In un mondo in cui il pubblico è sempre meno distinguibile dal consumatore, c’è chi dice che l’immersività delle forme artistiche sia solo un modo per assecondare la brama di una fruizione che non conferisce dignità di oggetto all’opera d’arte. Ma ci sono artisti che fanno della fiducia del proprio pubblico il punto di forza per vivere esperienze a prescindere dal live. E, soprattutto, esistono musicisti in grado di creare l’impressione della multisensorialità a partire da un solo senso: l’udito. Gli Albireon fanno parte di questa esigua schiera di artisti. Con venti anni di esperienza sulle spalle, hanno rilasciato il 4 aprile di quest’anno “La bellezza di un naufragio 1998-2018”.

La nota band dark-folk – composta da Davide Borghi, Carlo Baja-Guarienti Stefano Romagnoli – sceglie il modo migliore per  festeggiare il cambio di decimale. Continuano a scrivere e ripercorrono i propri passi registrando con la maturità di 20 anni di collaborazione i brani che hanno fatto la storia del progetto. Gli Albireon con “La Bellezza di un Naufragio 1998-2018” regalano al pubblico una vera e propria esperienza. Attraverso gli strati sonori con cui compongono ogni singola traccia dell’album fanno penetrare umidità nelle ossa. Ascoltando le loro tracce la luce si affievolisce sotto la spessa coltre di rami di sempreverdi che crescendo sovrastano la testa. Persino le narici si dilatano per riempirsi degli aromi di felce e muschio.

Gli Albireon regalano esperienze multisensoriali con il loro album “La bellezza di un naufragio 1998-2018”

Alternando liriche in italiano a liriche in inglese, l’impianto musicale su cui le ballate si installano si inerpicano su una struttura che alterna con sapienza il folk al rock riflessivo e psichedelico. L’analogico si mischia con l’elettronico in un’armonia che si riverbera in un ambiente sonoro tanto confortevole quanto spigoloso. Con “La bellezza di un naufragio 1998-2018” gli Albireon si prestano a un’entusiasmante scoperta per chi non li abbia mai incontrati prima, e a un dolce ritrovo per chi invece li aveva già conosciuti.

I numerosi featuring impreziosiscono e nutrono di nuova linfa le tracce dell’album. Un lavoro pregiato che ricollega insieme spunti importanti della scena musicale. Permettono la convivenza su piani diversi a seconda della traccia la potenza evocativa dei Pink Floyd, con le atmosfere tenebrose degli Opeth e il folk virtuoso dei Jethro Tull. Con “La bellezza di un naufragio 1998-2018”, Albireon si riconferma un progetto artistico valente che si lascia ascoltare pretendendo viva attenzione. Non è uno sfondo musicale, ma è un ambiente in cui respirare un nuovo ossigeno.

Nel nido dei ragni funamboli feat. Gianguido Corniani

Provided to YouTube by The Orchard EnterprisesNel nido dei ragni funamboli feat. Gianguido Corniani · Albireon · Gianguido CornianiLe fiabe dei ragni funambo…

(Visited 1 times, 1 visits today)