GIORGIENESS e DELIJAH ospiti a ZELO IN CONDOTTA nella variegata serata tutta al femminile
Giorgieness e Luca Carocci durante il format Zelo in Condotta
Giorgieness e Luca Carocci durante il format Zelo in Condotta

GIORGIENESS e DELIJAH ospiti a ZELO IN CONDOTTA nella variegata serata tutta al femminile

Nella serata del 6 dicembre, per il terzo appuntamento di Zelo in condotta – l’originale format del duo Francesco Forni e Luca Carocci – ‘Na cosetta si è tinta di rosa e noi di Music.it non potevamo che andare a curiosare. In questa puntata, il palco dell’accogliente locale ha ospitato la glitteratissima cantautrice Giorgia D’Eraclea, in arte Giorgieness e la giovanissima Sara D’Elia, in arte Delijah. Grintosa ed incisiva la cantautrice Delijah ha aperto la serata di Zelo in condotta facendo ascoltare al pubblico tre dei suoi brani, storie di ricordi passati e mai dimenticati. Classe ’98, Delijah con i suoi testi dimostra di avere una consapevolezza profonda del mondo circostante ed uno smisurato desiderio di raccontare e raccontarsi in prima persona.

Emozioni e sensazioni vissute, scritte, interiorizzate e trasmesse con la spontaneità di chi non ha nulla da dimostrare, ma tanto da dire. Le canzoni di Delijah parlano dell’amore e delle sue sottili sfumature, dell’effetto catartico di chi ne fruisce, dell’amore tormentato come nella canzone “Dicembre”. Ma la vera ed irruenta anima della cantautrice è fuoriuscita con il suo singolo d’esordio, scritto a sedici anni, intitolato “Un forte applauso”. Delijah abbandona il palco solo dopo aver cantato “Ciao amica” – brano di Luca Carocci – in compagnia dell’irresistibile duo.

Emozioni e sensazioni vissute, scritte, interiorizzate e trasmesse con la spontaneità di chi non ha nulla da dimostrare, ma tanto da dire

A questo punto, a salire sul palco e a catturare l’attenzione del pubblico, non poteva che essere la trasgressiva e coloratissima Giorgieness. Nell’imprevedibile serata di Zelo in condotta non si sa mai cosa potrà accadere, cosa ci si deve aspettare. Nel primo appuntamento del mese di dicembre, le donne hanno preso la parola, accostando così la bellezza ed il fascino femminile ad un’energetica, irascibile e coraggiosa anima. Al centro del palco, luminosa e sorridente, la cantautrice ha preso in braccio la chitarra ed ha iniziato a cantare “Lampadari”.

Dalla forte e marcata personalità, Giorgieness sul palco di ‘Na cosetta si è messa in gioco, lasciandosi andare alla condotta ironica, divertente e leggera di Francesco Forni e Luca Carocci. Una serata variegata tanto quanto l’artista stessa che, tra rivelazioni e confidenze, ha tirato fuori la parte più vera di sé. Dura e così fragile, come canta nella sua canzone “Farsi male”, Giorginess si è conquistata l’amicizia del pubblico. Dall’aspetto vivace, dolcemente complicata, la cantautrice si è rivelata nelle verità abissali dei suoi testi. È nel contrasto che la caratterizza, luminosa e profonda, che abbiamo sentito il desiderio di porle qualche domanda.

Le donne hanno preso la parola, accostando così la bellezza ed il fascino femminile ad un’energetica, irascibile e coraggiosa anima

Puoi spiegarci cosa unisce questa tua personalità così aperta, colorata e vivace a dei testi intimi, personali e riflessivi?

