Per dove mi trovo adesso, mi si creda: è una bellezza seguitare ad ascoltare questo disco, questa sera. E insieme, viziarmi col gusto di abbracciare l’abbracciabile, ferma. E in cammino.Sto ascoltando “Who?”, l’ultima uscita dei Sir Chronicles. Un EP di 4 brani che ruba il disegno degli interrogativi inglesi che cominciano con le doppiavvù. “What”, “When”, “Where” e “Why”. Quattro tessiture strumentali, quattro motivi che dell’assurdità della vita mordono la possibilità. Il “Sì” consegnato all’istante. Questo per dire che “Who?” di Sir Chronicles, uscito per (R)esisto Distribuzione questo 28 di Maggio, è un disco che si fa ascoltare beatamente, nonostante la sua portata massiccia e che di certo non disdegna un orecchio sottile all’ascolto.

Musica bella, comunque. Strumentale che rovista nella storia, la impasta e ne consegna un’istantanea. Quattro sono le cornici a servizio di quest’opera che racconta la contaminazione del jazz. Un basso elettrico, synth e tastiere, sax e batteria, rispettivamente tradotti da Alessandro Bordino, Andrea Sartore, Gabriele Borgogno ed Efrem Nota. Loro i Sir Chronicles che, dalle lande piemontesi mi stanno regalando oggi questo viaggio nelle radici delle possibilità. Perché nella scarsa mezz’ora di “Who?”, le prospettive che si aprono all’ascolto di questa che è una commistione di ritmiche jazz, fusion, funk, afro e lo spettro più stiloso del rock – per intenderci – conducono corpo e immaginazione nelle stanze segrete in cui la contaminazione di generi e saperi ha luogo.

“What”, “When”, “Where” e “Why”. Quattro tessiture strumentali, quattro motivi che dell’assurdità della vita mordono la possibilità. Il “Sì” consegnato all’istante.

Basso e pelli in apertura al ritmo serrato di “What” che assieme a fiato, corda e synth instaurano un groove sempre più fluido, ma sempre saldo, come tracce di passi mai interrotti. Invece risulta più liquida “When”, con le tastiere a dipingere cascate cristalline che fanno da cornice a un pezzo fusion di gran stile. Si passa poi a “Where”, la terza traccia che esalta un basso galoppante e trascinante. Pezzo questo in cui la ricerca sonora raggiunge la dimensione di un vibrante progressive. Più lenta, profonda e sommessa “Why”. Dipinge una notte consegnata alla contemplazione più rilassata dentro una fantasmagorica e sentimentale psichedelia. Camaleontici i Sir Chronicles, hanno confezionato un EP di grande qualità, perfetto per chi voglia isolarsi e respirare. Azione propria del perdersi negli interrogativi quotidiani che con “Who” si fanno assaporare allontanando la fretta di possibili risposte.

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