I giovani, in ordine sparso, Inzo, Jonathan e Albert in uno scatto promozionale.
I giovani, in ordine sparso, Inzo, Jonathan e Albert in uno scatto promozionale.

HOLLOWGANG: “NUMBER mostra qual è il nostro suono, quello reale”

Diamo il benvenuto agli hollowgang su Music.it! Cerchiamo di rompere il ghiaccio a dovere. Per iniziare, raccontate ai lettori qualcosa di imbarazzante, meglio se inedito, accaduto durante la vostra carriera musicale. Sappiamo che non ci deluderete!

Un momento molto imbarazzante è stato quando stavamo suonando uno dei nostri primi concerti in un piccolo locale a Göteborg. Proprio mentre Jonathan stava per attaccare una delle strofe di una delle nostre canzoni, Inzo ha dovuto spegnere la musica perché apparentemente non avevamo più tempo e dovevamo far esibire l’artista successivo della serata. Quindi Jonathan era lì pronto a iniziare questa parte della canzone, urlante e tutto bello carico ma con il microfono completamente spento. Era così incazzato allora, ma è divertente pensarci adesso… Poi c’è stata quella volta in cui siamo stati quasi assassinati dalla troupe teatrale al Bayside Festival. C’è persino una clip da qualche parte di Jonathan che li maledice nel bel mezzo di un concerto, assurdo.

Jonathan ha la calma giusta. Voi venite dalla Svezia, e tra luoghi comuni e stereotipi a quel Paese spesso gli si associano i metallari brutti, truccati e cattivi. Come vi trovate all’interno della scena musicale svedese? Avete trovato più riscontro lì da voi o all’estero?

L’era dei metallari in Svezia è ormai passata in realtà, in questo momento è principalmente pop e rap a dominare la scena locale. E non come qualsiasi tipo di pop, perché la musica pop più blanda in questo momento è la più noiosa di sempre. Sai, quel tipo in cui fondamentalmente hanno solo un ritornello e poi è una noia mortale per il resto della traccia. Poi c’è la scena rap svedese che ha alcuni personaggi davvero interessanti, ci piace tantissimo la scena rap svedese. Quindi, tutto sommato, la scena musicale svedese consiste essenzialmente di due cose, la musica pop e il rap svedese. C’è davvero tantissima musica rap fatta in svedese che domina su tutte le classifiche e la radio qui, noi però non facciamo rap e non abbiamo ancora capito a quale scena apparteniamo. All’estero abbiamo ottenuto risultati migliori, se parliamo di numeri, dal momento che abbiamo la maggior parte dei nostri ascoltatori e fan provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Veniamo al vostro ultimo singolo, “number”. Sento blink-182, Sum 41 e Simple Plan, ma con sonorità e sfumature hip-hop e trap decisamente attuali. Come è nato questo nuovo brano? Quali esigenze vi portano a mischiare questi diversi generi musicali?

“number” mostra praticamente qual è il nostro suono, quello reale, è la sintesi di tutte le nostre influenze. È un brano che è stato stato scritto più di un anno fa e sarebbe dovuto uscire lo scorso autunno, ma poi Gionny è arrivato e ha cambiato completamente la seconda strofa e sapevamo che dovevamo ricavarne qualcosa di più grande rispetto quanto avevamo in mente all’inizio. Abbiamo sempre mescolato diversi generi poiché Albert è più un rapper mentre io sono più un cantante, quindi per noi è molto naturale creare grandi miscugli. È così facile per noi fare canzoni perché conosciamo molto bene le debolezze e i punti di forza dell’altro. Mettendo insieme i pezzi, tutti noi possiamo passare dal rap, al pop, al rock in un batter d’occhio, anche perché amiamo sperimentare, cosa che facciamo continuamente sul nostro Instagram. Abbiamo questa cosa settimanale in cui proviamo a rilasciare una demo non prodotta a dovere, ogni settimana. Ultimamente ci siamo distratti da ‘sta cosa, sistemare tutto per il rilascio di “number” ci ha davvero distrutti. Speriamo di tornare presto a lasciarci ancora di più.

Parlatemi del rapporto con il rapper GionnyScandal. So che è nata una bella amicizia. Come siete finiti a collaborare per “number”? Raccontatemi la vostra avventura, postumi annessi.

In realtà Gionny ci ha beccato su Instagram, aveva sentito “birthday”, il nostro primo singolo, e gli è piaciuto molto, quindi ci ha scritto e voleva fare una traccia insieme, così abbiamo finito per fare “number”, il nostro ultimo singolo, insieme a lui. Abbiamo parlato, e ci siamo mandati il materiale per creare il brano avanti e indietro su WhatsApp per un paio di settimane. Poi ci ha invitato a Milano per uscire e fare musica, e noi siamo saliti sul primo aereo. Gionny è un ragazzo super dolce e ci siamo divertiti così tanto a uscire e girare il video per “number” a Milano.

