Il cantautore Stefanelli in uno scatto promozionale
Il cantautore Stefanelli in uno scatto promozionale.

STEFANELLI: “Un autore non deve mai rinunciare al tempo in cui non fa l’autore”

Ciao Stefanelli, benvenuto sulle nostre pagine! Noi di Music.it siamo soliti iniziare le interviste con un ricordo. Raccontaci un tuo divertente o addirittura imbarazzante aneddoto accaduto durante il tuo percorso musicale!

Mi sono successe davvero tante cose imbarazzanti, ma credo che quella più imbarazzante sia avvenuta in ambito accademico. Dopo una serata tanto alcolemica quanto disastrosa mi presentai in conservatorio per sostenere un esame e dopo il mio intervento il Maestro mi interruppe dicendo: “Ma per caso sei ubriaco?”. Risposi di sì.

Rivela ai lettori il luogo più strano dove hai scritto le tue canzoni e un brano che avresti voluto scrivere.

Sono solito portarmi un’agenda quindi mi capita davvero di scrivere dappertutto dalla metro alle panche, nel traffico mentre guido e via dicendo. Avrei voluto scrivere tante canzoni ma su tutte avrei voluto scrivere l’unico verso presente in “Star Guitar” dei The Chemical Brothers ossia:

«You should feel what I feel, You should take what I take». Credo sia una perfetta fotografia di uno stato d’animo ben preciso.

Quali solo stati i brani che hanno accompagnato e influenzato la tua crescita artistica ed umana?

Sicuramente i The Chemical Brothers che mi accompagnano dagli anni del liceo, i Daft Punk e tutta l’elettronica che continua ad affascinarmi ancora oggi. Moby e tutta la sua epicità degli arrangiamenti. Amo Lucio Dalla. Cose che mi hanno davvero colpito degli ultimi anni sono Benjamin Clementine per i suoi occhi, Lil Peep per la sua sincerità e Mac DeMarco per la sua calma.

Che ruolo ha la musica nella tua vita e a cosa un autore, secondo il tuo parere, non dovrebbe mai rinunciare?

È l’ancora che mi tiene in vita e mi permette di vivere un sacco di avventure inaspettate. Nonostante ciò, credo che un autore non debba mai rinunciare al tempo in cui non fa l’autore, godere del proprio tempo e non fare della scrittura un esercizio di stile.

Ho trovato molto curioso l’effetto di “Controcorrente”, il singolo che anticipa il tuo primo ep da solista che ha colpito subito la mia attenzione. Indubbiamente è un approccio molto coraggioso, allora ti domando: nell’era della perfezione, che significato ha questa tua consapevole e ben ragionata idea di “incompiuto”?

Oggi siamo bombardati dalla tecnologia ad alta fedeltà. Fotocamere super hd, schede audio capaci di campionare oltre l’udibile e credo che si stia perdendo di vista il contenuto. Provo ad essere “Controcorrente” in tal senso.

Quanto del tuo background musicale è presente nel tuo nuovo progetto solista?

Ne è la conseguenza più naturale.

Come sarà Stefanelli tra venti anni? Quale è il sogno che più ti piacerebbe realizzare?

Sparire con la mia dama e non lasciare tracce. Lasciare nelle persone che amo la speranza che sia felice su qualche isola a bere e brindare per sempre. Vorrei essere un buon padre.

Ora facciamo un gioco: prova ad attribuire un colore alla tua musica e spiegaci il motivo della scelta!

Ovviamente arancione ma non ho nessun motivo per dirlo.

Stefanelli, la nostra intervista è giunta al termine ed io ti ringrazio per essere stato con noi. Ora l’ultima parola va a te, puoi aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia!

Senza le persone che amo tutta la mia vita non avrebbe senso. Grazie per avermi dato la possibilità di dirlo.