Il secondo album autoprodotto dei pisani Porco Rosso al primo ascolto lascia stupefatti e increduli. In ognuno dei due dischi sono presenti nove tracce, in cui il synth la fa da padrone, accompagnato da un basso a due corde. Lâutilizzo di questâultimo come se fosse una chitarra, e di qualche base di batteria che dĂ il ritmo alle canzoni, costituisce un tappeto sonoro particolare. Ă un progetto quasi sperimentale, che con qualche strumento in piĂš potrebbe avvicinarsi al punk, molto sintetico, con accostamenti al rock psichedelico, ma comunque molto concettuale. Soprattutto nei testi, che parlano di eventi riguardanti il Giappone, come le navi nere occidentali che approdarono nel porto di Uraga, vicino Tokyo, nel 1853. âKuro Funeâ significa letteralmente navi nere, nome con cui i nipponici identificarono le navi statunitensi Mississippi, Plymouth, Saratoga e Susquehanna, metaforicamente rappresentanti potere e prepotenza.
Ogni lavoro deve essere sempre originale, e senza dubbio âKuro Funeâ dei Porco Rosso lo è.
Il concetto dellâalbum è quello di mettere in risalto gli stravolgimenti che lâera del consumismo genera nel mondo, utilizzando ambientazioni ed eventi di difficile interpretazione. Ad un orecchio piĂš attento i richiami e le metafore, utilizzate nellâalbum, a fatica trovano spiegazione, e rimane complicato dargli un senso al primo ascolto. Non cambia molto ascoltando la seconda parte di questo album. Cambia la sonoritĂ , ma i testi rimangono sulla stessa linea. Si passa da un synth punk ad un electro noise, con divagazioni semi acustiche che ammorbidiscono un poâ lâascolto, nonostante la mente debba sforzarsi comunque. Questa non vuole essere una critica negativa, in quanto ogni lavoro deve essere sempre originale, e senza dubbio âKuro Funeâ dei Porco Rosso lo è. La band di Pisa mette sul piatto la propria versione dei fatti, che comunque accomuna tutti noi, ma con concetti propri, anche se leggermente complessi.
LâespressivitĂ di “Kuro Fune”, che può piacere o meno, è anche derivante dalle sdrucciolevoli liriche dei Porco Rosso,
âKuro Funeâ è scritto e composto da Michele Ricoveri, fondatore dei Porco Rosso, al synth e tastiere Alessandro Chiassarini e Vanni Andrea alla drum machine. Registrato con un Tascam 244 analogico, lâalbum è volutamente grezzo e sporco, non solo per la limitazione delle quattro tracce e del supporto a nastro. LâespressivitĂ di questo disco, che può piacere o meno, è anche derivante dalle sdrucciolevoli liriche dei brani, e dalle ambientazioni sintetiche, consapevolmente irriverenti e complesse. Anche se, va detto, nel disco due di questo secondo lavoro da studio dei Porco Rosso, il sound è leggermente meno psichedelico e piĂš armonico. Non è semplice scrivere delle opinioni su un album cosĂŹ lungo, perchĂŠ diciotto tracce raramente si trovano su un unico lavoro, e bisogna ascoltarlo bene. Concludendo possiamo dire che âKuro Funeâ non è un album per tutti, e che andrebbe snellito, ma nel contempo risulta affascinante e fuori dal comune.
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PORCO ROSSO
KURO FUNE
5 novembre 2018
IL CASTRO REC.
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