Il video del trapper parmigiano Bello FiGo è stato rimosso dal web.
Il video del trapper parmigiano Bello FiGo è stato rimosso dal web.

BELLO FIGO: l’Università di Pisa denuncia il trapper, il nuovo video viene rimosso

Bello FiGo ne ha combinata un’altra delle sue. Questa volta, è la videoclip musicale dedicata al singolo “Trombo e facoltà” ad aver fatto infiammare le polemiche. Immagini esplicite, lati b in bella mostra, e liriche dirette con chiari riferimenti sessuali e senza fronzoli. Fin qui, nulla di nuovo: negli ultimi anni di video così ne sono usciti a frotte. Quindi, possiamo “spezzare una lancia a favore” del rapper parmigliano, su questo lato. Il reale problema, tuttavia, è un altro.

Per questo video, la cui registrazione risale al 22 gennaio scorso e pubblicato solo il 6 dicembre, nessuno sembrerebbe aver autorizzato le riprese. Infatti, secondo a quanto dice il Messaggero, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella ha spiegato: «L’Università di Pisa si tutelerà in tutte le sedi perché il video è stato girato senza alcuna autorizzazione. E soprattutto perché c’è stato un uso improprio degli spazi universitari».

La rimozione del video di Bello FiGo

Proprio mentre si stava scrivendo questo articolo, il video incriminato è stato rimosso dall’account YouTube di Bello FiGo. Aggiornamenti freschi freschi. A quanto pare, sembra che l’Ateneo toscano abbia avuto la meglio. Il video “Trombo e facoltà” con contenuti ritenuti non idonei a un ambiente accademico, e girati senza permesso, sembra essere sparito (tranquilli, non vi siete persi un granché ndr). Mettiamoci l’anima in pace.

La caccia ai colpevoli

La domanda da porsi è: chi ha permesso tutto ciò? Come ha fatto Bello FiGo a entrare? Le scene potrebbero essere state girate la notte, quindi a facoltà chiusa giacché il 22 novembre era un semplice martedì. Molti studenti hanno certamente bocciato il video per aver profanato l’immagine dell’Ateneo; ma c’è anche chi ha dato contro alla stessa Università di Pisa per aver concesso degli spazi senza autorizzazione. Non resta che seguire gli aggiornamenti.