ANTONIO MAGGIO: “Scoprirò un lato più intimo di me, finora coperto dall'ironia”
Il cantautore Antonio Maggio in uno scatto promozionale
Il cantautore Antonio Maggio in uno scatto promozionale

ANTONIO MAGGIO: “Scoprirò un lato più intimo di me, finora coperto dall’ironia”

A poco tempo dall’uscita del suo ultimo singolo “Il Maleducato”, c’è con noi Antonio Maggio. Da bravi scaramantici, rispettiamo le tradizioni. La prima domanda, infatti, è di rito. Raccontaci un aneddoto della vita musicale a cui sei particolarmente affezionato.

Mi viene in mente quella volta in cui ho suonato il pianoforte di Lucio Dalla a casa sua. Per me, essendo un suo grande fan, è stata un’esperienza memorabile, incredibile. L’anno prima avevo portato in giro un progetto che si chiamava “Antonio Maggio canta Lucio Dalla in Jazz”. Ho riproposto i suoi capolavori assoluti accompagnato da un quartetto di jazzisti di fama internazionale. È stata quella esperienza che mi ha permesso di ricevere quest’invito a casa di Lucio per il giorno del suo compleanno. Era il 4 marzo del 2017. Fummo invitati io, Brunori Sas, Dente ed Ermal Meta. Tutti e quattro festeggiamo la ricorrenza e ricordammo la figura di Lucio Dalla. Per me è stato un onore grandissimo poter suonare il suo pianoforte in casa sua.

A proposito di luoghi, qual è il posto più strano in cui Antonio Maggio ha scritto una sua canzone?

Sono sicuro che non sarà strano, perché sembra che accada a quasi tutti i miei colleghi. Ma quando vado in bagno e sto seduto sulla tazza scrivo davvero tanto (ride).

È il posto più gettonato. Magari un giorno riuscirò anche io a scrivere una canzone!
Parliamo di “Maleducato”. È davvero il grido di una generazione. Come nasce questo brano?

Come tante volte accade, l’input per scrivere è nato dopo una chiacchierata notturna con dei miei amici coetanei. In quella serata abbiamo parlato proprio di come le loro speranze per il futuro – come quelle di molti altri – si siano trasformate, da cinque anni a questa parte, in disillusioni. Quindi si è accesa la miccia per poter e voler trasmettere a loro e a tutti i futuri ascoltatori quello che dico nella canzone. Vuole essere uno stimolo a essere determinati nella maleducazione. Bisogna imbucarsi alle feste a cui non si è stato invitati. Che poi, metaforicamente, questi party rimandano al futuro. Dobbiamo riprenderci il nostro futuro.

Un cantautorato frizzante e intelligente al contempo. Cosa si aspetta Antonio Maggio dall’uscita di “Maleducato”?

Nulla di diverso da quello che sta già succedendo. Sono molto contento del favore che la critica sta riservando al mio nuovo progetto. Purtroppo non viviamo in un periodo storico in cui il cantatutorato in Italia sia in prima fila. È sufficiente farsi un giro per le classifiche e vedere chi occupa le prime posizione per capire quali siano i generi che vanno perlopiù. In Italia viviamo spesso di mode. Sarebbe bello, però, ricordare quali siano gli ambiti in cui la musica nostrana ha ottenuto i suoi successi maggiori. Senza dubbio è col cantautorato che possiamo dire di essere andati veramente forti, avendo composto in quel genere lì capolavori assoluti. Lucio Dalla, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè: con loro la musica italiana ha raggiunto il massimo splendore. Le mode vanno e vengono, ma non dovremmo mai dimenticarci cosa siamo stati più bravi a fare rispetto ad altri.

Quali sono i dischi che non potrebbero mancare in un lungo viaggio in macchina?

Sicuramente “Dalla” del 1981. Poi mi viene da nominarti “Canzoni dell’appartamento” di Morgan. Infine non possono mancare i miei dischi. Devo riascoltarli continuamente affinché possa fare tutta l’autocritica che mi serve per crescere. Solo riascoltandomi posso migliorarmi, individuando tutto quello che non mi piace per eliminarlo.

In cosa pensi di essere cambiato rispetto a “Nonostante tutto”, il tuo primo album?

Tutte le esperienze di vita e le pubblicazioni passate mi hanno permesso di prendere consapevolezza di ciò che mi piace fare e ciò che mi piace scrivere. Quindi per Antonio Maggio, come per tutte le altre persone, c’è stata e ci sarà ancora un’evoluzione. Il nuovo lavoro che uscirà nei prossimi mesi avrà come prerogativa quella di farmi conoscere dal pubblico a 360°. Andrò a evidenziare un mio lato più intimista, che fino a oggi è stato oscurato da quello ironico. Sento questa esigenza di far ascoltare il mio lato più nascosto.

Che ruolo pensi abbiano i social network nella diffusione di musica? Sopprimono del tutto le esigenze artistiche per andare incontro alla tirannia del mercato?

Dei social network bisogna cogliere il lato positivo e prenderli per quel che sono: un mezzo divulgativo. Riescono a fare tante cose per la diffusione di ogni forma d’arte. Sono un ottimo strumento di promozione e sarei un bugiardo se dicessi che non cerco di sfruttarlo in quella direzione. Come ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. Sono dell’idea, però, che se imparassimo a guardare il bicchiere mezzo pieno, soffermandoci sugli aspetti che possono andare a nostro vantaggio, saremmo in grado di scoprire un’utilità importante per quel che riguarda la nostra musica.

Parlando ancora di bicchieri mezzi pieni, pensi ci sia speranza nel panorama della musica italiana per chi vuole essere una voce fuori dal coro?

Nel bene e nel male sì. La rete ha aperto le porte della musica, io aggiungo purtroppo, a chiunque. Oggi in rete anche mia nonna potrebbe pubblicare qualcosa e renderla pubblica. Chiunque potrebbe ascoltarla. Io non so decidere se tenere la questione dal lato del bicchiere mezzo pieno o vuoto. Dipende dai punti di vista. La rete ha permesso all’arte dell’improvvisazione (n.d.r. dell’approssimazione) di espandersi sempre di più. Un talento per emergere non va scovato tra altri dieci, ma tra mille.

Quali sono i programmi di Antonio Maggio nel breve e nel lungo termine?

Quest’estate mi soffermerò sulla promozione di “Maleducato”. Ovviamente sarà intramezzata da live, che restano sempre la mia dimensione più naturale. E poi in autunno si potrà ascoltare qualcos’altro di nuovo. E non vedo l’ora perché in questi due anni che sono trascorsi dall’uscita di “Amore Pop” ho scritto davvero tanto

È giunto il momento dei saluti. Ti ringrazio per il tempo che hai passato con noi. Saluta come vuoi i nostri lettori e i tuoi ascoltatori!

Sono che ringrazio voi! Mando un abbraccio enorme a tutti i lettori e gli ascoltatori di music.it e spero di ritrovarvi presto.