#LETTHEMUSICPLAY: gli artisti inglesi hanno scritto una lettera al governo
I The Rolling Stones durante la premiere de "Shine A Light" – New York, 30 marzo 2008.
I The Rolling Stones durante la premiere de "Shine A Light" – New York, 30 marzo 2008.

#LETTHEMUSICPLAY: gli artisti inglesi hanno scritto una lettera al governo

L’industria musicale ha subito gravi danni nell’ultimo periodo a causa del coronavirus, e molti artisti si sono mobilitati per offrire il proprio aiuto. In Italia Laura Pausini ha lanciato un appello, poi preso e supportato da molti altri colleghi. Ma in Inghilterra piace fare le cose in grande, e infatti più di mille artisti – e si parla di circa 1400/1500 – si sono uniti sotto il movimento #LetTheMusicPlay per scrivere una lettera al governo.

Tra i tanti nomi coinvolti possiamo trovare The Rolling Stones, The Cure, Liam Gallagher, Pj Harvey, Radiohead, Coldplay, Rod Stewart, Florence + The Machine e così via. Tanti nomi importanti, ma anche i meno conosciuti si sono uniti volentieri alla causa. Ciò che è stato chiesto è il sostegno economico da parte del governo. A causa dello stop forzato il mondo della musica si è fermato, e tutti coloro che lavorano in quel campo sono in seria difficoltà. A proposito di questo Liam Gallagher ha detto:

«Se non ci fosse una squadra straordinaria dietro il palco, non ci sarebbero concerti. Ora saranno tutti senza lavoro, se non potremo tornare a fare ciò che amiamo»

Oliwer Dowden è il destinatario della missiva, ossia il Segretario di Stato per il digitale, la cultura, i media e lo sport. Non mi stupirei se tale lettera fosse arrivata negli uffici ubicati in quel di Downing Street grazie a una freccia scoccata dall’arco di un Mick Jagger infuriato. Molto improbabile, anche perché sicuramente punterebbe a usare una ballista. Di certo il messaggio impatterebbe meglio. Facendo un bel buco.

Il movimento #LetTheMusicPlay supera i mille membri; tra questi The Rolling Stones, Radiohead, Coldplay, Dua Lipa, Rod Stewart e Liam Gallagher

Supposizioni e sogni a parte, l’importantissima lettera contiene dei dati molto importanti per quanto riguarda la musica dal vivo. Grazie agli eventi live, nel 2019, gli eventi live hanno arricchito l’economia britannica di ben 4,5 miliardi di sterline e sostenuto ben 210mila posti di lavoro. Questo settore, negli ultimi dieci anni, è stato uno dei maggiori successi culturali, sociali ed economici del Regno Unito.

«Come ogni settore dell’industria dell’intrattenimento, la musica dal vivo è stata orgogliosa di fare la sua parte negli sforzi per ridurre la diffusione del coronavirus e proteggere le persone. Ma, senza la fine del distanziamento fisico e in attesa del sostegno finanziario del governo ancora da definire, il futuro dei concerti, dei festival e delle centinaia di migliaia di persone che ci lavorano, sembra cupo»

Si è discusso di altri settori dell’intrattenimento in Inghilterra. Pub e ristoranti riapriranno questo fine settimana. Ma per il settore musicale ci sono ancora diversi punti interrogativi, e di questo gli artisti se ne preoccupano molto. Il settore non vuole chiedere un aiuto economico fine a se stesso: gli artisti vogliono essere autosufficienti, proprio come prima dello stop forzato. Ma fino a quando queste attività non potranno tornare a operare il sostegno del governo sarà importantissimo.

«Per il bene dell’economia, le carriere degli artisti britannici emergenti e la reputazione musicale globale del Regno Unito, dobbiamo garantire che continui ad esserci un’industria di musica dal vivo quando la pandemia sarà finalmente passata»

https://youtu.be/D7lltWq7uv8