IDA ELENA: "Mi sono scontrata con i pregiudizi della gente" • MUSIC.IT
La cantautrice Ida Elena.
La cantautrice Ida Elena.

IDA ELENA: “Mi sono scontrata con i pregiudizi della gente”

Benvenuta Ida Elena su Music.it! Vorrei aprire l’intervista rispettando le brevi ma solenni tradizioni del sito. Quindi, ti chiedo di raccontarmi una tua avventura divertente, magari successa durante uno dei tanti festival a cui hai partecipato.

Grazie a voi per l’ospitalità. Che domanda interessante! Vediamo: nel 2013 ho partecipato al Wave Gotik Treffen di Lipsia con la mia allora band Cantus Lunaris. Nonostante si trattasse di una band internazionale fondata in Germania, eravamo veramente tanti italiani. Quel giorno in particolare eravamo 5 su 12 (nella fattispecie Linda Antonetti, Elisa Nicotra, Ixia, Tommaso Corvaja ed io). Io e il baritono Tommaso Corvaja ci siamo ritrovati a fare battute più o meno inopportune in italiano davanti a 5000 ignari spettatori che entusiasti ci hanno sempre applaudito! La cosa più divertente è che non sapranno mai cosa abbiamo detto!

Vieni da una lunga tradizione di artisti, frequenti teatro e cinema, ma cosa ti ha dato in più la musica, che le altre arti non sono riuscite a darti?

La musica è un’urgenza, è qualcosa che, soprattutto quando scrivi, nasce e cresce con te. È un tuo prolungamento, una sorta di sfogo che non potresti avere comunicando verbalmente. Per non parlare poi della sensazione che ti dà cantare le tue canzoni di fronte ad un pubblico, specie quando questo canta con te. È come un momento mitico ed intimo al tempo stesso, in cui sei tutt’uno con la gente che è venuta a sentirti. Lo scambio d’energia che avviene tra te e il pubblico è qualcosa alla quale non potrei mai rinunciare.

Dicci quali sono le differenze che hai potuto constatare fra l’ambiente celtico nazionale e quello internazionale. Pensi che in italia sia un genere troppo poco considerato?

In Germania la scena medievale e celtica è molto sentita e molto attiva. Infatti, i festival a cui ho partecipato e a cui partecipo tutti gli anni, tra i quali il Fantasia e lo Staufer Spektakel, che contano migliaia di spettatori e propongono scalette molto variegate, con un’ottima risposta da parte del pubblico. In generale chiunque faccia musica, si augura di andare a suonare in Germania, perché è il pubblico più aperto e disponibile alla novità e a dare opportunità agli emergenti.

E qui nel Belpaese invece?

La quantità di festival che stanno prendendo piede in Italia, tra cui quelli a cui ho partecipato come il FjallsteinLa Festa Dell’Unicorno, l’Hobbiton e l’Acchiappasogni, per fortuna dimostra che il genere inizia ad essere considerato. Secondo me è proprio un momento in cui la gente ha bisogno di stimoli, perché la cultura è stata fin troppo stuprata e messa da parte. La cosa migliore che si può fare, ed è ciò che cerco di fare anche io, è inglobare la propria cultura nazionale con le altre, visto che ci troviamo in Europa. La musica, e tutte le altre forme d’intrattenimento, devono appunto intrattenere ma anche arricchire chi ne usufruisce, è questo il bello!

Quali sono gli artisti oggi, che ti hanno portata ad essere quella che sei? Chi senti ti abbia ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Lo dicevo proprio in un’altra intervista: sono molti i miei eroi, perché sono tante le influenze che mi hanno formato. Direi Sarah Brightman, Loreena McKennitt, Ennio Morricone, Celine Dion, Amy Lee, Michael Jackson, Freddie Mercury e non ultimo Albert Dannenmann, che è il mio padre tedesco, e mi sento talmente tanto di famiglia quando son da lui, che ho il mio appendino per l’asciugamano personalizzato con il nome sopra, a casa sua. Tutti grandi del loro genere, i migliori a mio avviso. Solo guardando ai grandi puoi imparare qualcosa. E aggiungerei i miei genitori e la mia intera famiglia di attori e artisti: senza di loro non avrei respirato e mangiato arte tutta la mia vita, è a loro che devo questo mio sogno e la voglia di realizzarlo!

Hai fatto della tua musica il tuo lavoro, e per molti artisti è un’utopia. Dicci come vivi questa situazione e se ti sei mai pentita del tuo percorso. Quali difficoltà hai incontrato lungo la strada?

