Disputa tra JOVANOTTI e MESSNER: ed è subito polemica ambientalista
Il Cantautore Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini
Il Cantautore Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini

Disputa tra JOVANOTTI e MESSNER: ed è subito polemica ambientalista

L’uragano Greta si è scatenato anche nel mondo della musica. Purtroppo in Italia sembra impossibile che persino una polemica importante come quella sull’inquinamento non assuma tinte grottesche. Perché grottesche sono le dichiarazioni di Reinhold Messner sul Jova Beach Party. Secondo quanto il noto alpinista avrebbe dichiarato a La Repubblica, la location di Plan de Corones in Trentino, dove Jovanotti farà tappa il 24 agosto, sarebbe stata scelta con eccessiva leggerezza. La critica sarebbe di mancanza di rispetto da parte di Jovanotti della natura. Non è una coincidenza che proprio in quell’angolo di mondo l’alpinista abbia aperto uno dei poli del Messner Mountain Museum. Una critica che assume più la forma di un’accusa nei confronti del Jovanotti cittadino, tacciato di peccare di tracotanza nei confronti della natura. Ma la risposta di Jovanotti non si fa attendere.

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Il cantautore con argomentazioni tanto semplici quanto efficaci sembra aver annullato qualsiasi polemica a riguardo. «Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire e il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali».Non solo parole, bensì anche fatti per Jovanotti. Per il suo Jova Beach Party era stata selezionata Ladispoli, nello specifico quel fazzoletto di spiaggia noto come Torre Flavia. L’ambientalismo ha prevalso sulla suggestività del luogo, individuando nella città di Cerveteri un luogo più idoneo per il concerto, a tutela della riserva naturale che precede la riva antistante la torretta medievale. Per la data di Plan de Corones Jovanotti ha potuto avvalersi del benestare del WWF.

Jovanotti: «le nostre feste saranno un nuovo campo base che, a differenza di quello sull’Everest, verrà lasciato meglio di come lo troveremo»

Il sito scelto per la data del 24 agosto da anni sembra non rientrare in quei rifugi in cui gli amanti della montagna e del silenzio vanno a rifugiarsi. Abbattendo ogni barriera naturale, grazie a un utilizzo consapevole delle tecnologia, quelle montagne sono diventate un luogo vivibile per tutti. Inserendosi su questa linea dialogica, Jovanotti non si è accontentato del benestare del WWF, accusando Messner di essere oltremodo elitario ed esclusivista, e neanche nel modo più corretto. «La montagna non ha più diritti di Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo». E poi arriva la stoccata finale: «le nostre feste saranno un nuovo campo base che, a differenza di quello sull’Everest, verrà lasciato meglio di come lo troveremo». Colpito e affondato.

Hanno fatto il giro del mondo le immagini diffuse dai giornali sullo stato di inquinamento di cime ben più proibitive delle Dolomiti. A febbraio, infatti, il governo cinese ha impedito l’accesso ai turisti privi di permesso al campo base, 5200 metri sopra il livello del mare. Sicuramente un duro colpo retorico quello sferrato da Jovanotti e che Messner ha dovuto incassare. Come sperare di far convivere natura e cultura senza che la seconda rechi danni alla prima? Certo che un artista come Jovanotti, da sempre attentissimo alle tematiche ambientali, riesce a influenzare in modo positivo la condotto dei suoi fan.

Jovanotti: «La montagna non ha più diritti di Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo»

Non è la prima e non sarà l’ultima volta che gli artisti vengono accusati di non curarsi dell’impatto ambientale. Per esempio, da programma, il palco di Giorgio Moroder, idolo della dance, dovrebbe trovarsi nel Parco di Paneveggio Pale di San Martino. Lì né la direzione del Parco né la Provincia hanno ancora dato le necessarie autorizzazioni. Ma sembra che Jovanotti abbia fatto i compiti a casa. Chissà quanto peseranno 70.000 persone per un concerto in una località già fortemente condizionata dalla presenza dell’uomo. Si contano infatti più di un milione di sciatori (perlopiù incontestati) a stagione a Plan de Corones. Forse Reinhold Messner, più che far valere l’appello alla responsabilità di Greta, ha travestito da autorità un desiderio di visibilità.