Tommaso Paradiso, ex TheGiornalisti e forse cantante con la barba più famosa d’italia, tenta di avvicinarsi alla figura mitologiche dell’altra barba più famosa della cucina italiana Carlo Cracco? Non proprio, ma vista la similitudine, il paragone era doveroso!

Cosa succede quindi? Beh, il cantante in attesa di tempi migliori per pubblicare il suo ultimo album, che sembrerebbe ormai pronto, decide di aprire un ristorante. Ormai fermo da tempo e quasi scomparso dai social dopo aver concluso le riprese del suo primo film da regista ha deciso di rimandare tutta la sua musica a tempi migliori.

Ora è tempo di aspettare. Voglio fare uscire il nuovo album quando la Storia lo consentirà. Quando potremo godere a pieno delle canzoni e delle emozioni. Me lo sto sparando a palla dentro casa ma non è la stessa cosa. Voglio fare uscire questo album quando potremo cantarlo dal vivo, tutti insieme. I social sono stati importanti in questo periodo, non possiamo negarlo. Ma a dire il vero… ci hanno anche un po’ rotto il cazzo. Sarebbe bello, utopisticamente, una volta finita la pandemia, fare a meno di sti cazzo di telefoni e riprendere il controllo della vita vera. Ho fame di concerti, ho fame di verità. Sono in astinenza di quella adrenalina che ti spacca il corpo nel tragitto dal camerino al palco. Chiudo questo post, mi metto le cuffie, e vado ad ascoltare le nuove canzoni, come ogni sera d’altronde.

Ma intanto non rimane con le mani in mano – scusate il gioco di parole – e apre il suo primo ristorante a Roma, che prende il nome di Tomà. Ora, non per essere critici, ma al momento non sembra una buona idea pubblicare un album, figuriamoci aprire un ristorante. Infatti è stato prontamente chiuso pochi giorni dopo per il nuovo DPCM che vede il Lazio in zona rossa.

Il locale, secondo quanto detto in un’intervista de Il Gambero Rosso ha una filosofia che “propone ricette su una fettina di pane”. Insomma, nulla di particolarmente elaborato come l’uovo alla Carlo Cracco, ma il cantante prova a fare concorrenza. Chissà che non nascano delle collaborazioni culinarie. Di seguito, quasi come la tracklist di un album, il menù del nuovo ristorante. A voi il giudizio.

Tomà (3 euro)
Broccoletti, burrata e alici
Polentina fritta e ceci con mousse di baccalà
Polpo e patate
Cipolla caramellata e uovo sodo
Maionese di pomodoro e prosciutto crudo di Trevico

Cicchetti (6-8 euro)
Alici fritte
Calamaretti fritti
Polpo arrosto
Vitello tonnato
Spuntature e salsicce
Polpette cotte e crude
Broccoletti ripassati e fagioni
Verza e patate
Carciofi e patate.

Primi
Spaghettoni con vongole veraci e bottarga (14 euro)
Risotto acquerello con crema di cavolfiore, animelle e tartufo (16 euro)
Gnocchi al ragù napoletano (12 euro)
Mugnaia aglio, olio e peperoncino (10 euro)

Secondi (15-16 euro)
Secreto iberico e verdurine
Pollo agli odori dell’orto
Totanetti e patate
Scamorza e radicchio arrosto.

Dolci (6 euro)
Tartelletta al limone
Torta caprese
Tiramisù e semifreddo all’alloro e genziana

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