Diamo il benvenuto sulle pagine di Music.it a ChiaraBlue. Benvenuta Chiara.

Grazie mille, è un vero piacere essere qui.

Allora, spezziamo subito il ghiaccio e saltiamo le frivolezze. Raccontami un aneddoto imbarazzante o divertente che ti è capitato durante qualche esibizione. Quello che magari ti rappresenta di più!

Durante il mio ultimo concerto, in scaletta avevo “DueAgostoMillenovecentottanta” il brano che mi ha vista tra le dieci finaliste del Premio Bianca d’Aponte, doveva essere il brano centrale del concerto. Inizio a raccontare tutta una serie di aneddoti con grande enfasi costruendo un’atmosfera di raccoglimento nel pubblico e dopo quasi dieci minuti che parlavo mi giro verso il chitarrista per iniziare il brano. Mi trovo di fronte uno sguardo interrogativo e mi rendo conto di aver completamente cannato canzone e che non eravamo assolutamente a quel punto. La soluzione migliore mi è sembrata quella di raccontare la gaffe e trasformare un momento drammatico in uno comico. Credo che sia sempre così, in ogni emozione che viviamo c’è anche un pezzetto del suo opposto, basta saperlo scovare.

Come nasce la Chiara “artista”? So che Carmen Consoli ha influito in questa scelta, ma voglio sentire il tuo racconto.

Sono stata una bambina che in piedi sulla sedia sognava di diventare una cantante e che non andava mai in nessun posto senza il suo giradischi portatile, una giovane donna con la costante sensazione di avere qualcosa da dire, una che non ha avuto fretta, che ama fare ricerca e sperimentare, una che vive di grandi passioni, di impeti d’amore. Ad un certo punto di questa strada mi sono resa conto che l’unica cosa che contasse per me era che la mia musica mi somigliasse davvero che rispecchiasse la mia anima e che quindi fosse capace di racchiudere in se tutto ciò che mi faceva “risuonare” seppur col rischio di non seguire propriamente le logiche del mainstream.

So che Carmen Consoli ha influito in questa scelta, ma voglio sentire il tuo racconto.

Credo che se non ci fossero state artiste come Carmen Consoli nel mio percorso musicale, forse non mi sarei sentita così libera di farlo. È una donna e un’artista che ha rischiato sempre per essere fedele a se stessa, apportando una rivoluzione incredibile, sonora, lessicale, negli stereotipi di quello che ci si aspetta da una cantautrice, il tutto fatto con una meravigliosa naturalezza ed eleganza.

Il canto e la musica sono parte integrante della tua vita. Quanto tempo dedichi allo studio di queste arti e cosa vuol dire essere una cantautrice?

Vivo immersa nella musica e nel canto 24 ore su 24, sono costantemente in ricerca, in evoluzione, quindi studio sempre nell’accezione più bella dello studiare, quella che non pesa mai, quella che desideri. Essere una cantautrice per me è questo, tenere gli occhi bene aperti sul mondo esterno e su se stessi, essere capace di leggerli con la propria sensibilità, saperli coniugare e raccontarne la propria versione agli altri.

Parliamo del tuo ultimo singolo “Dinosauri” uscito da pochissimo. Raccontaci in poche parole come è nato il brano? Perché proprio il paragone tra l’era moderna e i dinosauri?

È nato dall’estinzione di un amore e da me che al telefono con una mia cara amica ho esclamato: “mi sento come se fosse finita un’era geologica” e la sensazione era esattamente quella, mi sentivo prosciugata e senza forze, finita in qualche maniera. Ma ragionandoci meglio la chiusura di un’era significa sempre la nascita della successiva che di solito, è quella che ha imparato qualcosa e che quindi può evolversi. Così è diventato chiaro che ci fosse una nuova era e una nuova me all’orizzonte che volevo celebrare, una donna in piedi solo sui suoi piedi, pronta per il futuro.

Dopo questo singolo potremmo ascoltarne altri, oppure magari pubblicherai direttamente un album? Se puoi dacci qualche anticipazione.

Come dicevo, non sono una che ha fretta, sicuramente in previsione c’è la pubblicazione di un album, i brani ci sono già, ma vorrei anche dedicare del tempo al live, al contatto diretto con le persone, condividere fisicamente con loro la mia musica, non solo via riproduzione digitale. Nella settimana del Festival di Sanremo sarò ospite di Michele Monina nel suo “Attico Monina” in diretta dalla città dei fiori e in streaming sul sito di Optimagazine, sarà un contesto molto bello di talk e di musica in cui proporrò Dinosauri e in anteprima alcuni brani dell’album.

Quale è la canzone non sua che Chiara avrebbe assolutamente voluto scrivere? E quale  invece il concerto a cui non mancherebbe mai?

Vediamo, la canzone che avrei voluto scrivere è sicuramente “Futura” di Lucio Dalla, un brano costruito su un climax di parole e musica credo ineguagliabile e che riesce sempre a commuovermi. Il concerto a cui non mancherei mai, sicuramente quello di Daniele Silvestri, ma anche i Subsonica per scatenarsi un po’ o Vinicio Capossela che amo molto.

Bene, è stato un piacere poter scambiare qualche parola con te. Ti lasci le ultime righe per dire quello che vuoi ai nostri lettori. A presto!

Mando un grande abbraccio ai lettori di Music.it e ringrazio voi per l’accoglienza. Spero di vedervi tutti presto, occhi negli occhi, durante i miei concerti.

Dinosauri

Provided to YouTube by Believe SASDinosauri · ChiaraBlueDinosauri℗ La Forbice ProductionReleased on: 2020-01-14Arranger: Luca JurmanAuthor: Maria Chiara Mari…

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