Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).
Il progetto Nylon prende vita nel 2014 dalla collaborazione fra Filippo Milani (voce), Davide Montenovi (chitarra) e Adriano Cancro (violoncello).

NYLON: “Irene è un equilibrio tra dolore, gioia e senso di rivalsa, che commuove”

Benvenuti Nylon su Music.it! Per rompere il ghiaccio siamo soliti chiedere un aneddoto divertente ai nostri ospiti, relativo alla loro carriera. Raccontatecene uno.

Grazie a Music.it dell’invito. Uno degli aneddoti che ci caratterizza si riferisce proprio al nome della band. Una sera dopo un concerto siamo stati avvicinati da questo personaggio sopra le righe che dopo un paio di convenevoli se ne esce con: «.. io Io so perché vi chiamate Nylon». Sul momento noi della band ci siamo guardati incuriositi e lui ha continuato: «Vi chiamate così perché è l’acronimo di Now You Lick Our Nipples». Siamo rimasti di sasso, non era naturalmente quello il motivo ma la cosa ci piacque a tal punto da rispondergli: «Certo, bravissimo…» e per fare in modo che questa leggenda si propagasse nell’etere abbiamo aggiunto: «Ma non dirlo a nessuno». Di fatto questo aneddoto è finito sui nostri adesivi e sulle spillette ufficiali.

Parlateci un po’ del progetto Nylon, che nasce come duo di cover per poi evolversi in trio, vostra attuale formazione. Cosa ha segnato questo passaggio a brani originali?

Penso che il passaggio a scrivere pezzi originali sia una naturale evoluzione del suonare insieme, quando le cover hanno cominciato a starci un po’ strette ci siamo trovati sia io (Filippo Milani, ndr) che Davide Montenovi con del materiale da proporre l’uno all’altro e abbiamo sviluppato così i primi pezzi. La scintilla penso che sia stata la necessità di condividere dei messaggi, delle storie, delle sensazioni ed è stata una necessità che ha portato anche all’idea di una tipologia di spettacolo dal vivo più teatrale che permettesse a questo messaggio di venire fuori in modo preponderante non solo al semplice ascolto.

Dopo esservi riuniti in trio realizzate, nel 2016, il primo EP “Antipasto Crudo”, che rapidamente diventa di culto, distribuendolo solo ai vostri live. Perché non è stato mai pubblicato?

“Antipasto Crudo” è stata la nostra prima esperienza di registrazione. Una produzione molto casalinga, ricordo che le voci sono state registrate nell’armadio a casa di Davide per un’acustica migliore. L’abbiamo pubblicato a livello locale per cominciare a far girare il nostro materiale e con la vendita durante i concerti di questo EP ci siamo potuti permettere poi lo studio di registrazione professionale dove abbiamo registrato “Quasi Fosse Una Tempesta”. Ne abbiamo ancora qualche copia e visto che è diventato di culto le terremo da parte per i collezionisti.

La vostra crescita passa dalla vittoria di Rock Targato Italia, lo scorso anno. Che spinta vi ha dato per la pubblicazione di questo primo album dal titolo “Quasi Fosse Una Tempesta”?

La vittoria a Rock Targato Italia di fatto ha ritardato l’uscita del disco perché una volta arrivati alle semifinali ci siamo detti che qualora avessimo vinto la promozione di Divinazione Milano avrebbe sicuramente dato più risalto all’uscita del disco quindi si, ringraziamo Rock Targato Italia perché effettivamente ci ha dato modo di raggiungere una visibilità maggiore rispetto all’ambito locale.

il vostro stile svaria tra generi molto diversi tra loro, dalla classica al folk, dal rock al grunge. L’uso del violoncello serve proprio come collante tra questi?

Sarebbe riduttivo dire che solo il violoncello serve come collante, posso dire che entrambi i musicisti sia la chitarra di Davide che il violoncello di Adriano Cancro siano il vero collante tra i generi della musica dei Nylon. Entrambi hanno una formazione musicale diversa: Davide molto più rock, manouche e folk; Adriano molto più classica ma insieme riescono a creare quella sinergia che viene riconosciuta come tratto distintivo della nostra musica.

