Ciao kmfrommyills, ovvero Caterina e Manuel! Benvenuti su Music.it, in questo spazio astratto ci piace dare il via alle interviste con un racconto curioso, un aneddoto particolare e imbarazzante che vi è capitato durante il vostro trascorso musicale! A voi la parola…

M: Ciao! Grazie per l’ospitalità. Se dovessi pensare a qualcosa di particolare, bellissimo, raro, ma assolutamente non imbarazzante che ci riguarda è sicuramente il fatto che a entrambi è capitato di essere pagati anticipatamente per una performance. Una volta insieme, come kmfrommyills (a San Benedetto del Tronto) e una volta da solo (a Durazzo, in Albania)

Partiamo dalle radici, l’origine del nome in quanto duo e il suo significato.

K: Il nome è il riassunto breve di una storia lunga. Nasce dalla passione di Manuel per il neologismo e per i giochi di parole. Ci siamo incontrati artisticamente per la prima volta in un posto, bucolico, molto bello, distante da dove vivevamo entrambi e che sarebbe poi diventato uno degli scenari in cui parte del nostro “immaginario sonoro” ha preso forma.

Una “terapia pubblica di due personalità multiple”. Queste numerose soggettività che vi appartengono, hanno tutte la stessa influenza? In che modo delineano la silhouette del vostro progetto?

K e M: Dipende, sono molte le cose che facciamo artisticamente e non solo, collateralmente a questo progetto e naturalmente ci piace lasciarci coinvolgere di volta in volta in modo molto intenso. Le arti visive sono sempre state una grande fonte di ispirazione, e il teatro, di cui ci siamo occupati negli ultimi anni (sia come fruitori, che come creatori di contenuti) è parte integrante della nostra visione del mondo. L’interesse per l’umano è alla base della nostra ricerca.

“Immagini di suoni” e poi le parole (a volte) arrivano. Come si immagina il suono?

K: Si immaginano le parole che possono tradurre un suono, a volte è anche impossibile riuscire nell’intento, ma capita che una composizione si incastri con la costruzione di un pensiero, traducendo in un codice più comprensibile un momento, una circostanza, una serie di sentimenti o sensazioni. Quasi mai iniziamo dal testo.

Con che forme e colori il vostro?

Per “Eri Tu”, il testo è completamente ispirato dal synth principale e dal suo andamento circolare. È praticamente coinciso col racconto di un mio incubo ricorrente, nella mia testa poteva esserne la colonna sonora. Le tinte, le sfumature, connotano i luoghi in cui viviamo nella nostra quotidianità e non sono mai casuali, sono importanti, contribuiscono a delineare l’estetica della nostra poetica. Nel video di “Eri Tu”, per esempio, ci sono tre colori: nero, bianco e rosso. Il nero condensa e traduce le nostre biografie di ascoltatori. Per il bianco rimandiamo a Melville 😉 mentre il rosso è vita che resiste e arte che trasforma.

Personaggi istrionici credo popolino il vostro scenario musicale di appartenenza, volete citarne alcuni? Intendo Sia di riferimento che attuale.

K e M: Molti personaggi istrionici, veri e propri artisti, popolano la nostra vita quotidiana (musicisti, attori, registi, scrittori, artisti visivi). Abbiamo la fortuna di vivere a stretto contatto con loro, di condividere con loro progetti diversi, di poterci arricchire della loro umanità e della loro esperienza artistica. Per quanto riguarda i mostri sacri, patrimonio dell’umanità, da Poe a David Bowie, dai The Beatles a Blake, per citarne solo alcuni (ma l’elenco potrebbe essere troppo lungo) ci divertiamo ad immaginarli a tavola con noi, davanti ad una buona bottiglia di vino.

È uscito il singolo, con video annesso, di “Eri Tu”, una partita a scacchi pericolosa. Che ruolo ha il tempo sottolineato dal passato del verbo?

K: La scelta del passato (“Eri tu”) nel flusso di coscienza, è un collocare me stessa in modo inequivocabile all’interno delle situazioni descritte. Un non voler porsi esternamente alle circostanze, ma assumersene anche le responsabilità. La dimensione onirica, invece, che appartiene a tutti, si presenta qui come possibile lente di ingrandimento per una più facile messa a fuoco del punto in cui siamo arrivati travolti dai processi della quotidianità. Davanti alla carcassa di balena, che nel mio immaginario è il simbolo del deterioramento dell’impero occidentale, ci siamo tutti. E questo, è uno spettacolo che tutti abbiamo contribuito, purtroppo, a scrivere. Per “Eri Tu”, il testo è completamente ispirato dal synth principale e dal suo andamento circolare. È praticamente coinciso col racconto di un mio incubo ricorrente, nella mia testa poteva esserne la colonna sonora.

Se poteste immaginare questo brano come una pedina della scacchiera, quale sarebbe?

Nell’ipotesi di una partita a scacchi, direi che il brano potrebbe essere ben rappresentato dal pedone; non solo perché è il pezzo più presente, ma soprattutto perché è l’unico a poter, una volta raggiunto il lato opposto della scacchiera, essere promosso ad una sorta di livello superiore (potendo essere scambiato con un altro tra regina, torre, cavallo o alfiere). La promozione, identifica la possibilità di una maggiore presa di coscienza grazie alla quale poter correre in una direzione differente, magari quella del cambiamento.

Il suono mi sembra avere un peso specifico, ci raccontate il processo di creazione del brano a livello musicale?

M: La genesi dei nostri brani non è mai a tavolino. Come abbiamo detto precedentemente, il paesaggio sonoro è ciò da cui partiamo sempre. Ci lasciamo ispirare da un singolo suono, da una piccola idea ritmica o melodica, o come è capitato in questo caso da un nuovo strumento. Un piccolo campionatore che ha contribuito a creare, sia il suono di synth che ha poi guidato la genesi del testo, sia l’ossessiva sezione ritmica.

Sarà un lavoro racchiuso in un progetto più ampio? Che piani avete per il futuro?

K e M: Certo! Abbiamo già un altro singolo in uscita a breve (con un altro meraviglioso video) e altri brani pronti per il disco. Ci stiamo lavorando molto, anche per la loro veste live. Il nostro piano principale per il futuro è la conquista del mondo!

Un momento particolare per gli addetti al mestiere e non solo, ma potrebbe essere la prima chiacchierata senza aver nominato l’unico tema che purtroppo governa queste nostre giornate. kmfrommyills, grazie per essere stati con noi. Lascio a voi il Saluto!

K e M: Ringraziandovi nuovamente per l’ospitalità e sperando in tempi migliori, soprattutto per la musica e lo spettacolo dal vivo, ci terremmo a ringraziare alcune persone. Alessandro Bracalente, il regista del video di “Eri Tu”, per la grande capacità di interpretazione dei simboli che caratterizzano il nostro mondo e per aver reso il senso di inquietudine e quella connessione alla dimensione del sogno che avevamo in mente. Martina Prosperi (aka IWRYN), l’artista visiva (e musicista) che ha creato gran parte delle opere presenti nel video, alla cui poetica ci siamo sempre sentiti affini. Enrico Tiberi, musicista-compositore-produttore, con il quale collaboriamo in svariate forme da molto tempo che ha mixato e masterizzato il brano. Ciao!

Kmfrommylls ERI TU

ENGARTIST: KmfrommyillsDIRECTED BY Alessandro BracalenteSUBJECT: Caterina TrucchiaSCENOGRAPHY: IWRYN, Alessandro Bracalente, Caterina Trucchia, Simone Venanz…

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