Gianna Nannini durante un live all'Arena di Verona il 4 maggio 2013.
Gianna Nannini durante un live all'Arena di Verona il 4 maggio 2013.

GIANNA NANNINI e il video politicamente (s)corretto di L’ARIA STA FINENDO

Il singolo di Gianna Nannini “L’aria sta finendo” è uscito accompagnato da un video a dicembre dello scorso anno. Il clip è un cartone animato che vorrebbe riassumere gli argomenti più significativi del 2020 che ci siamo lasciati alle spalle. Un anno iniziato con gli incendi in Australia, dunque con la questione ambientale. Proseguito con la tensione tra Stati Uniti e Iran. Sfociato in una pandemia mondiale. Ovviamente, la cantautrice di Siena non ha tralasciato di inserire anche temi più annosi, come quelli dell’immigrazione. Lo sguardo del clip è piuttosto internazionale, come d’altronde lo sono state le vite interrotte di questa parte del globo. Infatti, in uno dei primi fotogrammi, è stato disegnato l’omicidio di George Floyd. Si è scelto di rappresentare le forze dell’ordine con una testa di maiale invece di una umana. Alla Polizia questa scelta non è affatto piaciuta. Ma non sono solo le forze dell’ordine di casa nostra a indignarsi.

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Così Gianna Nannini rivendica la libertà di rappresentare gli attori dell’esercizio del potere come preferisce. Non sarà né la prima né l’ultima a dileggiare il potere costituito con immagini di questo genere. Anche se a esser preso di mira è il braccio. Ma i poliziotti non sono gli unici a cadere nella rappresentazione satirica di Gianna Nannini. Anche Donald Trump e il Pontefice sono stati truccati come clown. Insieme ai loro sostenitori. Forse è quest’onda lunga di critiche che ha fatto scatenare i commenti sotto il video di “L’aria sta finendo”. Sembra che proprio nessuno abbia apprezzato la scelta artistica della rocker.

Non ci soffermeremo sui benaltristi, che attaccano Gianna Nannini per le sue vicende fiscali. Le critiche nel merito la accusano di mancare di rispetto alla Polizia. E che per alcune mele marce non si può decidere di eradicare tutto l’albero. Inoltre, la accusano di aver prodotto un video solo per far parlare di sé, dal momento che “L’aria sta finendo” sembrerebbe a tutti gli effetti una canzone d’amore, mentre il video è chiaramente politico. Insomma, potrebbe esserci del benaltrismo nella scelta rappresentativa del video. In fondo, dove sta scritto che il video debba didascalicamente riferirsi al contenuto della canzone?

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A meno che l’innamorato protagonista della lirica di Gianna Nannini non sia personificazione di un concetto astratto. Almeno si spiegherebbe la forte discrepanza tra il video politico e la forma della classica rock-ballad con cui si presenta “L’aria sta finendo”. Persino il titolo fa eco alle ultime parole di George Floyd (I can’t breathe). Che l’altro termine della relazione siano le abitudini confortevoli che tanto amiamo? Le atrofie in cui ci rifugiamo per non affrontare la paura dell’incertezza? Oppure è l’umanità che dimostriamo di non amare davvero ogni volta che il politicamente corretto ferisce la coscienza felice di chi è nato nel privilegio?