L’album “Quasi Fosse Una Tempesta” è anticipato dal singolo “Irene”, molto emozionante, perché racconta di un periodo difficile della vita, l’adolescenza. Ci raccontate come nasce il brano?

Stavo passeggiando all’ora dell’uscita dei ragazzi dalle scuole, passando di fronte a una fermata dell’autobus ho notato gruppetti di ragazzini intenti a guardare il cellulare e a sghignazzare tra di loro mentre seduta su una panchina c’era questa ragazza che stava ascoltando della musica e scrivendo su un diario. Quel contrasto mi ha molto colpito e mi sono chiesto “Cosa può voler dire essere adolescenti adesso con quel tipo di sensibilità?”. Così mi è venuto di scrivere questo testo che penso sia un buon equilibrio tra dolore, gioia e senso di rivalsa, ma in qualche modo anche universale per un periodo difficile come l’adolescenza. Il video che accompagna la canzone rispecchia proprio questo, il testo è stato dato in mano alle nostre fan che hanno rappresentato la loro parte di “Irene” che riconoscevano nella canzone. Ammetto di essermi commosso la prima volta che l’ho visto (e mi capita ancora).

Questo album è molto vero, genuino, trattando temi che vanno, appunto, dall’adolescenza di “Irene” alla pochezza umana descritta in “Niente Da Aggiungere”, fino alla birra di troppo di “Guendaline”. C’è tutto il vostro mondo, dentro “Quasi Fosse Una Tempesta”?

C’è sicuramente parte del nostro mondo sarebbe sciocco definirlo “tutto”. Non ci limitiamo mai nella ricerca di nuove ispirazioni o nuove contaminazioni anche a livello musicale quindi diciamo che “Quasi fosse una tempesta” è un’istantanea del momento in cui è uscito. Il prossimo album avrà sicuramente altre sorprese e darà la possibilità ai nostri fan di vedere nuove sfaccettature del nostro mondo “indecente”.

Descrivete, con una sola frase, il vostro modo di intendere la musica.

Citerò Roberto Bonfanti, un giornalista che dopo averci visto ad una serata di Rock Targato Italia ci definì così: “È un vero e proprio teatro magico per anime solitarie, quello che portano in scena i pavesi Nylon. Un teatro in cui, sotto lo sguardo benevolo di Tom Waits, fra chitarre e violoncello, s’intrecciano rock, folk e canzone d’autore per raccontare storie che odorano di smarrimento, sbronze, artisti derelitti, bettole di provincia e nottate infinite.”

Avete già in programma delle date in cui porterete in tour il vostro album? Dove possiamo venire a sentire i Nylon dal vivo?

Abbiamo una grossa sorpresa per i nostri fan ma adesso è troppo presto per svelarla, intanto i nostri prossimi appuntamenti sono: Domenica 9 giugno allo Chalet Caulera a Trivero (Biella); Domenica 16 giugno alle Scuderie del borgo a Pavia; Mercoledì 3 luglio al Garage Moulinski a Milano; Venerdì 5 luglio a Il Feudo a San Giorgio di Susa (Torino); Sabato 6 luglio al Modernista a Pavia; Sabato 7 settembre al Sottovento a Pavia in occasione delle notte bianca. Per restare aggiornati sulle date, visitate la pagina “concerti” del nostro sito.

Le nostre domande sono terminate, vi salutiamo e ringraziamo per averci concesso un po’ del vostro tempo. Lascio a voi lo spazio per aggiungere ciò che volete e, magari, per fare un saluto ai vostri fan e alle persone che seguono Music.it.

Grazie a voi, grazie ai nostri fan che ci danno la carica per andare avanti a produrre la nostra musica e grazie alle persone che seguono Music.it e che leggeranno questa intervista. Vorrei concludere dicendo che i Nylon hanno una missione ed è quella di ridare spolvero alla musica cantautorale proponendo sempre testi curati, melodie accattivanti e spettacoli dal vivo da ricordare, quindi continuate a seguirci per aiutare il nostro proposito.

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