Diamo il benvenuto su Music.it a Kormorano. Iniziamo con una domanda per rompere il ghiaccio: raccontaci qualcosa di divertente o di imbarazzante che ti è successo in studio o su un palco.
Allora, partiamo dal presupposto che rischio di fare figure di merda ad ogni concerto. Ma diciamo solo ârobaâ dove potevo farmi veramente male… Con i Mellow Mood rischiai la vita sotto unâamericana, e ricordo lo scorso anno con la Chicken Production: concerto in piazza, 3000 persone, si ruppe una macchina del fumo e il liquido oleoso invase la mia posizione, ho pattinato per un ora e mezza… câè il video su YouTube se volete le prove.
Parliamo subito di âMamma nen lâè sapèâ. Come nasce questo brano? Dove vuole arrivare?
In realtĂ era un brano che avevo scritto per la Chicken Production, però la produzione era un poâ lontana dalla direzione che ha scelto la band. Cosi piuttosto che farla morire nel dimenticatoio, ho cominciato a farla girare su Whatsapp. Il mio amico Gigi Potenza lâha portata nel HQ di Garrincha Dischi e da li è partito tutto. Dove voglio arrivare? Per indole non faccio programmi incredibili ma li cambio in corso dâopera adattandomi al paesaggio.
âMamma nen lâè sapèâ è scritto in dialetto di Terracina. Quanto conta la tua terra per la tua produzione musicale?
La mia terra è la mia musa, molti pensano che il dialetto sia un vincolo, credo invece sia un valore incredibile. Il sincronismo del dialetto scatena una tempesta di emozioni assurde dal âma che cazzo ha detto?!?â alla lacrima facile.
âMamma nen lâè sapèâ viene alla luce in un periodo particolare. Quale pensi che sarĂ il futuro di questo brano? E della musica in generale?
Se non penso al lato economico la quarantena è stato un periodo felice per me. Ho la fortuna di avere il mio studio a casa e quindi ho lavorato molto. Amo il fai da te e ho sistemato un poâ di cose della casa, fatto giardinaggio e non per ultimo sono arrivato a incredibili livelli su Call of Duty. Poi quando ho realizzato che non sarei salito per molto tempo su di un palco mi è venuta la depressione cosmica. Penso a tutti i miei compagni di viaggio che vivono di questo mestiere… non sarĂ semplice… spero minimamente di strappare uno stralcio di estate ai colleghi e alle persone che in questo momento non sono serene.
Come descriveresti il tuo sound? Da chi o da cosa prendi ispirazione per scrivere la tua musica?
Non so come descriverlo, e sinceramente non ho mai cercato di etichettarlo, so solo che amo andare a cercare i collegamenti ritmici e melodici tra i posti del mondo. Una ricerca che ho cominciato pian piano viaggiando con i Mellow Mood e ispirata da una chiacchiera con Daniel Plentz dei Selton.
Sul palco con una band o su un palco come Kormorano. Quali sono le differenze? PerchĂŠ?
Il palco è il palco, è il mio posto preferito. Ovviamente la serenità con cui affronto un concerto dipende dallo strumento con il quale ci salgo su. Ma sono emozionato anche se faccio il fonico, il tour manager per Giancane o sono al banchetto merch di Coez. Pensa che al concerto di Koffee allo Sherwood Festival dello scorso anno ero nella baia dei tecnici fomentato come un bambino nel guardare i Compozers suonare.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana? Ti senti integrato?
Siamo il terzo mondo musicale. E tralasciando la questione puramente economica negli ultimi mesi abbiamo potuto vedere come quello del mondo dello spettacolo sia una realtĂ molto debole ma allo stesso tempo formata da persone forti e determinate, bisognerebbe riuscire a canalizzare le energie in unâunica direzione e non essere campanilisti. Mi sono sempre sentito un soldato della musica, al suo servizio, e nelle prime ore dallâuscita del brano mi sono sentito addosso un calore indescrivibile di molte persone che non mi aspettavo assolutamente. Quindi piĂš che integrato, abitando in provincia, mi sento sempre quello che purtroppo per arrivare ânel giroâ deve sempre farsi almeno due ore di viaggio.
Ultima domanda, il classico âfatti una domanda e datti una rispostaâ. Che ci dici?
Come dite? Il tuo piatto preferito?
La pizza, rigorosamente napoletana… scelgo sempre la bianca con pachino, olive di gaeta, alici e capperi, ma raga, quanto cazzo è buono il Pollo Jerk jamaicano con il platano fritto!


