Non è la prima volta che Carmelo Pipitone riesce a realizzare qualcosa di nuovo su un palco. Siamo abituati a conoscerlo come il chitarrista dei Marta sui tubi, quindi in una veste totalmente diversa. Ma ormai da più di un anno pubblica “Cornuopia”, suo primo album solista. Un album davvero particolare, realizzato chitarra e voce da quello che è, senza segreti, uno dei migliori musicisti di chitarra acustica italiani.

Ieri sera ha portato live il suo album, più qualche nuovo brano che dovrebbe far parte del suo disco in uscita questo autunno, compreso il singolo di fresca pubblicazione “Le mani di Rodolfo”. Ma prima di salire sul palco ha lasciato spazio a Yuri, eclettico chitarrista di Latina che, come detto da lui stesso: “non sa definire il suo genere musicale”. Questo non è mai stato un problema nella musica, anzi, il chitarrista ci regala 15 minuti di viaggio. Un viaggio nella sua mente fatto di distorsioni, delay e loopstation. Finanche a suonare la sua chitarra acustica con un archetto da violino.

Una serata diversa dal solito che regala un po’ di cultura musicale uscendo dai canoni pop e mainstream.

Spazio quindi a Carmelo Pipitone che oltre a portare nuovi brani, si è cimentato anche con vecchi pezzi dei Marta sui Tubi, come “Muscoli e Dei”. Ovviamente quando c’è un personaggio simile sul palco, non ci si può aspettare un’esibizione “standard”. Riesce come sempre a coinvolgere il pubblico, scambiare qualche battuta e scherzare sui brani appena suonati.

Ma l’atmosfera è diversa dal solito. Non si tratta di un concerto, di un’esibizione. Sembra quasi di essere tra amici, dove la musica diventa mezzo di comunicazione tra le persone e non solo intrattenimento. Alla fine della serata sembra quasi di aver visto un concerto privato assieme ai tuoi amici, e infondo è stato un po’ così. Come se non bastasse la cornice del Fusolab e di Effimera, riescono a rendere tutto un po’ più magico. Magari potrebbero essere stati anche i vari Gin Lemon, ma questo non conta. Quello che conta è che come dice il chitarrista sul palco, abbiamo bisogno di più realtà del genere in città. Perché bisogna lavorare e valorizzare la città, non le campagne. Quelle stanno lì e stanno bene così senza aiuto di nessuno.

Foto a cura di Emanuele Proietti.

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