I Nearby in uno scatto promozionale.
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NEARBY: “Abbiate il coraggio di credere in quello che amate”

Ciao Nearby e benvenuti su Music.it! Diamo inizio a questa intervista con un vostro ricordo: raccontate ai lettori un aneddoto imbarazzante legato alla vostra carriera musicale!

Ciao a tutti! Mah, un aneddoto imbarazzante che ricordiamo però con piacere, fu quando a Memphis ci chiesero mezz’ora in più di repertorio, che noi non avevamo, così abbiamo improvvisato dei brani blues in inglese, cercando di dare un senso a quello che cantavamo, e buttandoci in mezzo anche dei brani in italiano, che il popolo statunitense apprezzò molto!

Chi sono i Nearby e cosa, oltre la musica, li unisce veramente

I Nearby sono Elena e Andrea, ovvero i fondatori e coloro che scrivono i brani da cima a fondo. Elena e Andrea sono musicisti, amanti del blues del rock e del country; ma principalmente, sono moglie e marito: la loro musica è frutto dell’amore e della loro complicità.

Quali sono gli album che vi hanno cambiato la vita e che hanno ispirato la vostra musica? Perché?

Veniamo da influenze musicali differenti. Andrea è sempre stato appassionato dei Pink Floyd, i quali sicuramente hanno influenzato la stesura dei brani. L’album che gli ha cambiato il modo di vedere la musica è sicuramente “Animals”, per i contenuti così forti critici e pur sempre attuali. Elena invece viene dal blues e dal soul, ispirata da sempre dalle grandi voci femminili degli anni ‘60. Però, un album che le ha davvero cambiato il modo di pensare è stato “Back in Black” di Amy Winehouse, perché le ha fatto capire che il blues e il soul potevano ancora esistere, anche nell’epoca moderna.

Da dove nasce il vostro sound e come definireste il vostro genere?

Il nostro sound nasce dall’incontro delle nostre divergenze e delle nostre somiglianze musicali. Il mondo del southern rock ci ha entrambi ispirati, e il nostro sound è sicuramente avvicinabile a questo genere. Ma in realtà, all’interno, ci sono contaminazioni di blues, soul, e anche pop. Tutto ciò, rende il nostro album non classificabile ad unico genere musicale.

Quando è nata la vostra prima canzone e quali sono gli ingredienti che non possono mai mancare nelle vostre composizioni?

La nostra prima canzone nasce nel 2018. È nata con estrema naturalezza e spensieratezza. E poi ne è conseguito il lavoro più tecnico e impegnativo. Ma è così che continuiamo a comporre, e quindi l’ingrediente indispensabile resta sempre la naturalezza e l’anima.

Il 15 aprile è uscito “Home”, il vostro primo EP. Raccontateci la genesi e cosa vi ha spinto a scriverlo. Quale messaggio volete far arrivare a chi l’ascolta?

L’album nasce dalla selezione di diverse nostre composizioni. Il messaggio che vogliamo mandare è sicuramente di coraggio: abbiamo fatto un album complesso, ricco di strumenti, registrato come si faceva una volta, con un sound che ricorda tempi andati ma con un pizzico di modernità. Nel 2020, ci vuole coraggio per fare un impresa del genere, e volerla promuovere in Italia e all’estero. Il messaggio che vogliamo mandare è: abbiate il coraggio di credere in quello che amate, e cercate di portarlo avanti.

Quali saranno i vostri prossimi passi? Progetti per il futuro?

Il nostro prossimo step è riorganizzare un tour negli States con il nostro album all’attivo. Stiamo iniziando a lavorare per far si di riuscire a partire il prossimo anno.

Nonostante il momento non sia adeguato circa la musica live, con chi vi piacerebbe condividere il palco quando la situazione sarà tornata alla normalità?

Ci piacerebbe dividere il palco con altri artisti emergenti degli USA che abbiamo conosciuto, e con i quali siamo in contatto per poterlo fare quando possibile.
Ma in Italia, ci sono moltissimi artisti che, anche se toccando generi musicali molto diversi dal nostro, fanno dell’ottima musica. Abbiamo in programma un concerto con Motel, quando sarà possibile.

Nearby, siamo arrivati alla conclusione di questa intervista, ma il finale spetta a voi. Salutate i lettori con una citazione o con una frase tratta dalle vostre canzoni! Grazie per essere stati con noi!!!

Grazie a voi. Cari lettori, ascoltate l’album perché è davvero interessante, siate sempre curiosi verso la nuova musica, perché c’è sempre qualcosa di bello e buono. Non voltate mai le spalle alla cultura, all’arte e alla bellezza. Noi ricordiamo sempre un venditore di strumenti musicale di Nashville che ci disse «a song can change the world». Lo portiamo nel cuore, e facciamo del nostro meglio per far si che si realizzi.