SENNA - A brothers' band: "Non riusciamo a stare fermi" • MUSIC.IT
I due fratelli Carlo e Simone, che insieme formano i Senna.
I due fratelli Carlo e Simone, che insieme formano i Senna.

SENNA: “Non riusciamo a stare fermi”

Benvenuti ai Senna, i fratelli Carlo e Simone! Fratelli che collaborano, affiatati, sembra assurdo! Che la musica abbia fatto il miracolo? Svelateci il vostro segreto.

Bentrovati! In effetti andiamo molto d’accordo, abbiamo sempre condiviso la cameretta, mai avuta l’intenzione di separarci; abbiamo moltissimi interessi in comune e la musica è uno di questi. Suonavamo entrambi il pianoforte classico: è stato naturale continuare insieme su questa strada. Quindi il segreto è il fatto che fossimo semplicemente affiatati già molto prima della musica! Certo, le discussioni avvengono… ma l’unità di intenti resta intatta.

Entrambi suonate una miriade di strumenti molto diversi tra loro. Vi siete dedicati a questo studio per necessità del duo? Quali influenze avete seguito durante il vostro percorso?

Sicuramente il fatto di essere solo in due ci ha spinto per necessità a esplorare strumenti e sonorità molteplici in prima persona. Altrettanto sicuramente, la nostra curiosità e il nostro approccio sperimentale fanno lo stesso: non riusciamo a stare fermi, e ci sono così tanti strumenti meravigliosi nel mondo! Perché usare solo la chitarra o il basso? Sarebbe come avere a disposizione l’intera gamma dei colori e dipingere per tutta la vita solo con il violetto…

Il vostro ultimo lavoro discografico “Giornata Tipo” sembra toccare delle corde molto delicate della quotidianità. Cosa volete comunicare con questo progetto?

“Giornata tipo” è una piccola opera in cui tutte le canzoni, prese singolarmente, possono avere significato di per sé; messe in sequenza, però, formano i capitoli di un’unica storia, che racconta le metaforiche ventiquattro ore di qualcuno che vive nel nostro mondo contemporaneo, dominato dalla tecnologia. Può davvero succedere di tutto in una giornata! E questa in particolare può simboleggiare un’intera avventura, un’intera vita, o addirittura l’intera storia dell’umanità. Comincia con un atto di creazione, prosegue con la fuga dallo status quo e la messa in pratica delle proprie idee, grazie alle quali si raggiunge l’apice; e finisce con un doposbronza, quando si è ubriachi della propria presunta onnipotenza e si straparla.

Il singolo “Pecora Nera” sembra proprio tenere fede al suo nome: sonorità ben più accattivanti rispetto agli altri brani, è corretto? Cosa vi ha motivato a sceglierlo per farci un video?

“Pecora nera” è un brano che ci ha dato tante soddisfazioni: ci ha portati a Musicultura, ci ha fatto vincere Emergenza festival, l’abbiamo suonata davanti a migliaia di persone quando abbiamo aperto il concerto dei Nomadi lo scorso febbraio. È sicuramente l’espressione migliore del nostro lato garage, quello delle band americane che suonano incessantemente nei seminterrati e vogliono spaccare il mondo. L’abbiamo registrata praticamente live, chitarra-basso-batteria, con dietro i tamburi il nostro uomo di fiducia Alessandro Bastianelli. Abbiamo realizzato tutte le tracce ritmiche dell’EP in questo modo per mantenere alta la carica; poi, giusto per tornare al discorso di prima sull’esplorazione degli strumenti, abbiamo aggiunto sintetizzatori analogici, una chitarra slide, suoni in reverse.

Un lavoro tutt’altro che semplice.

L’intenzione non era quella di renderla più accattivante, ma molte persone che l’hanno ascoltata in anteprima ci hanno detto che era perfetta come primo singolo e forse è stato questo connubio tra rock classico ed elettronica contemporanea a farla diventare un fan favourite. Quindi abbiamo tagliuzzato giornali e riviste per giorni in modo da creare quel particolare videoclip: abbiamo voluto mettere il testo del brano al centro della scena, per dargli l’importanza che merita e trasmettere i suoi significati, che spesso sono ben nascosti!

Suppongo stiate lavorando ad un album, potete dirci qualcosa a riguardo? Avete intenzione di esibirvi presto live per promuovere le vostre creazioni?

Stiamo lavorando ai nuovi brani, ma non è detto che il formato in cui verranno pubblicati sarà quello di un album. Ci saranno belle sorprese nei prossimi tempi! Per quanto riguarda l’aspetto live, in questi ultimi mesi abbiamo avuto un’attività concertistica molto intensa, a partire dal release party di gennaio. Abbiamo suonato sia con una band al gran completo sia in duo, riarrangiando il materiale a seconda della formazione e dell’occasione. Ci divertiamo a variare il modo in cui suoniamo le canzoni e a scoprire i diversi modi in cui possono comunicare grazie a questo! Per l’estate abbiamo nuovi concerti all’aperto e non vediamo l’ora di farvi ascoltare quello che abbiamo preparato stavolta.

Credete sia facile farsi strada nel panorama discografico italiano attuale? Cosa ne pensate della musica televisiva al giorno d’oggi?

Sicuramente non è facile, come non è facile in nessun ambito nel mondo dello spettacolo. L’impegno resta fondamentale per raggiungere i propri obiettivi, così come la consapevolezza dei propri mezzi. Noi crediamo fermamente in quello che siamo, in quello che facciamo e che proponiamo attraverso la musica. I passi sono piccoli ma li vediamo, e alla fine da qualche parte arriveremo, ne siamo certi. Non seguiamo molto la musica televisiva intesa come talent show; il pop invece lo troviamo interessante. Crediamo che ogni ambito abbia i suoi pregi e i suoi difetti. Di nuovo, l’importante è avere coscienza dei propri mezzi e dei propri obiettivi per scegliere la strada migliore per sé stessi! Se ti piace cantare quel tipo di canzoni perché non partecipare a un talent?

Avete qualcosa da aggiungere per finire?

Mi sembra che si siano toccati tanti punti interessanti, per cui grazie mille a voi di Music.it, vi auguriamo buon lavoro e ci sentiamo alla prossima!