Dall’aprile 2018, periodo in cui avete formato la band, a oggi, ne avete fatta di strada. Il vostro primo singolo “birthday” è arrivato a un milione di stream su Spotify. Ve lo immaginavate tutto questo riscontro positivo? Come avete reagito?

Jonathan: “birthday” è stata la prima canzone che abbia mai fatto. Non avevo mai pensato alla musica come una carriera prima che questo accadesse. Quindi, quando Albert e Inzo mi hanno invitato ad un after party in studio e abbiamo creato “birthday” in una notte, praticamente tutto è cambiato per me. I giorni prima dell’uscita della canzone, in realtà ho detto: «Se “birthday” riceve un milione di stream, mi farò un tatuaggio in faccia». Nei miei sogni più sfrenati non mi sarei mai aspettato che la canzone andasse così bene. E non ho ancora fatto il tatuaggio del viso, quindi sono un po’ un bugiardo adesso!

Inzo: Onestamente non avevo aspettative per la canzone, mi sembra ancora irreale che ci abbiano ascoltato in così tanti. La cosa più folle per me è che le persone sono accese da quel nostro primo singolo, come se non fossero passati già due anni.

Albert: Penso di essermi sempre aspettato che la traccia andasse bene. Ricordo i mesi che abbiamo trascorso a mixare, continuavamo a parlare di cosa funzionasse e cosa no. E comunque sì, Jonathan, dovresti davvero spaccarti quel viso, sei in super ritardo.

E a proposito di questo, è cambiato qualcosa nell’approccio alla carriera artistica degli hollowgang dal 2018 a oggi?

La quantità di persone coinvolte è cambiata molto. Siamo passati dal fai-da-te completo ad avere un editore, una gestione, un’etichetta e tutto il supporto che comporta. È passato dall’essere qualcosa di divertente e sciocco da fare bevendo birra a qualcosa che sembra più un lavoro. Ci sono così tante cose da fare, non è solo fare musica ed esibirsi. Realizziamo tutti i nostri contenuti da soli, a parte i video musicali, però poi ci sono i video di Instagram, copertine di album, riunioni di gruppo, piani di marketing ecc. Sembra di gestire un’intera compagnia ma è molto divertente.

Come abbiamo detto, “number” è un brano che sembra arrivare direttamente dalla scena pop/skate – punk degli anni 2000, ma rimodernizzato per i giorni nostri. Lo infilerei senza ombra di dubbio nella colonna sonora di qualche “American Pie”. Vi piacerebbe scrivere un brano per un film? E se sì, quale sarebbe e chi lo dovrebbe dirigere?

Avere una delle nostre canzoni in un film sarebbe assolutamente folle e bellissimo, se succedesse davvero non smetteremmo mai di parlarne. Forse potrebbe funzionare in un film a tema highschool? Se qualcuno volesse usare la nostra musica nei film o in TV, ci contatti, sarebbe una figata.

Cerchiamo di aiutare i lettori, e quindi la fantasia. Se doveste associare la vostra musica a un odore, quale sarebbe? Quale aroma pensate possa descrivere perfettamente i vostri brani?

Sigarette e sidro. Quelle calde notti estive quando con la band bevevamo all’aperto!

Parliamo di futuro. Raccoglierete tutto in un album, oppure state lavorando a qualche nuovo singolo? Non vi lascio andare senza uno scoop.

Per ora stiamo lavorando a singoli e il prossimo uscirà molto presto dopo “number” ed è probabilmente uno dei, se non il migliore, brano che abbiamo mai fatto. Forse anche la migliore canzone mai realizzata nella storia. Non appena si sistemerà la situazione coronavirus, non potrebbe davvero venire in un momento migliore. Siamo veramente carichi per tornare a suonare dal vivo, forse realizzare un album potrebbe essere un obiettivo.

Cosa non deve mai mancare in un brano per sentirlo davvero vostro?

Il senso dell’umorismo. Scriviamo di cose emotive e di cuori spezzati, ma cerchiamo sempre di vedere le cose dal lato positivo della nostra musica. Il cuore spezzato e il dolore fanno schifo, ma solo perché sei triste non significa che non puoi essere vivo.

hollowgang, grazie per essere stati con me. Adesso ho una voglia matta di prendere la longboard, dannazione. Le ultime righe sono per voi, riempitele come meglio credete. Fate del vostro peggio! A presto!

Andate ad ascoltarvi “number”, spacca!