraddistingue. Vogliamo un disco pieno di sfumature ma allo stesso tempo compatto ed esplosivo.

Deschema siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata. Vorremmo regalarvi quest’ultimo spazio per salutarci come meglio preferite. Grazie e buona fortuna!

Grazie a voi per l’intervista! Seguiteci sui nostri social per non perdere i nostri prossimi passi. A breve vi racconteremo di più su ciò che abbiamo fatto in tour e sui nostri piani futuri. A presto!