I 5 documentari musicali che non devi perdere

Tra le piattaforme streaming sta impazzando ormai da qualche anno la moda del biopic. Abbiamo visto la storia dei Queen, di Elton John e dei Mötley Crüe, ma oltre le biopic, che sono delle bellissime storie romanzate, ci sono anche veri e propri documentari musicali che andrebbero visti. Oggi ve ne consigliamo 5:

Numero Zero: Alle origini del Rap italiano

Firmato da Enrico Bisi, il film debutta su Netflix nel 2015. Un racconto che si pone l’obiettivo di raccontare le origini del rap italiano attraverso le grandi voci che ne hanno fatto parte: Kaos One, Ice One, Neffa, Colle Der Fomento, Tormento, Fabri Fibra e Frankie Hi-Nrg. Se da una parte il film si assume la responsabilità di una divulgazione rigorosa, dall’altra sfrutta l’onda musicale attuale, dove mai come prima il rap è stato al centro dell’attenzione in Italia, sfruttando una narrazione molto pop e adatta a tutti.

Rolling Thunder Revue: Martin Scorsese racconta Bob Dylan

Il fatto che due nomi come Martin Scorsese e Bob Dylan siano nello stesso lavoro, già racconta di per sé una storia fantastica. In questa in particolare, il regista ha deciso di raccontare il periodo in cui l’artista fece un tour di 57 date accompagnato da una carovana di artisti itineranti. Una fotografia stupenda della metà degli anni ’70 che vede anche la partecipazione (tra le tante) di Patty Smith. Un viaggio nella testa dell’artista e del suo modo di distinguere finzione e realtà.

ReMastered: Who Shot the Sheriff? 

Anche se di solo 57 minuti di durata, questo piccolo capolavoro riesce a mettere insieme tantissime storie in una. Tra scontri e risse in Giamaica viene scagliato un colpo verso il re del reggae. Bob Marley sopravvive, ma iniziano le indagini su chi ha dato inizio all’attacco. Il racconto di un artista che con la sua musica voleva unire e pacificare il mondo e una fotografia di una Giamaica che si avvia verso un periodo buio.

Ryuichi Sakamoto: Coda

Il disastro di Fukushima in Giappone stato uno dei maggiori disastri dell’epoca contemporanea, ma non ha distrutto tutto. Infatti in questo documentario si racconta la storia del pianista e compositore giapponese Ryuichi Sakamoto che si rivela più che disponibile a raccontare e raccontarsi davanti l’obiettivo. In un Giappone che combatte contro la riapertura di nuovi impianti nucleari, questo pianista è alla ricerca del suono perfetto, che sia in una sala musicale o durante un temporale.

Coachella: 20 Years in the Desert

Pubblicato su Youtube in concomitanza con quella che sarebbe dovuta essere la ventesima edizione del Coachella, annullata causa pandemia, arriva un documentario sull’ascesa di questo festival. Sicuramente autocelebrativo, come solo il Coachella sa essere, racconta i 20 anni di festival attraverso suoni e immagini spettacolari. Si parte dalla prima edizione, nella scena underground di Los Angeles, fino ad arrivare al fenomeno mondiale e mainstream che è ora. Se non vi siete mai interessati, è il momento di farlo.