cmqmartina, benvenuta sulle nostre pagine! A noi di Music.it piace andare subito alle domande imbarazzanti: svela ai lettori un episodio stravagante, accaduto durante la tua carriera musicale, che non scorderai mai!

Ciao! La mia carriera musicale è ancora breve, ma la cosa più epica che mi è successa è stata rompermi un ginocchio durante il mio concerto di apertura ai rovere a Padova. Ballavo “Cotton eye joe” remix davanti a tutti sul palco e sono scivolata sul mio drink. Inutile spiegarvi il dolore che ho provato e lo sconforto di quando in pronto soccorso mi hanno cacciata male dicendomi che: «Sono le 4 del mattino e l’ortopedico non c’è!!». La sera dopo avrei avuto un altro concerto e l’ho fatto con le stampelle e un tutore orrendo enorme. Non lo dimenticherò mai e neanche le persone che erano con me dato che ho frignato di brutto.

Raccontaci di te, quando è iniziato il tuo viaggio nel mondo della musica e quali sono stati i tuoi primi ascolti, maestri di riferimento? E quelli che hanno influenzato il tuo attuale modo di fare musica?

Fortunatamente in casa mia di musica ce n’è sempre stata, soprattutto quella italiana, in particolare il cantautorato tradizionale che spaziava da Fred Buscaglione a Francesco De Gregori e praticamente tutto quello che ci sta in mezzo: cito volentieri Lucio Battisti, Lucio Dalla, Franco Battiato, Mia Martini, Adriano Celentano. Quando verso i 10 anni ho capito che ero un disastro nello sport ho iniziato a studiare musica e canto. Durante l’adolescenza ho macinato tanto i The Beatles, The Smiths, Simon & Garfunkel. Poi ho scoperto il meraviglioso mondo della musica elettronica europea, e mi ci sono appassionata tanto da volerlo fare anche io (o qualcosa che ci si avvicinasse).

Cosa ama fare cmqmartina quando non canta? Ci sono altre passioni che condiscono le tue giornate?

La verità è che a parte cantare non so fare quasi niente. Neanche cucinare una carbonara. Però le mie attività secondarie di solito sono andare sui pattini (male, cadendo spesso e distruggendomi le gambe) e andare in montagna a camminare o dormire nei boschi in tenda, tipo scout.

C’è un’immagine di te, in particolare, che ti piace dare al pubblico? A questo proposito, quanto credi sia importante il ruolo dei social e tu che rapporto hai con questa forma di comunicazione?

Mi piace stare con il pubblico, anche perché è una vita che mi vivo la musica da fan e so cosa vuol dire. Dopo i concerti scendo e chiacchiero un sacco, la maggior parte delle volte mi butto sottopalco con loro e non credo ci sia un’immagine particolare che mi piace dare, cerco di essere fedele a me stessa. I social in questo lavoro sono necessari: mantenere il contatto con le persone è fondamentale e io li uso tanto per parlare con quei pazzi che mi seguono, sono tutte persone super carine. E anche per seguire gli artisti che amo, faccio la fan accanita.

Dalla tua musica fuoriesce tutta la dolcezza e la grinta di una donna coraggiosa. Questa volta, con la tua arte, hai reso omaggio a Domenico Modugno con la canzone “Dio, come ti amo”. Cosa rappresenta per te questo artista e come nasce la volontà di tale omaggio dalla Regina Techno che sei?

Innanzitutto grazie, soprattutto per la regina della techno che magari fossi veramente. “Dio, come ti amo” è una canzone con una carica emotiva pazzesca, da togliere il fiato. Nessun altro spiega così perfettamente quanto l’amore sia una gioia tanto quanto una sofferenza. È una di quelle canzoni che sento mie e che vorrei avere scritto. Ho avuto pochi amori nella vita (allargando il concetto di amore non parlo solo di fidanzatino ma di persone che ho amato, comprendendo amici e famiglia) e mi hanno tolto tanto e dato tanto e quelle sono le parole giuste per spiegarlo. Ci sono alcuni pezzi della tradizione musicale italiana che mi hanno cambiato la vita e reso la persona che sono ora e vorrei cantarli al mondo intero e urlargli quanto sono stati importanti.

C’è un iter che segui nella stesura di un brano? Ad esempio, arriva prima il testo o la tessitura musicale?

In realtà dipende, è un processo creativo particolare: ho un sacco di appunti o di frasi o di testi che conservo e che scrivo in alcuni momenti della giornata. Poi i produttori stupendi con cui lavoro solitamente mi fanno ascoltare qualche loro nuova prod e ci sviluppo sopra un testo partendo dalla mia emozione del momento e dai miei vecchi appunti.

Credi che la musica possa essere considerata come una particolare forma di vita? Può decomporsi?

Domanda particolare. Sicuramente la musica tiene in vita me e un sacco di altre persone, sia che la fanno e sia che la ascoltano. Quindi una forma di vita probabilmente lo è. Si compone e decompone dentro di me quotidianamente, quando la ascolto e quando cerco di farla.

Sai già quando potremmo venirti ad ascoltare live? Con chi ti piacerebbe condividere il palco?

Si stanno muovendo i primi passi verso il ritorno dei concerti e dei festival e niente poteva rendermi più felice. Spero di condividere il palco con più artisti possibile e di divertirmi tanto.

Se la tua musica emanasse un profumo, di quale essenza sarebbe?

Credo sarebbe l’odore della pioggia sull’asfalto. Wow che romantica che sono. Mi ricorda le sere d’estate e le persone che amo.

cmqmartina, ti ringrazio per essere stata con noi. La nostra intervista è giunta al termine, ma l’ultima parola va a te per aggiungere ciò che vuoi: spazio alla fantasia! Ciao e a presto!

Grazie grazissimo a tutti. Posso concludere l’intervista dicendo MIAO come ogni volta che non so cosa dire e miagolo? Ah no?

Dio, come ti amo

Provided to YouTube by Artist First S.r.l.Dio, come ti amo · cmqmartinaDio, come ti amo℗ 2020 La Clinica DischiReleased on: 2020-07-10Auto-generated by YouTube.

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