In occasione di “Villa Ada – Roma incontra il mondo 2019” i Fast Animals And Slow Kids hanno presentato al proprio, amatissimo pubblico il loro “Animali Notturni”. La sera del 25 luglio, con Leilo Morra in apertura, si sono fatti apprezzare grazie a una scaletta che comprendeva brani di quest’ultima fatica discografica, e brani che hanno permesso loro di arrivare anche su quel palco. Hanno accontentato tutti: quelli che li guardavano per la prima volta, e chi invece li segue dalle prime scorribande perugine.

L’ingresso gratuito all’evento ha permesso a tanti curiosi e non di avvicinarsi al palco di Villa Ada. Il compito di scaldare il pubblico della serata è toccato a Leilo Morra, uscito a maggio con il suo nuovo singolo “Chissà Perché”. Simpatico e spigliato, il cantautore napoletano ha imbracciato la sua chitarra acustica per sparare alcune delle sue cartucce. Brani come “(Ogni Volta Che) Elena” hanno convinto il pubblico, che ha gradito non poco la sua sincera e soffice performance.

Durante la pausa, la gente continua ad arrivare. E arrivare. Sembrava impossibile, ma i Fast Animals And Slow Kids sono riusciti a raccogliere sullo stesso prato una folla per niente indifferente. Il concerto parte con “Radio Radio”, estratto proprio dall’ultimo album, ed è subito festa, acclamazione, braccia al cielo e urla. I FASK di Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Jacopo Gigliotti e Alessio Mingoli sono pronti a squagliare gli strumenti.

I Fast Animals And Slow Kids meritano palchi sempre più grandi e importanti

La scaletta è stata pensata per pescare più successi possibile dalla discografia dei Fast Animals And Slow Kids. Si passava da “Animali Notturni” ad “Alaska” – come la splendida “Come reagire al presente” – per poi rimbalzare su “Forse non è la felicità”. Ed è stato forse l’omonimo brano di quest’album ad aver fatto raggiungere momenti cari agli ascoltatori dei FASK. Il coro ripetuto più e più volte a squarciagola dal pubblico, è sempre una gioia. Per non parlare dell’esecuzione di “Non potrei mai”, durante la quale il romano Amerigo, che compare nel video ufficiale, è salito sul palco per ballare per tutta la durata del brano.

C’è stata qualche nota dolente, purtroppo. La scenografia è stata troppo minimale. Il palco non è stato gestito al massimo, e le luci avrebbero potuto donare uno spettacolo visivo di maggiore spessore. Menzione va fatta, tuttavia, per i teloni posti sul palco, che durante il concerto – grazie a dei proiettori – sono calati assieme per regalare nuove immagini visive, che unite a quelle uditive hanno dato una scossa viscerale, con annessi brividi.

Altro problema è stato l’audio, un po’ sottotono rispetto alle aspettative. Brani che avrebbero dovuto letteralmente spettinare la folla come “Coperta” sembravano, purtroppo, non esplodere mai. Un vero peccato, perché è proprio live che i Fast Animals And Slow Kids hanno sempre dato il meglio di loro. Sicuramente il pubblico eterogeneo presente quella sera, e non più di nicchia, ha giocato molto sulla messa in scena, e in fin dei conti bisogna accontentare tutti.

I Fast Animals And Slow Kids sono una realtà che dall’underground riesce a emergere con le unghie e con i denti, a suon di “Calci in faccia”

Di certo non poteva mancare il tormentone di Aimone Romizi: «Ciao! Siamo i Fast Animals And Slow Kids e veniamo da Perugia!». Ormai un inno che viene ripetuto fino allo sfinimento. Questo perché è sempre giusto e doveroso ricordare quanto una realtà così piccola come Perugia, possa contenerne un’altra così grande e scoppiettante. Una realtà che dall’underground riesce a emergere, facendosi strada a suon di “Calci in faccia”.

Aimone Romizi è stato trascinante ed energico come sempre, una molecola instabile. Si arrampicava sulle casse, saltava da una parte all’altra. Intratteneva il pubblico e metteva il cuore in ogni presentazione del brano, sottolineando quanto amore viene emesso dai Fast Animals And Slow Kids in ogni pezzo. E come di consueto, ha surfato allegro sulla folla. Ma questa volta per raggiungere il bar e farsi fare un Negroni, bevuto d’un fiato una volta tornato sul palco. La spettacolarità che tutti si aspettavano.

Tirando le somme, il concerto è andato egregiamente bene. Forse è stata anche l’emozione a giocare un ruolo fondamentale. Per quanto un’artista sia abituato a suonare di fronte a un sempre più numeroso pubblico, c’è sempre un po’ di emozione a risuonare tra una corda e l’altra, specialmente se la risposta della folla è una miccia di dinamite pronta a esplodere. Un consiglio al pubblico: meno telefoni al cielo, e più mani e accendini. E un’ultima cosa: date ai Fast Animals And Slow Kids un palco più grande. Sapranno certo come adoperarlo a dovere, e spaccarlo.

Di seguito alcuni tra i momenti più belli del concerto:

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