Mi reputo una persona double face, nel senso che ho scelto di tenere la mia tristezza, e i momenti negativi, nella mia vita privata. Quando sono con altre persone non mi piace portarmela dietro, perché ho già tanto tempo per stare male da sola che non mi piace trasmetterla anche agli altri. Quindi, piuttosto che il mio lato triste, preferisco mostrare la parte più solare e socievole di me, infatti vado d’accordo davvero con chiunque. Ci sono tante facce di me e le esprimo con il mio stile. Mi capita spesso di cambiare colore ai capelli: per me i capelli sono la stessa cosa dei vestiti, li cambio a seconda di come mi sveglio e mi sento. Il mio stile è declinabile. Allo stesso tempo nelle canzoni ci metto la parte più vera di me, è quella che ha più urgenza di parlare. E negli anni in cui ho scritto quei dischi, la parte che appunto aveva più urgenza di parlare era quella un po’ più triste e più arrabbiata.

Come mai, dopo aver iniziato da sola, è nata l’esigenza di creare una band?

La band che ha suonato con me fino ad oggi è stata creata perché avevo l’esigenza di avere qualcuno che facesse più casino sul palco, da sola non ce l’avrei mai fatta. Con la band suono molto bene: quando salgo sul palco con loro sono sicura. Vorrei sottolineare, però, che non mi sento una band ed ora l’ho capito. La band nasce dall’esigenza di avere un suono più definito. Da poco ho viaggiato, in compagnia della mia chitarra, in un tour solo acustico; è stato bello perché ho scoperto di riuscire a fare un’ora di concerto da sola, senza annoiare le persone. Grazie a questo mi sono riavvicinata alle persone che mi seguono, le stesse che mi permettono di fare il mio lavoro; tutto ciò è stato molto entusiasmante. Non so come continuerà il progetto, so solo che cambieranno le sonorità. Spero di mantenere un live molto energico come è sempre stato.

Giorgieness: «Ci sono tante facce di me e le esprimo con il mio stile»

Durante questa serata a Zelo in condotta hai nominato il tuo prossimo album, puoi anticiparci qualcosa?

Parlerà tanto di anima, in quasi tutte le canzoni ritorna questa parola: ho capito che io riesco a scrivere solo concept album; io non riesco a fare l’album senza dare un filo logico a tutte le canzoni. Io racconto una storia, la mia storia, con la presunzione che interessi a qualcuno. Infatti molti mi hanno fatto notare di avere la giusta presunzione per dire «quello che succede a me nella vita può interessare ad altri». La cosa più bella che mi sia capitata è proprio questa: soprattutto sui temi più complessi – tipo la depressione o i disturbi alimentari – spesso ricevo messaggi di persone che mi dicono: «mi sono rivolto ad uno specialista grazie a quello che hai scritto, perché mi hai dato la forza».

Questo è veramente stupendo!

Proprio così! Essendoci passata in prima persona, so quello che si prova, ma me la sono dovuta vedere tutta da sola. Non essendo un’ipocrita, prima di dirlo apertamente ho preferito uscirne completamente, mi sono presa del tempo e poi ho scritto le canzoni. Solo successivamente mi sono resa conto che è servito ad altre persone e penso che chi ha una voce è giusto che la usi anche per qualcosa di più alto del solo compiacimento personale. Sono felice di fare musica che serve!

Giorgieness: «Io racconto una storia, la mia storia, con la presunzione che interessi a qualcuno»

Perfettamente a suo agio sul palco, la cantautrice, in compagnia dell’inseparabile duo, ha affrontato la sfida del format Zelo in condotta. Durante la serata, Giorgieness ha cantato alcuni suoi brani come “Questa città” e “Non ballerò”; grazie alla potenza della sua voce, in un ambiente intimo come quello di ‘Na cosetta, è riuscita a sorprendere, ammaliare e catturare tutti i presenti.

Ed anche questa terza volta siamo tornati a casa arricchiti da nuove ed entusiasmanti conoscenze, quelle di due donne, prima ancora che artiste, dal carattere forte e determinato, un vero esempio di emancipazione. Zelo in condotta è un format fresco, genuino, che vede protagonisti prima che dei musicisti professionisti, delle persone desiderose di condividere e farsi sentire. A ‘Na cosetta è come sentirsi a casa tra amici di vecchia data, si parla, ci si racconta e si ascolta della musica, quella vera, fatta con il cuore. La musica come condivisione: il fare musica con e per gli altri.