Morgan si sta lamentando del mobbing subito dalla squadra di Bugo durante il Festival di Sanremo (clicca qui per vedere il video). Ma chi ha subito un vero e proprio sabotaggio prima, durante e dopo il festival è il concorrente Antonio Signore, in arte Junior Cally, il rapper romano che prima del Festival di Sanremo portava una maschera. Resi noti i contenuti del testo di “No Grazie”, titolo della canzone in gara, iniziano a sollevarsi le prime polemiche. Ecco i versi incriminati:

Spero si capisca che odio il razzista / Che pensa al Paese ma è meglio il mojito / E pure il liberista di centro sinistra che perde partite e rifonda il partito
No Grazie, Junior Cally

Ma se Junior Cally con “No Grazie” sembra averne per tutti i colori politici, non risparmia neanche gran parte dell’elettorato. Soprattutto quello cui prudono le mani e sui social si lascia andare a forme linguistiche estremamente violente.

Non ho i superpoteri ma tra tutti riconosco / Chi fa la voce grossa sempre e solo di nascosto
No Grazie, Junior Cally

Siamo stati tristemente abituati, negli anni, al pregiudizio di una certa parte politica su autori controversi. Junior Cally non si è inimicato solo i tradizionalmente conservatori, ma anche i ‘sedicenti progressisti’. Insomma, tacciando la sinistra delle medesime colpe della destra, proprio come fossimo in propaganda elettorale, ha finito per inimicarsi anche l’altra parte del Paese. Iniziano a circolare sui social versi scelti di vecchie canzoni del rapper romano. I testi incriminati sono “Si chiama Gioia” e “Strega”. La seconda contiene in nuce un tema sviluppato poi nella prima.

Junior Cally ha risposto con educazione alla vergognosa macchina del fango che gli è stata scatenata contro

 

JUNIOR CALLY – Si chiama Gioia

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È chiaro che il linguaggio crudo e realistico del rap possa colpire facilmente la sensibilità del pubblico, in particolar modo quello femminile. Soprattutto perché Gioia, personaggio presente in entrambe le canzoni di Junior Cally, è una tipologia di ragazza che fa pensare e fa scandalo. Il rapper romano ha in mente una particolare categoria di giovani adolescenti. Quella delle baby squillo, che l’autore contestualizza nel tessuto sociale 2.0 come è stato modificato dalla costruzione dell’identità che passa dai profili dei social-network.

Ora che tutti quanti parlano di me / Lei vuole la maschera di Louis Vuitton / Io vestito male, lei le Louboutin / […] / Al ristorante non paga mai / Bevendo Moët con le sue amiche / Paso Adelante, controlla i like / Lei va via e non saluta nessuno / La giravolta e sembra uno show / Col drink in mano che muove il culo / Sembra una brava ragazza, però / Lei, lei, lei / Balla mezza nuda e dopo te la dà / Lei, lei, lei / Sì, per la gioia di mamma e papà / Si chiama Gioia ma beve e poi ingoia
Si chiama Gioia, Junior Cally

Nella ricezione di “Strega”, poi, il disattento popolo del web ha dato il peggio di sé. Son bastati versi fuori contesto a suscitare l’indignazione di gran parte del movimento femminista. Junior Cally continua a descrivere, con i metri linguistici tipici del genere, quale sia la situazione sociale ai suoi occhi. Bisognerebbe imparare che è lecito esprimere dispiacere per una canzone in quanto non piace il genere e il metro usato, prima di processare un autore per contenuti che non esistono nei suoi testi.

Ecco i veri obiettivi polemici di “Strega» di Junior Cally

Junior Cally – Strega (Prod. Theodor Malkova)

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Il rapper denuncia la musica prezzolata.

Dentro al gioco, chiappe strette / Amici rapper, sono marchette / Voglio vedere la vostra faccia sopra i pacchetti delle sigarette […]

Cerca di mettere a nudo le meccaniche sociali che istigano i giovanissimi a buttare la propria dignità per merci che costituiscono uno status symbol.

L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / C’ho rivestito la maschera […]

Punta il dito contro il sistema sanitario nazionale, che tiene sempre meno conto delle classi sociali meno abbienti.

Ma a succhiarmi il cazzo non c’erano grupie ma metà della scena italiana (ya!) / Comandati, frate schiavizzati dagli apparecchi digitali / Medici privati costano troppo / Come cazzo faccio coi medicinali? / Fanculo lo stato, fanculo l’Italia / Fanculo ogni membro della polizia […]

Inoltre, lamenta i pregiudizi delle forze dell’ordine, che troppo spesso si lasciano ingannare dalle apparenze.

Siamo le streghe libere di bere per tutta la noche (ya, ya) / Beviamo, cantiamo, corriamo, moriamo veloce (ya, ya) / Ci bruciano in piazza, ma tanto lo sai che resuscitiamo (ya, ya)

Ma soprattutto, punta il dito contro ogni forma di violenza.

La gente che giudica, piccola / Dentro il cervello, frà, briciola / Rispondi a parole che bene assestate possono spezzare la loro mandibola […]

Junior Cally è una vittima del politicamente corretto

Nonostante Amadeus l’abbia fortemente voluto nella competizione, nell’arco delle serate del Festival di Sanremo si è dimostrato freddissimo nei confronti di Junior Cally. A Domenica In Sanremo gli è stato chiesto ancora di scusarsi. Avendo già ampiamente chiarito la sua posizione sui social (qui il link), ha espresso il suo dispiacere per chi si è sentito offeso in qualche modo dalla sua canzone, ma di scusarsi non se ne è parlato.

Portando in gara un brano politico, in cui non risparmia nessuno, Junior Cally si preclude definitivamente ogni possibilità di non arrivare ultimo. C’è da dire che la stampa gli ha scatenato contro una macchina del fango come se ne son viste poche. Come ha detto Junior Cally in un’intervista a Rolling Stone: «La frase “L’importante è che se ne parli” la prendiamo troppo alla leggera». Una vittima ingiustificata del politicamente corretto, dove il decoro conta più della denuncia, la forma più della sostanza. Junior Cally è sicuramente un artista divisivo. Per questo vogliamo concludere citando il brano che ha portato in gara al Festival di Sanremo.

Giuro la smetto con sta storia del rap / Voglio scrivere canzoni d’amore per la mia ex / Trovarmi un lavoro serio e diventare yes man / Insultare tutti sì ma solamente sul web / No grazie
No grazie, Junior Cally

I compromessi non fanno parte del suo stile. Ha dei chiari obiettivi polemici cui si rivolge senza mezzi termini. Decide di farlo con la forma dura del rap. Cruda almeno quanto le brutture della società di cui parla. Si può scegliere anche di fare un rap educato, come quello di Rancore. Nessuno lo ha accusato di essere violento per aver cantato «Giro cor coltello quando giro per Tufello». Si può imputare a Junior Cally di comporre versi talmente ermetici da rischiare di scadere nell’incomprensibile. Il che rientrerebbe nel novero delle critiche costruttive che fanno crescere un artista. Che con “No Grazie” ha ampiamente dimostrato di essere maturato.

– YouTube

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