È un piacere avere i Motel Satori su Music.it! Vediamo un po’… Parlatemi di qualcosa di inusuale collegato alla musica vissuto sulla vostra pelle da quando avete iniziato. Un ricordo bizzarro, piacevole, anche triste. Fate voi!

Il piacere è nostro! Sai che con questa domanda ci metti subito in difficoltà? Qualche aneddoto c’è, ma non possiamo proprio raccontartelo perché piuttosto privato. Non sappiamo quanto sia inusuale, ma ti possiamo parlare del nostro approccio alla composizione. Se avessimo dato seguito a tutte le idee che sono passate dalla sala prove avremmo all’attivo già almeno due album. Siamo i peggiori critici di noi stessi. Crediamo che questo, se non altro, garantisca la qualità di quello che arriva al pubblico.

Quando i Motel Satori hanno iniziato il loro cammino insieme?

Noi tre ci conoscevamo da parecchio, Cora è arrivata nell’inverno del 2016, dopo le prime prove il gruppo si è consolidato.

“Blossom and Flower” è il vostro primo album di debutto. È il bocciolo che fiorirà? Parlatemi di come vi siete presi cura di queste quattro tracce in esso contenute.

Lasciando “decantare” i brani anche una volta terminata la fase compositiva, e riarrangiandoli successivamente più e più volte.
Alcuni non sono cambiati di molto, altri un po’ alla volta sono divenuti qualcosa di completamente diverso. In generale non ci fermiamo mai alle prime versioni, cerchiamo di arrivare ad uno stadio di soddisfazione complessiva il più ampio possibile. Questo richiede tempo, pazienza.

Con voi il rock si mischia all’elettronico. Da dove provengono le vostre contaminazioni? Quali artisti del passato vi hanno “plagiato”?

Per anni abbiamo suonato musica improvvisata, i modelli di riferimento spaziavano dal jazz al rock progressivo, con una predilezione particolare per i musicisti innovatori. Questo fa si che non ci spaventi la performance, casomai ci caratterizza una certa introspettiva timidezza che è anche una cifra stilistica, ma resta un limite. Blonde Redhead, Mogwai Radiohead hanno quel modo di mettere la musica al centro, evocando scenari dove chi ascolta è libero di entrare estraniandosi dalla realtà.

Cosa non deve mai mancare in un vostro brano, tra liriche e musica, per soddisfarvi appieno?

Il processo di approvazione di un brano da parte di tutti noi, come dicevamo, è sempre il frutto di una rivisitazione multipla, scomposta in più riprese. Quello che non deve mancare è la coerenza con le caratteristiche che riteniamo ci contraddistinguano. Per le musiche, l’attenzione all’arrangiamento e ai suoni. Per ciò che concerne i testi, probabilmente siamo profondamente legati a una componente esistenziale che ben si amalgama con il nostro suono.

Motel Satori mi sa di orientale, ma potrei sbagliarmi. Da dove proviene il vostro nome?

I motel sono dei non luoghi all’apparenza immutabili, ma che in realtà si evolvono continuamente perché racchiudono piccoli segni del passaggio di vite. L’arte seduce perché, pur ispirando un senso di eternità in realtà, è fragile e indifesa. Una certa idea di provvisorietà pervade la nostra musica che in Giappone hanno saputo descrivere molto bene. Il “Satori”, nella cultura orientale, è uno stato di beatitudine, una consapevolezza che può durare un istante o renderti eterno.

Una domanda per Cora Marzola, voce e unica donna dei Motel Satori. Chi porta realmente i pantaloni nel gruppo? Sei tu a mettere tutti in riga da buona front-girl?

Ahah!!! “Mettere in riga” mi fa venire in mente il film “Full Metal Jacket”. Ad ogni modo, c’è un “pescetto” che vive ai Caraibi (beato lui direbbe qualcuno) chiamato Serranus Tortugarum, che è in grado di cambiare sesso fino a 20 volte al giorno. Il motivo? Pare che attraverso questa strategia instauri un rapporto molto più stabile e duraturo con il partner, in virtù proprio della reciprocità e della possibilità che questo sistema dà a entrambi gli individui l’opportunità di “esprimersi” nella loro totalità. Ecco, noi siamo un po’ così, metaforicamente parlando s’intende eh! Non c’è nessuno che porti pantaloni o gonna, non in senso assoluto e definitivo. È una questione di attitudini più o meno adatte in relazione alla situazione che si presenta. So essere decisamente “Hartmaniana” quando mi ci metto, ma fidati che anche gli altri non scherzano!

Ormai siete in fioritura. Quali saranno i vostri prossimi passi? Un singolo? Un tour?

Un singolo? Perché no!? E un tour, magari! Scherzi a parte, l’autoproduzione e l’autopromozione non sono una passeggiata. Di sicuro c’è la volontà di fare quello che ci è possibile al meglio.
I nostri prossimi passi, pertanto, sono esattamente questo: passi, camminare, non fermarsi e continuare ad avanzare per vedere dove si arriva.

Motel Satori, grazie per il tempo concesso. Vi auguro una crescita rigogliosa! Le ultime parole sono per voi, salutate i lettori come preferite!

Beh, senza dubbio grazie per aver deciso di dedicare qualche minuto a leggere un pezzetto di ciò che siamo. E infine: speriamo che il vostro soggiorno nella nostra “struttura” sia stato gradevole, arrivederci a presto. La direzione del Motel Satori.

Motel Satori – “Impure”

Motel Satori “Impure” from”Blossom and Flower” Ep – 2019directed by Ares Brunelli© all rights reservedhttps://motelsatori.bandcamp.com/

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