I BTS, il 14 giugno scorso, hanno letteralmente spaccato l’internet. Grazie al loro concerto in streaming “Bang Bang Con: The Live” sono riusciti a catturare 750mila spettatori davanti allo schermo. Dopo aver visto cancellato il loro tour a causa del Covid-19 si sono presi una bella e sonora “vendetta”, senza ombra di dubbio. La band K-pop ha collezionato ben 20 milioni di dollari in biglietti venduti, e questo è senza dubbio un record nell’era dei live in streaming. 35 dollari il ticket, ma 26 a chi faceva parte del fan club dei BTS. Inutile dire che quest’ultimo ha acquisito ben 10mila persone.

750mila persone sono un’enormità, se pensiamo agli standard di un concerto a cui siamo abituati.. Ma in realtà, parlando di K-pop, non ci si dovrebbe stupire più di tanto. Sono anni ormai che le poi band del Sol Levante fanno letteralmente impazzire adolescenti di ogni parte del globo. Basti pensare ai SuperM, gli Shinee – che nonostante la scomparsa della voce principale Kim Jong-hyun hanno continuato a macinare –, BigBang e tanti altri.

A volte è facile perderseli in realtà, perché molti membri spesso collaborano tra loro o in concomitanza a progetti paralleli (nel Supergruppo SuperM ci sono i Super esponenti del Super K-pop, modestia a parte). Ma non sono solo le boyband a macinare consensi. Le controparti femminili non hanno certo nulla da invidiare; band come BlackPink – che hanno collaborato con Lady Gaga in “Sugar Candy” –, TWICE e Girls’ Generation fanno letteralmente impazzire i fan in ogni dove.

Concerti in streaming, BTS e “Bang Bang Con: The Live” sono solo l’inizio?

Quest’episodio del “Bang Bang Con: The Live” dei BTS potrebbe far pensare al futuro della musica e l’industria che, inevitabilmente, ci gira intorno. Gli eventi streaming hanno preso molto piede a causa del lockdown, ma potrebbe diventare una realtà consolidata nei giorni a venire. Laura Marling, per esempio, ha registrato degli ottimi numeri nelle sue performance in streaming. La cantautrice britannica con due serate ha venduto circa 6500 biglietti per un valore totale di 78mila sterline. Sono numeri da non trascurare.

Oppure il tutto esploderà come una bolla di sapone. Dubitiamo fortemente che l’esperienza di un concerto live possa venire sostituita dagli eventi online. Basti pensare alla nostalgia scaturita dalla bambina che imparava a pogare con i metallari, di cui abbiamo parlato non troppo tempo fa. Ma se i big della musica decidessero di adottare questa via come “extra” alle performance che, sicuramente, riprenderanno dal 2021, molto probabilmente potrebbero ricevere non poche soddisfazioni.

In fondo ci sono band che, per esempio, fanno concerti solo in America, altre solo nei paesi di provenienza dei membri, altre solo in Europa tralasciando alcune nazioni. Molto spesso i fan sono scontenti, perché impossibilitati nel raggiungere la tappa specifica causa lontananza, soldi e difficoltà varie. Così facendo, invece, gli artisti avrebbero la possibilità di rimbalzare online in ogni parte del globo in pochissimo tempo, ed è una cosa che fa pensare. Per intenderci, se lo facesse un Dave Grohl con i Foo Fighters, cosa accadrebbe?

«Restiamo lontani oggi per pogare più forte domani» è il nostro mantra, ma a conti fatti molti spettatori potrebbero orientarsi verso una via più soft, scegliendo di godersi un concerto comodamente seduti in poltrona. D’altronde gli eventi in streaming si sono moltiplicati a macchia d’olio nell’ultimo periodo, trovando terreno fertile. Molte sono le realtà che sono riuscite a trovare il loro spazio e aumentare il proprio pubblico. E non è una cosa così sbagliata, anzi.

– YouTube

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