CANE MAGGIORE
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CANE MAGGIORE: “La RABBIA che ci tormenta è l’abuso di morale senza un briciolo di etica”

Ciao Cane Maggiore! Noi di Music.it siamo fissati con un’apertura di tipo tradizionale, nel senso che si ripete intervista dopo intervista. Avete qualcosa di imbarazzante / divertente accaduta durante i vostri live da raccontarci?

Ciao Music.it. Iniziare con un aneddoto imbarazzante aiuta sempre a spaccare il ghiaccio. Per questo vi raccontiamo di quella volta che Alb ha cantato un pezzo con il microfono spento. È un coglione, ma è molto buono!

“Vomitare” è la prima traccia del vostro EP “Rabbia”, uscito il 3 luglio. Facciamo finta che finite tutti quanti nel salotto di Pomeriggio 5 davanti all’illuminatissima Barbara D’Urso e dovete convincere il pubblico over 60 che si divertiranno a un vostro live. Cosa gli raccontate?

Barbara è troppo luminosa! Cosa faremo? Racconteremo la verità su Al Bano. È un alieno e noi l’abbiamo scoperto. E poi con la Barbarella (Barbara D’Urso) ci piacerebbe tanto piangerci addosso per ore e ore ore e ore. Per gli over 60: il nostro cantante Sonny Corradi è il nipotino perfetto.

Questo 2020 è l’anno del vostro cambio di nome. Da LMS a CANE MAGGIORE. Cosa resta o casa cambia in questo passaggio?

Un cambio di nome è un cambio di vita! Pensate solo a Rita Pavone quando ha cambiato il nome in Beyoncé. Chi si ricorda più di quelle domeniche solitarie per colpa delle partite di pallone?

Ogni vostro pezzo è legato alla tanto “bella” società di oggi. Figure dello show televisivo, luoghi comuni e stereotipi vengono legati da un doppio filo tra ironia e denuncia ma senza presunzione. Come nasce la tematica di un pezzo?

C’è filosofia in questa domanda, c’è intelligenza in questo interrogativo, dunque cercheremo di rispondere con una parvenza di saggezza. La RABBIA che ci tormenta è l’abuso di morale senza un briciolo di etica, ne siamo circondati, ne siamo vergognosamente sconfitti. Scriviamo i nostri pezzi (non tutti, alcuni sono semplici motivetti per fare innamorare le maturande del liceo classico del nostro chitarrista Cherlo) con la speranza che le parole possano graffiare, illividire, brasare i mediocri che si credono dei giganti. Abbiamo bisogno di nuovi poster per le nostre camerette.

“Paolo Fox” è probabilmente la canzone perfetta per la situazione imprevedibile che ci siamo trovati a vivere. Il 2021 sarà sotto il segno di? Live, progetti?

Sotto il segno dei pesci direbbe Antonello Venditti, noi invece diciamo sotto il segno del Cane. Qualcosa si muove all’orizzonte; qualche live e una dozzina di nuovi pezzi da lavorare in sala prove. Nel 2021 prevediamo concerti di sette ore; free drink, send nudes, free love.

Il vostro gruppo è un gruppo tutto al maschile, i magnifici 7. Quanto siete accordati dal punto di vista di gusti musicali? C’è un gruppo, un cantante che tutti amate allo stesso modo?

Grazie per i magnifici 7, ma In realtà Lallo (tastiere) è una donna molto brutta.  Non ci ritroveremo mai allo stesso concerto. Abbiamo gusti diversi, che a volte s’incontrano e spesse volte si scontrano. Probabilmente è un punto a favore, o forse, è sempre il pretesto per una minirissa in sala prove. L’importante è che tutti i 7 samurai amino alla follia CANE MAGGIORE.

“Rabbia” è il titolo del vostro EP. Spesso il titolo di un progetto viene strappato da una traccia presente all’interno del progetto musicale ma questo non è il vostro caso. Perché la scelta di questo titolo?

Perché crediamo sia il sentimento, ahinoi, più comune tra tutti i comuni mortali. La rabbia è dannosa, controproducente, volgare, pericolosa ma, se usata con coscienza, può diventare un’arma potentissima.

Bene. La carrellata di domande è terminata. Ora potete usare questo spazio per chiedere qualcosa al nostro pubblico, nel rispetto della privacy, mi raccomando.

Al pubblico di Music.it chiediamo di ascoltare il nostro EP al massimo volume, roba che i vicini di casa vi devono lanciare le uova sul balcone. Vi invitiamo ai nostri live: ogni reggiseno lanciato è un CANE MAGGIORE salvato. Viva la poesia, viva il romanticismo, sempre.