Phra. Aiello in uno scatto promozionale.
Phra. Aiello in uno scatto promozionale.

PHRA. AIELLO: “Ho sempre mostrato interesse per la cultura e per l’istruzione”

Ciao Francesco, anzi dovrei chiamarti Phra. Aiello, ovvero con il tuo pseudonimo! Prima di parlare più approfonditamente di te, raccontami un aneddoto imbarazzante che ti riguarda così da sciogliere il ghiaccio!

Ho così tanti aneddoti imbarazzanti e figuracce da raccontare su Phra. Aiello che potresti scriverci un libro fantozziano! Il primo che mi viene in mente è accaduto in macchina, dopo la sessione di registrazione de ‘’L’effetto’’. In mia compagnia c’erano Andrea e un altro socio, Marco. In quel momento mi sentivo così felice ed entusiasta da dover urlare dal finestrino alla prima persona che mi capitasse davanti e con la musica a tutto volume, ‘’Amore mio’’. Senza guardare davvero chi ci fosse davanti a noi, ho pronunciato a squarciagola quella frase. Poco dopo ho realizzato di averlo detto alla fidanzata, con cui non avevo un benché minimo di confidenza, di un altro socio che conosco più che bene. Per giorni ho sperato che non mi avesse riconosciuto. Così è stato. Morale: sii felice e sempre orgoglioso di quello che fai, soprattutto se ti diverti, allo stesso tempo. Ma, in certi casi, contieniti!

Classe 1998, sei cresciuto a Varese nella periferia di Milano. Se dovessi parlarmi del Francesco adolescente, cosa mi diresti? Che tipo eri e come sei cambiato?

Sono cresciuto in una piccola provincia di Varese, Luino, dove tutti si conoscono. Da adolescente ho avuto fasi alterne: per anni sono stato una testa calda, sgarbato, iperattivo e senza freni inibitori. Mi cacciavo nei guai e ne combinavo una dopo l’altra! In altri periodi, invece, più tranquillo, più serio, in un certo senso, ‘’invecchiato’’. Le esperienze di vita mi hanno permesso di crescere velocemente e vivere un turbinìo di emozioni tale per cui il mio modo di essere ha subito vere e proprie metamorfosi. Dopo i tredici annI e, in particolare, dopo l’incidente di mio padre, vivo ancora per miracolo, ho vissuto un cambiamento interiore o spirituale che ha inciso fortemente in quello che poi sarei diventato. E tra i quindici e i sedici anni c’è stato il mio periodo di ‘’blocco’’: chiudevo facilmente i rapporti con le persone, avevo paura del mondo esterno e negavo a me stesso ciò che fa parte dell’essere giovani, come il divertimento, le compagnie, ecc.

Non deve essere stato facile.

Ho rinunciato anche alla musica, una parte di me che, in ogni caso, riusciva comunque ad emergere senza che io lo volessi. Nel senso del ritmo, nei progetti creativi di Liceo, nei motivetti che cantavo in testa. Ma mi dedicavo allo studio e nulla di più. Forse temevo di tornare indietro, di essere quel ragazzino poco controllato. Dopo i sedici anni, invece, ho fatto introspezione su me stesso, ho cercato di capirmi e capire i perché più intimi di quel mio essere così contorto, difficile; ho cercato di affrontare le sofferenze, le delusioni, i miei timori. Mi sono aperto, insomma; e tutto è iniziato ad essere più chiaro, più ‘’luminoso’’: scrivevo i brani, ho iniziato ad amare molte circostanze che prima odiavo, ho iniziato a vivere e ad amare stare con gli altri, nel mondo. Ho aperto la mente.
Questa è stata la mia adolescenza, insomma.

Phra. Aiello, da sempre la musica è una costante della tua vita, però hai scelto anche di studiare all’Università Storia e Storia del mondo contemporaneo. Come mai? Hai un piano B?

Non lo chiamo ‘’piano B’’, ma ‘’seconda passione’’. Ho sempre mostrato interesse per la cultura e per l’istruzione. Credo nel loro valore e in quello che possono offrirti umanamente. Nella vita voglio portare avanti ognuna delle mie passioni. In futuro, non mi dispiacerà insegnare e scrivere brani, suonare dal vivo, fare il musicista, insomma, per vivere. Sarò tutto questo e tutto procederà bene. Me lo sento. Sono ottimista e fiducioso. So che la vita è imprevedibile. Ma credo nei miei sogni e vivo la gioia di provare a renderli concreti e di viverli in toto.

Quanto pensi sia importante lo studio per i ragazzi? Anche e soprattutto per quelli che come te, ambiscono ad una carriera artistica.

