Piqued Jacks
I Piqued Jacks sono energia pura. Dalla loro base in Toscana, grazie a concerti d’impatto e un alt/funk-rock di respiro internazionale si sono ritagliati un proprio spazio nel panorama indie internazionale

I PIQUED JACKS ricalibrano l’orologio biologico con l’album SYNCHRONIZER

Se qualcosa di buono cerchiamo nel 2020, tra le poche cose belle, eccone una fresca, succosa e genuina come la band che ce la propone. Stiamo parlando del quartetto dei toscani Piqued Jacks, che, seppur nelle note difficoltà che conosciamo tutti, riescono a realizzare un nuovo album, terzo per loro. È un disco aeroso, multi-tematico, a volte docile, a volte rabbioso, tra riff di chitarra e assoli di piano, funky e rock, pop e strumentale. “Synchronizer” è il titolo del disco, e sembra la fotografia di una situazione che, certamente, non ne ha facilitato la realizzazione, date le recenti restrizioni. E allora che fare, se non sincronizzarsi anche a distanza, quando qualcosa di nuovo sta per nascere e ha l’urgenza di essere accolto e coccolato? Ed è proprio così che iniziano ad affiorare le undici tracce dell’album dei Piqued Jacks, fino alle interminabili giornate e nottate che portano al risultato.

“Synchronizer” dei Piqued Jacks è la fotografia del presente, passato e futuro del nostro tempo

Sotto l’etichetta torinese INRI, con data d’uscita 19 marzo 2021, “Synchronizer” è stato realizzato tra l’Italia, precisamente allo studio Esagono di Rubiera (RE), e l’Inghilterra. Non solo, a metterci le mani sono stati tre tra i più grandi producer riconosciuti a livello internazionale, Dan Weller, Brett Shaw e Julian Emery. Quest’internazionalità dei Piqud Jacks li ha portati in giro per il mondo, in vari tour, e anche il nuovo disco sta smuovendo radio e tv. Certamente, ascoltandolo, capiamo il perché, non solo per i temi trattati, che sono rappresentativi del vivere quotidiano, ma anche per la splendida atmosfera che regala. “Synchronizer” si apre con il bel rock ruvido di “Golden Mine” il cui presupposto è quello di analizzare quanto sia importante lasciare un proprio segno. Come diceva il Generale Massimo nel film “Il Gladiatore” (“…ciò che facciamo in vita, riecheggia nell’eternità…”), le nostre vite siano d’esempio per chi verrà dopo.

I Piqued Jacks tornano con un album aeroso, multi-tematico, a volte docile, a volte rabbioso

Come fare possiamo solo ipotizzarlo, come nella seconda traccia, “Every Day Special”, vivendo al meglio ogni nostro singolo giorno, godendo degli attimi, assaporando il presente. Dopo le riflessioni su come vivere la vita della traccia precedente ci gustiamo la spensieratezza di “Spin My Boy” e il romanticismo di “Mysterious Equation”. L’album dei Piqued Jacks continua con “Elephant”, un bel pop da spararsi a tutto volume in macchina, e con la dolce piano-ballad “Call My Name”. Quindi ripartiamo, stavolta per un viaggio nel tempo, per rivivere o correggere il passato, dove i propulsori dell’astronave sono i synth di “Dancers In Time”. Il funky di “Purgatory Law” lascia il posto al grido di riscossa “Fire Brigade”, prima di accantonare le parole tuffandosi nella forza della strumentale “Hello?”. L’album si chiude con “Lonely Hearts, Cozy Hut” che riprende quanto già trattato nella traccia “Every Day Special”, cioè vivere la vita giorno per giorno.

Con “Synchronizer”, i Piqued Jacks, sono pronti a spiccare il balzo verso l’infinito e oltre

Magari con qualcuno di speciale al fianco, non per rendere la vita perfetta, ma per farsi forza a vicenda, e lasciarsi il passato alle spalle. Formatisi nel 2006 a Buggiano (PT) oggi i Piqued Jacks sono E-King (voce, tastiere), Littleladle (basso), Majic-o (chitarra e tastiere) e HolyHargot (batteria e percussioni). Hanno fatto parlare di se già con i primi due album e oggi, con “Synchronizer”, sono pronti a spiccare il balzo verso l’infinito e oltre.