Il giovane cantautore Frambo in uno scatto promozionale.
Il giovane cantautore Frambo in uno scatto promozionale.

FRAMBO: “Gli unici limiti che ho incontrato sono quelli di pensiero, la superficialità è un grosso limite”

Frambo, benvenuto sulle nostre pagine! Noi di Music.it siamo soliti cominciare con una domanda di rito: ricordi un aneddoto imbarazzante avvenuto durante un tuo live?

Mi piacerebbe tantissimo sentirmi in imbarazzo raccontandone uno ma avendo avuto si e no due live, non ci sono aneddoti imbarazzanti.

Raccontaci di te: com’è nata la passione per la musica e quando hai cominciato a scrivere dei brani? Ricordi il titolo della tua prima canzone?

Ho sempre amato alla follia la musica, ci sono sempre stato legato. L’idea di iniziare a farne di mia è nata un po’ per gioco. Era un periodo particolarmente brutto, si parla di inizio 2017. Ormai da un po’ ascoltavo musica indie come gli esordi di Calcutta e L’Officina della Camomilla, erano i miei pilastri. Mi sono imbattuto nella trap e ho voluto provare a scrivere dei pezzi completamente ironici perculando un po’ il genere insieme ad alcuni miei amici. Oltretutto quei pezzi sono ancora su YouTube con un altro alias, ma non ve lo dirò. Poco tempo dopo ho ragionato sul fatto di poter iniziare a scrivere seriamente, e capii che era la strada giusta.

Parliamo del singolo “Guerra”. Come sei arrivato a questo vivace, leggero e spensierato sound che fa venire la voglia di ballare, cantare e sognare al tuo fianco?

Per ridere in realtà. Era una giornata brutta, ho iniziato a strimpellare il piano in cerca di qualche accordo che mi piacesse. Ho trovato questa melodia balzellante e ho iniziato a scrivere subito. Ho voluto mischiare questo sound allegro ad un testo non del tutto felice, mi piaceva l’idea. Così nacque la versione embrionale di “Guerra”.

Quali sono, secondo te, i limiti più grandi dei giovani d’oggi? Ci sono, invece, limiti che la realtà ti ha imposto e in che modo sei riuscito a superarli?

Non vedo grossi limiti nei giovani d’oggi. Siamo tutto sommato liberi di fare ciò che ci piace. Gli unici limiti che ho incontrato sono quelli di pensiero, gente che non ne vuole sapere di imparare gli uni dagli altri. La superficialità è un grosso limite. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che mi stimolasse sempre a scoprire e imparare, ne sono davvero grato.

In un momento come quello che stiamo vivendo, quanto credi sia importante fare musica e dare sfogo all’arte in generale?

Trovo lo sfogo artistico sempre e comunque importante. Ti posso dire che a me personalmente aiuta tanto, mi libera dalla noia dei pomeriggi tristi e dalle paranoie che mi si calcificano in testa.

Sei molto giovane ma sembri avere già le idee molto chiare. Quale è il sogno più grande che ti piacerebbe realizzare?

È dura da dire, perché se ti sparo una cosa incredibile come riempire uno stadio mi prendi per un ragazzino accecato dal sogno. Però effettivamente credo che il sogno più grande sia entrare nelle cuffiette di chiunque, far arrivare la mia musica a più persone possibili.
(Poi se riempirò per davvero un stadio posso dire di averlo scritto qua diversi anni prima dai!)

Cosa bolle in pentola? Stai già preparando nuovi brani per stupire i tuoi ascoltatori?

Certo, la cucina è sempre in funzione.

frambo, la nostra intervista termina qui, ma ti lasciamo ancora qualche riga per chiudere come preferisci. Grazie per essere stato con noi e a presto!

Un saluto carissimi, casomai ci vediamo a quello stadio sold out. Un bacione grande.