Ho incontrato molte difficoltà, come lo scontrarmi quotidianamente con i pregiudizi della gente, che non crede si possa vivere facendo il musicista, e anche se prova a salvarti, finisce per rischiare di buttarti giù. A tal proposito, i miei genitori fortunatamente mi son stati vicini, sostenendomi psicologicamente e dandomi ottimi consigli, nonostante non abbia poi mai accettato più di questo, volendo trovare la mia strada da sola.

L’averli vicini deve averti aiutato.

Nei momenti bui, come quando ti trovi a contare i centesimi, quando capita che si lavora di meno, sicuramente averli dalla mia parte mi ha dato la forza di andare avanti a testa alta. Posso dire con fermezza che non rinuncerei mai alla mia vita e alla spinta che ti dà il voler sempre stare sul pezzo e la sensazione di non farcela mai. Molti fanno della quotidianità e della routine la propria vita, la mia è non sapere mai cosa succederà domani, and I love it!

Parliamo finalmente del tuo ultimo lavoro. Un solo brano cantato in lingua italiana, ma musicalmente ho trovato molte influenze provenienti dalla musica popolare italiana, come la pizzica. Parlaci di questa tua scelta.

Ti rispondevo inconsciamente qualche domanda più su. Per quanto io possa amare la musica celtica, sono pur sempre italiana ed è chiaro che le mie influenze vengono dalla nostra storia e dalla nostra cultura. Ma questo è il bello della world music: prendere un po’ di qua e un po’ di là, mischiarlo e farne qualcosa di nuovo o di molto personale. A tal proposito vorrei spendere ancora una parola su Albert, che incita il pubblico tedesco a cantare “Vitti na crozza”, insegnandogli il siciliano, e nella fattispecie il “larallaleru” del brano, con accento tedesco. Tutto ciò non ha prezzo!

Questa non l’avevo davvero mai sentita.

Per me la musica deve essere magia, atmosfera, deve portarti in posti lontani e farti scordare di stare in fila in macchina sulla tangenziale! Spero di essere riuscita nel mio intento col mio album Native spirit, con cui la mia casa discografica, e nella fattispecie il mio produttore e il mio arrangiatore, hanno fatto un lavoro eccezionale! Non avrei potuto sperare di meglio per le mie canzoni e sono veramente grata per questo risultato!

Proviamo a giocare un po’. Sei stata selezionate per partecipare ad un talent in Italia, puoi scegliere tu quale. Cosa faresti? Che rapporto hai con questo genere di attività?

Un talent dici? Io preferirei partecipare a quei giochi a premi, tipo Chi vuol essere milionario, saltando la parte in cui rispondo alle domande, perché l’ansia mi farebbe sbagliare subito, e passando direttamente alla consegna dell’assegno! Scherzi a parte, ho molti amici e colleghi che hanno partecipato a talent e che stimo molto, ma io non mi ci vedo troppo. A me piace che chi mi ascolta mi scopra poco a poco, e quando ti presenti ad un talent ti giochi tutto e subito. Non fa molto per me, però a volte mi piace guardare i provini e stupirmi di quanta bravura ci sia nel mondo!

Ti ringrazio tantissimo per il tempo che ci hai prestato, ti lascio spazio per dire ciò che ti passa per la testa dopo questa noiosissima intervista.

Grazie a voi! Non è stata affatto noiosa, anzi! Il primo settembre sono stata alla Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione del film a cui ho partecipato, “Un amore così grande” con la regia di Cristian de Mattheis e tra i protagonisti Giuseppe Maggio, Francesca Loy, Fioretta Mari e Il Volo. È stato straordinario essere circondati da tanti volti noti del cinema! Il 21 Settembre vi aspetto al Let It Beer per festeggiare il compleanno di Bilbo Baggins, con un ospite d’eccezione, l’Associazione Tolkeniana, la mia musica e con un opening da non perdere: la mia compagna di avventure tedesche Linda Antonetti!

Di sicuro ai lettori interesserà. Altre date?

Il 21 Ottobre sarò con Albert Dannenmann in formazione duo Fairy Dream al grande ballo delle fate, l’Elemental Faery Ball di Avalon, in Inghilterra! L’album dei Bare Infinity, la mia band metal greca, “The Butterfly Raiser”, è stato nominato miglior album metal 2017 agli Indepent Music Awards, quindi augurateci in bocca al lupo! Sulla mia pagina Reverbnation e su quella Facebook pubblicherò tutte le date del tour invernale, e preparatevi per un nuovo videoclip fantasy con i fiocchi, firmato da Livia Alcalde. Un abbraccio dalla vostra heavy metal creature of the forest! Dedico quest’intervista alla mia migliore amica che mi ha sempre supportato e sopportato ed è la mia forza nella vita e nel lavoro.