Ciao ETT è un piacere averti qui su Music.it, prima di iniziare a parlare del tuo percorso che ne diresti di raccontarci qualche aneddoto curioso proveniente dalla tua carriera di cantautrice?

Il più curioso penso sia stato il giorno in cui ho suonato in una grotta. Ero in Spagna, a Granada, quello credo sia stato il luogo più particolare e acusticamente affine in cui abbia mai suonato. Quindi se vorrete assistere ai prossimi concerti di ETT dovrete seguirmi in una grotta. Scherzo, sarebbe bello però… Iniziamo!

Iniziamo con le presentazioni, chi è Gaya Misrachi quando non sta sul palcoscenico?

Sono una persona che viaggia tantissimo, questa caratteristica ha degli aspetti positivi ma anche negativi. Il fatto di non avere radici non mi fa avere dei rapporti consolidati con le persone, dall’altra parte mi sento a casa in molte parti diverse del pianeta e mi fa sentire una persona molto libera. Sono un’edonista, amante di tutti i tipi d’arte, cerco d’incentrare le giornate sulla scoperta di nuove sensazioni e sulla creatività.. poi ovviamente non è sempre così e spesso finisco per perdere tempo in cose futili. Una delle mie più grandi paure è la monotonia e cerco sempre di evitarla.

Come mai la scelta di questo nome d’arte? Il nome ETT ha un qualche significato particolare per te?

ETT è un tag che ho iniziato ad usare anni fa nei miei dipinti, inizialmente era un soprannome che mi aveva dato la mia migliore amica quando avevo 15 anni, mi era piaciuto e da li l’ho sempre utilizzarlo come nome d’arte.

Quale è il primo ricordo della tua vita al quale associ la musica? Quando è che è sbocciata la passione?

C’è stato più di un momento in cui la musica mi ha fatto da culla e da scudo nella vita. Diciamo che non ho avuto ne un’infanzia ne un adolescenza facili, ascoltando musica riuscivo non solo a dare un senso a tutte le frustrazioni che stavo affrontando, ma riuscivo a ricavarne pura felicità ed energia da un semplice ascolto.

Quante è importante per te il luogo nel quale si compone la propria musica? Vivere in una città ricca di contaminazioni stimola la tua creatività? 

Il ‘’dove’’ è fondamentale, dev’essere un posto in cui sono completamente a mio agio. La fase creativa è composta da sperimentazioni, per sperimentare bisogna sporcarsi le mani e per fare ciò in completa naturalezza, devo trovarmi in un posto in cui non mi senta giudicata. Gli stimoli esterni, sono per me un ingrediente essenziale per accendere la creatività. Penso che le persone, sopratutto gli artisti siano capaci di assorbire e riflettere quello che gli accade attorno.  Nel momento in cui mi trovo in una città stimolante, in cui gli aspetti artistici e culturali vengono valorizzati, mi sento automaticamente più predisposta a ideare e ad entrare a far parte di questo sistema.

Raccontaci qualcosa sul tuo nuovo singolo “Diamante”, da dove nasce l’ispirazione per questo brano?

È un brano nato in una serata di quarantena, avevamo bevuto e Luca Pasquino (il produttore del pezzo) ed io, stavamo cercando di ricreare un normalissimo sabato. Da li, su un pianoforte piuttosto scordato sono nate le prime take di “Diamante”, registrate sulle memo del mio cellulare.

Pensi che questo sia un brano che poteva nascere solamente in una condizione di isolamento, oppure si è trattato solamente di una coincidenza?

In verità credo sia stata più una coincidenza, c’eravamo prefissati che avremmo composto un album intero in questo periodo di stallo. Invece, credo che questa presunzione sia stata placata dopo aver capito al mancato intento, che l’arte ha bisogno di vita e di avvenimenti per esser spontanea esaustiva. Stando chiusi in casa h24 è difficile incombere in situazioni particolari e stimolanti. “Diamante” è nato agli inizi della quarantena con la spinta del disagio emotivo dato dal look down e da una situazione completamente inaspettata e nuova come quella che abbiamo dovuto affrontare tutti.

Cosa si nasconde dietro il testo di una canzone? Quale è il messaggio che il brano vuole trasmetterci?

Dipende, i testi non sono mai uguali e non si è mai spinti a scrivere un pezzo partendo dalla stessa emozione. Un elemento in comune è quello di essere più sinceri possibili con se stessi, senza vergogna, per poter arrivare anche agli altri ed essere compatibili con le esperienze di vita di chi ti ascolta.

Cosa vedi nel futuro di ETT, ti va di farci qualche spoiler suoi tuoi progetti?

Ho moltissimi progetti e nuovi pezzi che non vedo l’ora di farvi ascoltare, uno dei problemi nel far esplodere un progetto artistico è sicuramente l’aspetto economico che ne rallenta lo sviluppo, sopratutto in questo periodo post pandemia. Bisogna avere un po’ di pazienza. Quello che posso rivelarvi in anteprima assoluta è l’uscita prevista a metà giugno del videoclip di “Diamante”.

Grazie ETT per aver risposto alle nostre domande e ricordiamo che il tuo nuovo singolo “Diamante” è disponibile su tutte le maggiori piattaforme di streaming. Le ultime righe sono tutte tue, fai un bel saluto ai nostri lettori.

Grazie a voi per esservi inoltrati nel mio mondo, spero sia stata un’intervista piacevole e di facile lettura! Seguitemi su Spotify o Instagram per non perdervi i prossimi singoli in arrivo! Speriamo di vederci presto in qualche live!

Diamante

Listen to Diamante on Spotify. ETT · Single · 2020 · 1 songs.

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