Benvenuti Irish PopCorn. Ragazzi, raccontateci l’avvenimento più assurdo che vi è successo in questi quattro anni di attività, che sia una scena accaduta durante un esibizione o durante le vostre prove, non fa differenza, purché ci colpisca!

Beh guarda, è risaputo che ai concerti di musica irlandese la gente impazzisce completamente e la situazione diventa subito incandescente: sedie che volano, ubriachi che si azzuffano, ragazze che si aggirano in topless, birra a fiumi e chi più ne ha più ne metta! No, dai, stiamo scherzando! In realtà la cosa più assurda mai capitata è quando, suonando a San Patrizio, un gruppo di folletti ha fatto irruzione nel locale e ci hanno fatto scendere dal palco. In pratica hanno iniziato a spaccare tutte le assi di legno ad accettate ed hanno trovato una pentola colma di monete d’oro. Si sono messi a ballare dalla felicità mentre noi li accompagnavamo con qualche reel. Poi se ne sono andati via ubriachi come delle spugne con la pentola piena d’oro e i nostri portafogli. Maledetti folletti!
Di cazzeggio ce n’è parecchio ma ai concerti tanta professionalità. Come quando sul palco Eugenio si gira e ci chiede “Ma in che tonalità è questa?”, oppure Luca “Ma com’è che fa ‘sta canzone?” e per finire Giulia con il tamburello che prova tre o quattro ritmi all’inizio del brano prima di dare l’attacco giusto. Tanta professionalità.

Quando nasce in voi il bisogno di esprimervi attraverso la musica folk irlandese? Come vi siete avvicinati a questo genere?

Non essendo nati in Irlanda è ovvio dire che il primo approccio con questa musica è puramente casuale: una canzone che ascolti distrattamente in giro, un gruppo sentito in un pub un sabato sera, una parte della colonna sonora di “Braveheart”… e poi tutto a un tratto fai una ricerca su Google e scopri che esiste un universo parallelo che si chiama folk irlandese. Possiamo dire che la passione per la musica irlandese è nata principalmente per due motivi. Innanzitutto volevamo fare qualcosa di diverso dall’onnipresente e saturo gorgo del rock-metal-blues-punk, provando a buttarci su generi più acustici e originali, in rapporto a quello che puoi trovare in Italia.

Una ventata d’aria fresca.

E poi c’è un aspetto economico da non sottovalutare: la sala prove costa! Con strumenti che non hanno bisogno di amplificazione bastano tre sgabelli e un paio di birre per suonare insieme! In effetti all’inizio è andata veramente così: c’erano solo Ivano, Daniele, Glenn, un divano e lo spartito di “Drowsy Maggie”. In effetti ognuno di noi proviene da un panorama musicale che non ha nulla a che vedere con quello che facciamo ora, come il rock, ma anche pop e classica! La musica irlandese diventa una sorta di progetto di gruppo che però risulta molto stimolante e coinvolgente, anche se non è propriamente la tua formazione. Tutt’ora c’è chi la ha approfondita di più e chi di meno, tuttavia lo scopo è creare musica di qualità divertendoci.

Avete registrato quattro brani fino ad ora, che sono disponibili online. Ma quali sono gli artisti della scena contemporanea o del passato dai quali prendete ispirazione?

Sono ancora pochi! Ne aggiungeremo presto degli altri! Sicuramente si devono citare i grandi di questo genere come The Dubliners, The Pogues, The Irish Rovers o The Chieftains, che hanno saputo creare degli stili particolarissimi e delle versioni riconoscibili in un millisecondo. Poi ci sono i più recenti The High Kings, Old Blind Dogs e Caladh Nua. Tuttavia siamo ben consapevoli che in questo genere è forse più importante come viene interpretato il singolo brano e quanto il musicista riesce a trasmetterti di sé al di là della mera esecuzione. Molto spesso capita che uno qualsiasi su Youtube o per strada proponga delle versioni di un brano decisamente migliori di quelle di musicisti affermati. E questa cosa è fantastica perché non smetterai mai di cercare quella perla nascosta nei fondali dell’oceano!

Cosa consigliereste a qualcuno dei nostri lettori che abbia intenzione di accostarsi a questo genere? Da dove iniziare?

Se conosci qualcuno che conosce abbastanza approfonditamente questo genere chiedi a lui, saprà senz’altro indirizzarti bene. Se fai da solo magari potresti imbatterti in qualcosa di leggermente fuorviante e non propriamente irlandese tradizionale, come la fantomatica musica celtica, che vuol dire tutto e niente, o il punk irlandese, che sicuramente è molto figo ma non esattamente quello che facciamo noi!

Le vostre canzoni, sono permeato di un’atmosfera particolare, che ognuno percepisce a proprio modo. Diteci quale è invece la sensazione che voi volete trasmettere all’ascoltatore.

Come detto prima, ognuno di noi ha un background musicale differente e questo costituisce un vantaggio. Non bisogna mai limitarsi a riprodurre un brano tradizionale in modo scialbo e piatto, cerchiamo invece uno stile che ci contraddistingua: ciascuno di noi aggiunge molta interpretazione personale ed abbellimenti vari, gli arrangiamenti sono più variegati e si vuole sempre rendere i brani accattivanti dalla prima all’ultima nota. Deve ovviamente trasparire quello che ci contraddistingue: il popcorn style!

Per il futuro, avete intenzione di registrare un album, magari a partire dai quattro brani di cui abbiamo parlato in precedenza? Dove vedete gli Irish PopCorn tra 5 anni?

Siamo ancora agli inizi e il repertorio si amplierà. Ci sono alcuni progetti tra le mani al momento, di vario genere. Stiamo inoltre progettando dei singoli e anche dei videoclip con uno studio di registrazione, che usciranno appena completati. Forse un album non è il nostro primo interesse ma è in lista. La priorità è probabilmente il calendario topless di Giulia, ma lei ancora non sa della pubblicazione. Il futuro è sempre incerto ed è difficile fare una previsione. Sicuramente finché ci sarà voglia e disponibilità andremo avanti. Per ora cercheremo di emergere sempre più nel panorama Irish di Roma.

Vi ringraziamo per la vostra disponibilità e vi lasciamo un po’ di spazio per aggiungere ciò che volete.

Grazie per l’intervista e grazie a tutti coloro che ci seguono e ci supportano. Per chi fosse interessato ci occupiamo anche di preventivi per caldaie a gas. Ci vediamo ai concerti! Portate birra e popcorn!

Irish PopCorn – Tri Martolod

A traditional Breton song (18th century) arranged by Irish Popcorn.Audio Production: Francesco Minicucci (Mini Studio Factory)Video Production: Irish Popcorn…

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