Lo studio è più che importante. La cultura supera i limiti dell’uomo ed elimina ogni confine mentale, spirituale, sociale, economico. La cultura unisce e ti permette di costruire un futuro consapevole. Ed essa contribuisce all’attività artistica: la terminologia, la fantasia, la creatività, le melodie e i ritmi. Tutto quello che crei viene amplificato per mille. Ve lo assicuro.

Phra. Aiello, da poco è uscito “21 Ottobre”, l’album d’esordio della tua carriera. Un traguardo importantissimo immagino! Raccontami di questo disco.

‘’21 Ottobre’’ nasce il 21 Ottobre 2019 alle 18:17 circa: stavo aspettando il treno che, da Varese, mi avrebbe portato a casa. Nel frattempo, ascoltavo una mia strumentale prodotta qualche giorno prima e provavo a scrivere un testo che riassumesse i grandi cambiamenti che stavo vivendo. Da poco avevo cominciato il secondo anno di università e avevo iniziato a lavorare in ospedale come ‘’pedone’’ o portantino di pazienti, provette e trasfusioni, magazziniere per la logistica e magazziniere per la farmacia, mansioni di cui ancora oggi mi occupo per coprire le spese di casa, dell’università e della mia arte. La gente che ho incontrato, i libri che ho letto, gli eventi, le registrazioni: volevo raccontare la mia vita e cosa sarebbe successo dopo. Da lì ho pensato ad un progetto che percorresse un anno di suoni, influenze, emozioni, amori trovati, amori infranti, esami, le decine di lavori che ho cambiato. Ho voluto presentarmi in toto. E non avete idea di cosa sto costruendo per il futuro. Preparatevi, perché voglio arrivare ovunque e a chiunque.

Come mai hai scelto di cimentarti in più generi musicali? Dall’Hip-Hop, all’Indie, al cantautorato.. pensi di preferire uno stile specifico tra questi? Qualcosa verso cui sei più orientato..

Io amo tutta la musica: da Chopin al French Touch, da Pete Rock a Travis Scott, da Lucio Battisti a BENEE, da Joan Thiele a Rex Orange County. E vorrei poter esprimere me stesso in modo versatile, come le emozioni che non hanno lo stesso tono, la stessa intensità. Personalmente sono un grande sostenitore del dinamismo musicale: varietà e generi diversi che si legano e creano un tutt’uno bello, come un romanzo con i suoi capitoli, le sue ‘’tappe della storia’’. Anche all’interno dello stesso brano studio e creo una composizione tale da non distogliere l’attenzione e da essere melodicamente e ritmicamente affascinante e accattivante nel suo cambiare, nelle sue fasi. Devo ammettere, però, che la dimensione del cantautorato ha trovato in me casa; o io ho trovato casa nel cantautorato. Come preferite.

Hai un artista del cuore? Qualcuno a cui ti ispiri o con cui ti piacerebbe collaborare un domani..

Onestamente adoro le produzioni di Ceri Wax. Versatile, mai scontato, pop e chill, allo stesso tempo: un artista completo e con una visione della musica interessante. In futuro mi piacerebbe suonare con lui e produrre un brano insieme. Chissà…

Progetti per il futuro? Quanto incide questa situazione attuale di sconforto che il mondo sta vivendo, rispetto ai tuoi piani?

Ora sto lavorando ad idee per un nuovo progetto in collaborazione con un’artista interessante e che avete già sentito. Tra l’altro, sto producendo strumentali e scrivendo brani senza sosta e, premettendo che l’andamento delle normative anti-covid e della pandemia stessa sono imprevedibili, il 15 Novembre dovrei essere ospite de ‘’La stanza’’ di Cremona per una Live Take di un mio brano estratto dal disco. Dovrei inoltre partecipare al Musicultura Festival 2021 e ho l’intenzione di prepararmi per i casting di X Factor. Niente ferma la mia musica. Inoltre, ho gli strumenti per un buon smart working, nell’eventualità che la situazione degenerasse eccessivamente e non si potesse temporaneamente accedere agli studi di registrazione. Aggiungerei anche che sto scrivendo la tesi di laurea e preparando gli esami di quest’ultimo e contorto/surreale anno accademico.

Bene Francesco, la nostra intervista è giunta al termine ma.. le ultime righe le lascio a te! Ciao!

È stato un piacere rispondere alle tue domande e ti ringrazio. Voglio fare un augurio a tutti coloro che fanno musica e vorrei dire loro di crederci sempre e fare tutti i sacrifici necessari: economici, lavorativi, di tempo. Fateli. In futuro vi ripagheranno. E soprattutto ora, in questo momento di confusione globale e assurdo per definizione, oltre a rispettare la salute degli altri, non smettete di essere attivi: create, create e create.

https://youtu.be/lochvJFaHjY