Roberto Michelangelo Giordi, benvenuto su Music.it! Per rompere il ghiaccio ci racconti un aneddoto divertente riguardante la tua carriera?

Tempo fa un mio ex ufficio stampa mi invitò a presentarmi ad un’audizione senza dirmi di cosa si trattasse nello specifico. Quando capii che erano dei provini per un talent cominciai a rispondere alle loro domande in maniera del tutto bizzarra, azzardando persino sconcezze. Dopo meno di cinque minuti fui messo alla porta. Vi assicuro, in quel momento provai quello che comunemente viene definito come l’istante fugace della felicità.

Dopo tanta gavetta e tre dischi alle spalle, è finalmente uscito il quarto album di Roberto Michelangelo Giordi. Raccontaci un po’ “Il Sogno Di Partenope”.

“Il Sogno di Partenope” è un album che vuole dare una nuova immagine alla canzone napoletana liberandola dagli inflazionati cliché. Ho scelto di realizzarlo secondo il mio gusto e la mia sensibilità. È senz’altro azzardato di questi tempi proporre un progetto legato alla cultura e alla tradizione, ma mi piace considerarmi una voce di resistenza e cantare fuori dal coro.

Nelle quindici tracce del disco è chiarissimo il racconto che fai di Napoli, la tua città. La cosa che ci colpisce di più è la fusione di tradizione dei testi e innovazione dei suoni. Come si arriva ad un così equilibrato risultato?

Credo ci si arrivi attraverso l’ispirazione e gettando sempre lo sguardo alla musica colta del passato. Non c’è niente da fare, senza cultura non può nascere una bella canzone.

Da qualche anno sei residente in Francia, dove nasce “Il Sogno Di Partenope”. Parigi riesce comunque ad ispirarti, oppure quando scrivi la tua testa viaggia fino alle pendici del Vesuvio, sentendoti virtualmente nella tua Napoli?

A Parigi sto bene perché ho la possibilità di vedere bei film ed ascoltare bellissimi concerti, tuttavia l’ispirazione maggiore la colgo viaggiando nella memoria. Non ho mai abbandonato il mio vulcano, conservo di lui una memoria antica. Benché oggi abbia smesso di parlarmi mi rivolgo a lui, guardandolo come si guarda al mito, e nella sua antica memoria riesco a sentirne la voce.

Nella tua carriera hai collaborato con grandi personaggi del panorama musicale italiano ed internazionale, da Mario Lavezzi a Alessandro Hellmann. Tra tutti, chi ha segnato maggiormente la tua musica, fino ad oggi?

Più di tutti Alessandro Hellmann, Gigi De Rienzo e Piero de Asmundis.

Dopo “Tu Appartieni A Me”, semifinalista a Musicultura 2013, oggi, “Cronache Globali Degli Anni Zero”, un brano del nuovo album, arriva in finale. Al di là del risultato che arriverà, che sensazioni hai a riguardo?

Sono due brani che amo molto benché diversi tra loro. Il primo legato alla canzone classica d’autore, il secondo più vicino alla musique du monde, un esperimento di recupero del linguaggio della tradizione reinterpretato al giorno di oggi, al tempo del villaggio globale.

Oggi il panorama musicale partenopeo è molto vivo, con artisti interessanti. Cosa ne pensi di questo movimento artistico, che svaria tra cantautorato e rap, sempre con ottimi risultati?

Vivendo a Parigi non mi riesce di seguire da vicino le nuove tendenze partenopee, qualcosa mi arriva e posso dire che ammiro sempre chi riesce a parlare di Napoli in maniera non banale; a coloro che lo fanno bene vanno tutte le mie congratulazioni.

Se potessi scegliere, e sappiamo che non è semplice, la canzone di Roberto Michelangelo Giordi che più ti fa emozionare, quale sarebbe?

La prima che ho scritto: “Che Fretta C’è”.

Ci sono già delle date prefissate dove possiamo venire a seguirti live con “Il Sogno Di Partenope”?

Stiamo definendo ancora le date sia in Italia che in Francia. Intanto il debutto è fissato a Roma il 5 giugno al Teatro Arciliuto.

Le nostre domande sono terminate, ti salutiamo lasciando a te lo spazio per aggiungere ciò che vuoi.

La cosa che auguro a tutti è la forza di volontà di resistere all’omologazione, sempre.

Fenesta vascia – Roberto Michelangelo Giordi (Feat. Daniele Sepe)

dall’album “IL SOGNO DI PARTENOPE”” (Disques Dom Francia 2019) con distribuzione italiana Terminal VideoRegia: Alessandro Freschi (Frè) Grazie allo straordin…

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