I Nanowar of Steel in un'insolita foto promozionale.
I Nanowar of Steel in un'insolita foto promozionale.

NANOWAR OF STEEL, tra locura e il lyric video de IL SIGNORE DEGLI ANELLI DELLO STADIO

I NanowaR of Steel hanno recentemente pubblicato il lyric video de “Il Signore degli Anelli dello Stadio”, brano contenuto nell’ultimo album dato in pasto al pubblico intitolato “Italian Folk Metal”. La band romana è solita pubblicare testi demenziali e ironici, e questa volta non sono stati da meno. Quando si pensa che abbiano dato, per l’ennesima volta, tutto il possibile, ecco che la locura prende il sopravvento. Per l’ennesima volta, sono riusciti a fare di peggio meglio. E il risultato è presto detto: 3 a 0, Palantír al centro.

“Il Signore degli Anelli dello Stadio”, come se non fosse chiaro, è una continua citazione al famosissimo libro del compianto J. R. R. Talkien e della fortunatissima trilogia cinematografica di Peter Jackson. Ma siccome ormai le avventure di Frodo & Co. sono state raccontate in tutte le salse, come si può risultare innovativi? Semplice, creando un brano utilizzando ogni possibile coro da stadio passato sulla bocca di ogni tifoso incallito d’Italia. Ciò che ne è uscito fuori è a dir poco disturbante, ma idilliaco al contempo.

“Italian Folk Metal” è il quinto album in studio dei NanowaR Of Steel

Con le sonorità care ai fan dei NanowaR of Steel, tra power metal bello spinto e percussioni da stadio, il brano esplode nelle orecchie in tutta la sua simpatia e struggente cura ai particolari. Parliamoci chiaro, chi non li amerebbe quando compare a schermo lo scudetto della Roma con su scritto “A.S. Rohan 2321, Seconda Era”, o tutti i presunti club calcistici delle varie “fazioni” del mondo de “Il Signore degli Anelli”? Senza contare i continui meme e svarioni vari che passano a schermo. Qui c’è del genio, e non smetteremo mai di ribadirlo.

“Italian Folks Metal” è il quinto album in studio dei NanowaR of Steel contente, oltre a “Il Signore degli Anelli dello Stadio”, brani come “La Polenta Targnarock” – in cui hanno collaborato l’illustre Giorgio Mastrota e Maurizio Cardullo (Folkstone Bardomagno) – e “La maledizione di Capitan Findus” – in collaborazione con Marco Arata (Mark The Hammer) e Maurizio Merluzzo. Impossibile non menzionare singoli passati invece, come “Feudalesimo e Libertà” e la fortunatissima “Norwegian Reggaeton”, che ha fatto ballare pure i divani. Da anni continuano a deliziare i fan con ottima musica e testi memorabili; speriamo che non si facciano mai ricoverare: non possiamo correre il rischio che li curino e perdere un tale patrimoni nazionale.

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