In un periodo di difficoltà per tutto il paese, è normale che ci siano sempre gli sciacalli di turno. Almeno questo è quello che pensa Fedez e che ha denunciato direttamente sul suo profilo Instagram.

Tutto nasce quando il rapper si accorge che in Codacons decide di contattare l’antitrust per “vederci chiaro” sulla raccolta fondi fatta sul sito dei Ferragnez. La raccolta ovviamente è destinata alla donazione di fondi per l’allestimento di reparti di terapia intensiva negli ospedali, e aiuti economici agli stessi.

Di contro Fedez, curiosando sul sito del Codacons, è incappato sulla loro raccolta fondi contro il Coronavirus. Il problema sembrerebbe essere che cliccando sul banner, la pagina porta l’utente a una donazione da fare direttamente al Codacons e non contro il Coronavirus, ma per sostenere l’associazione consumatori.

Il video di Fedez

(Clicca sull’icona per guardare il video):https://www.facebook.com/watch/?v=428066308057595

 

Nel video alcune delle risposte dello stesso Codacons su Twitter agli utenti che hanno fatto domande. Una su tutte: «Se la donazione è all’associazione, perché dovete parlare di Coronavirus?». E il Codacons ha prontamente risposto dal suo profilo ufficiale:

«Per la semplice ragione che come tutti siamo in difficoltà a causa dell’epidemia di Coronavirus, per dire?»

La reazione del Codacons

Una risposta poco intelligente e lungimirante quella dell’associazione, che comunque non è rimasta inerte e ha replicato alle accuse mosse. Queste le parole del presidente: «Intanto dobbiamo ringraziare questo signore, che credo sia un cantante, ma non ne sono certo, perché stiamo ricevendo moltissime donazioni da tanti che non sapevano si potesse fare ed ora grazie a lui lo sanno». Queste le parole di Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che risponde anche all’accusa di Fedez di voler bloccare tutte le raccolte fondi private.

Carlo Rienzi: «Ma quando mai. Noi abbiamo chiesto con un atto formale al governo che i soldi siano versati direttamente sul conto della Protezione Civile, perché almeno è un ente pubblico, e non si rischia che i privati non le destinino a chi devono»

Immediata anche la frecciatina nei confronti della coppia: «Del resto stiamo parlando di gente che passa la vita dentro un armadio o in alberghi di lusso, vendono l’immagine di un bambino di due anni contro tutte le norme internazionali a tutela del fanciullo e che si vende l’acqua della fontana a 9 euro al litro: non mi sembra ci sia altro da aggiungere».

Insomma, al fine della vicenda, pare che il Codacons abbia dichiarato che lunedì 30 marzo farà partire una querela nei confronti di Chiara Ferragni Fedez. La querela sarà per diffamazione in relazione alle gravi accuse rilasciate attraverso i vari social e le fake news riguardanti l’associazione.

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